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| 20 feb 2022 | 18:16

''Aiutateci a salvare la piccola Vittoria'', l'appello di una famiglia trentina e l'onda emotiva che rischia di rallentare l'Admo che dovrebbe aiutarla

In queste ore è diventato virale il post di una famiglia trentina la cui piccola, di 2 mesi, è affetta dalla malattia di Krabbe e ha bisogno di una donazione di midollo. L'Admo però fa un controappello: ''Siamo travolti di richieste molte delle quali di persone evidentemente non consapevoli di quello che stanno facendo, fuori età, che chiedono di aiutare espressamente Vittoria. Così si ingolfa la macchina che nasce per aiutare tutti. La donazione è anonima e non indirizzata a una specifica persona. Chi vuole iscriversi lo fa per tutti''

Aiutateci a salvare la piccola Vittoria'', l'appello di una famiglia trentina e l'onda emotiva che rischia di rallentare

TRENTO. ''In questo modo si sta mettendo in difficoltà l'operato dell'associazione. che si occupa di aiutare tutti, indistintamente, adulti e bambini, in Trentino o nel mondo. Prima è partito il tam tam sui social poi è partito quello dei giornali e così stiamo ricevendo centinaia di richieste di iscrizione molte di persone evidentemente non consapevoli di quello che stanno facendo. Il messaggio forte che deve passare è che tutti quelli che ci stanno contattando per aiutare la piccola Vittoria, iscrivendosi, prima, e tipizzandosi, poi, fanno certamente un grande atto di amore ma non sapranno mai per chi e quando questo atto si concretizzerà perché solo una persona su 100.000 è compatibile con un'altra nel mondo''. A parlare è la presidente di Admo Trentino Ivana Lorenzini.

 

Il suo appello è divenuto necessario dopo che nelle scorse ore sui social si è diffuso il post di una famiglia trentina che ha chiesto aiuto alla comunità per la loro piccola bambina, Vittoria. ''Vittoria ha 2 mesi - si legge - e le è appena stata diagnosticata una grave malattia neurodegenerativa, la malattia di Krabbe. La malattia causa la morte prematura. L’unica cura oggi esistente è il trapianto di midollo osseo o di cellule staminali da cordone ombelicale''. Un appello molto forte e impattante che ha scatenato una bella reazione di solidarietà da parte della collettività. Una reazione che, però, come spesso accade quando subentra l'emotività, rischia di non essere realmente di aiuto ma di ingolfare una macchina, quella di Admo Trentino, che è già un'eccellenza in Italia e che ha numeri da record grazie all'impegno di chi ci lavora quotidianamente e di tutti i volontari che sul territorio si battono per fare sensibilizzazione, far conoscere l'associazione e la straordinaria attività che fa. Un messaggio ripreso anche dal presidente della Provincia Fugatti che ha scritto su Facebook che ''l'appello, tramite Admo, è partito nelle scorse ore'' mentre l'appello non è assolutamente partito da Admo che anzi si trova ora in grossa difficoltà.  

 

''Admo in Trentino esiste da 30 anni - spiega Ivana Lorenzini fondatrice dell'associazione in Trentino - e il nostro scopo è quello di avere donatori consapevoli che devono essere sicuri di quello che stanno facendo. E' per questo che facciamo formazione nelle scuole, sensibilizzazione nelle aziende e nelle piazze. E nonostante questo è capitato, anche in Trentino, di avere delle persone che si erano iscritte e avevano fatto la tipizzazione (quindi il loro sangue era nel registro dei donatori mondiali ndr) e nel momento in cui erano state chiamate a fare la donazione perché, caso molto raro, era stato trovato un un malato compatibile si sono tirati indietro di fatto condannando quella persona''. Insomma diventare donatori di midollo osseo, pur essendo un atto in sé molto semplice e raccomandato a tutti, è un atto che va preso molto sul serio.

 

''E non va fatto pensando di aiutare una specifica persona - prosegue Lorenzin - perché la donazione è anonima e quando si è chiamati, se succede, non si sa per chi si va a donare''. Come detto solamente una persona su 100.000 è compatibile con un'altra e per essere iscritti nel registro dei donatori bisogna avere tra i 18 e i 35 anni, pesare più di 50 chili e non aver passato malattie importanti. ''Ora di queste centinaia di persone che ci stanno scrivendo dovremo andare ad analizzare tutti i dati - chiarisce Lorenzin - e già abbiamo visto che sono quasi tutti tra i 33 e i 35 anni, diversi sopra i 35 anni, alcuni che hanno omesso l'età altri che hanno specificamente richiesto di voler aiutare solo Vittoria. Insomma la macchina di Admo in questi giorni dovrà fermarsi per prendere in carico queste richieste mentre di persone che attendono aiuto ce ne sono tantissime con casi molto delicati anche con bambini trentini. Noi collaboriamo con il punto prelievi e l'Apss e insieme riusciamo a inserire nel registro donatori 700 trentini all'anno. Tutti quelli che si iscriveranno in questi giorni dovranno aspettare che si esauriscano le liste di attesa e, in ogni caso, non potranno essere tipizzati prima di svariati mesi''. 

 

Dal 1995 al 2 ottobre 2021 (gli ultimi nostri dati disponibili) in 26 anni sono state 101 le donazioni effettuate in Trentino. E la pandemia non ha fatto subire una battuta d’arresto, alla macchina di Admo anzi: nel 2020 le donazioni sono state 10 e 16 nel 2021. Sono circa 9200, invece, i trentini iscritti nel registro 11.600 gli associati di Admo Trentino Odv. Entrare nel registro donatori di midollo è un atto d'amore verso il prossimo importantissimo che tutti dovrebbero fare per avere dei registri sterminati e trovare in pochissimo tempo le compatibilità nel mondo con chi ha bisogno di un trapianto. Ma è un atto a lungo termine che, se anche fatto su una spinta emotiva più che giusta, deve essere consapevole e misurato. 

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