Epidemia di diarrea e vomito in val di Fassa, l'Azienda per il turismo: "Non c'è situazione d'allarme". Ma piovono segnalazioni e qualcuno chiede il rimborso
Nelle scorse ore sono stati rilevati parametri non conformi all'acquedotto di Campitello ma i casi sembrano più estesi. L'Azienda per il turismo val di Fassa: "Alcuni ospiti si informano e chiedono spiegazioni ma non ci sono disdette o problemi". Tuttavia continuano le segnalazioni dei turisti

TRENTO. Una situazione che viene ricondotta a più fattori ma che sarebbe sotto controllo. Anzi, viene spiegato che è più circoscritta di quanto possa sembrare e si cerca di ridimensionare il problema. Tuttavia si susseguono le segnalazioni dei casi di malessere, con vomito e diarrea, che colpiscono diverse persone in varie zone della val di Fassa ma anche in val di Fiemme. Tante le lettere e le moltissime anche le testimonianze sui social. Nelle scorse ore è intanto arrivata la conferma che l'acqua nell'acquedotto di Campitello di Fassa non è conforme e sono state prese le relative contromisure.
La sintomatologia "gastroenterica ha colpito circa 50 persone - ha spiegato l'Azienda provinciale per i servizi sanitari - che in parte si sono rivolte al medico di continuità assistenziale e alla guardia turistica, mentre altre si sono recate direttamente in pronto soccorso all’ospedale di Cavalese. Dalle analisi effettuate su alcuni casi transitati in pronto soccorso è arrivata oggi la conferma dell’origine idrica degli episodi infettivi. Ulteriori controlli sono stati programmati nel corso dei prossimi giorni fino al rientro dalla non conformità a garanzia della salute pubblica" (Qui articolo).
Ma il fenomeno sembra più esteso con le segnalazioni che arrivano da più zone e aree. "Qualche problema, soprattutto verso la fine della stagione, può capitare", dice Fausto Lorenz, presidente dell'Azienda per il turismo val di Fassa. "Ma gli acquedotti in valle sono costantemente monitorati e le acque vengono analizzate puntualmente. E' importante informare gli ospiti ma si è generato un passaparola che ha ingigantito la situazione".
C'è il caso specifico relativo a Campitello di Fassa per la presenza di Escherichia Coli superiori alla norma, ma i malesseri, viene spiegato, potrebbero essere riconducibili a un combinato di fattori. "Quasi tutti i nostri acquedotti hanno le sorgenti in superficie e in caso di forte maltempo può capitare che per qualche ora l'acqua risulti più sporca", prosegue Lorenz. "Non si può escludere la presenza di norovirus, che è molto contagioso, e alcune situazioni potrebbero essere legate a questo aspetto. Poi magari qualcuno utilizza le fontane o le fonti più in quota con l'acqua che non è trattata e si trova poco lontano dai pascoli e dagli animali. Una serie di situazioni che porta alle segnalazioni ma comunque il problema è circoscritto e non così ampio come può sembrare".
Non ci sarebbero poi ripercussioni sulle prenotazioni. "Alcuni ospiti si informano e chiedono spiegazioni ma non ci sono disdette o problemi", conclude Lorenz.
Intanto, però, proseguono le segnalazioni e qualcuno chiede anche il rimborso per le scarse informazioni e per una vacanza interrotta in anticipo proprio a causa dei malesseri. "Io e mia moglie - si legge in una lettera - siamo arrivati il 28 agosto per un periodo di riposo in montagna e quando siamo arrivati in albergo nessuno ci ha avvisato che c’era questo problema. Non ho visto segnalazione ai turisti di questo problema, soprattutto alle fontane sparse per il paese, dove tanti riempiono le borracce con acqua fresca da utilizzare durante le camminate".
I casi dichiarati di circa 50 persone "sono sicuramente sottostimati in quanto come successo a mia moglie non siamo andati alla guardia medica o all’ospedale, bisognerebbe chiedere alla farmacie quanti medicinali hanno venduto per combattere i problemi gastrointestinali dei turisti. La nostra vacanza è stata bruscamente interrotta con rientro anticipato a casa per poter far fronte al disagio. Qualcuno mi rimborsa il costo dell’albergo ed il mancato godimento delle ferie causa scarsa segnalazione dei rischi legati all'acquedotto? Sono trent’anni che frequento Campitello e Canazei, ho sempre ammirato l’organizzazione per il turismo (non quello per ridurre il traffico in valle mai affrontato) ma questa mancanza di tempestività di segnalazione che ha causato problemi fisici ai turisti non è ammissibile".
Sono moltissimi a chiedere trasparenza e informazioni. "Moltissime persone del mio albergo (4 stelle) hanno avuto la stessa problematica (parole del personale dell'hotel: sembrava un lazzaretto) alcuni con sintomi anche molto gravi, con necessità di andare al pronto soccorso, chiamare l'ambulanza e rientrare a casa prima del tempo. In ogni caso, vacanza rovinata per tutti loro e per le loro famiglie. Vado in montagna da moltissimi anni, non mi sognerei mai di bere acqua dai ruscelli, so come ci si comporta in quota. Ma credo sia del tutto normale poter riempire la borraccia dal rubinetto dell'albergo", racconta una turista: "Trovo assurdo e grave che venga emessa una ordinanza dal sindaco precauzionale e dopo 4 giorni ancora non siano stati pubblicati gli esiti delle analisi dell' acqua. E invece di una corretta assunzione di responsabilità da parte di chi ha commesso un errore (cosa che può avvenire, sia ben inteso), si cerca intanto di fare passare per incompetenti i turisti che dovrebbero essere tutelati. Mi sembra un gioco sporco e poco serio, oltre che non rispettoso del bene più prezioso che Campitello abbia, cioè i turisti per l'appunto. Se non vengono chiarite le cause di questa situazione e le persone si sentono prese in giro certamente non torneranno in valle il prossimo anno".
C'è anche la testimonianza di un gruppo che è stato quasi interamente mandato ko durante il soggiorno in Trentino. "Anche in val di Fiemme due settimane fa siamo stati colpiti 8 componenti su 10 da vomito e diarrea nel giro di 3 giorni. Mai successo in altre estati o inverni. Siamo stati male in rifugio, all'improvviso durante la gita e non abbiamo mai preso acqua dai ruscelli. Quindi deve esserci qualcosa. Nessun allarmismo ma chiediamo serietà perché fortemente debilitante, aggressiva e contagiosa, incluso verso persone anziane".


















