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Allerta zecche, in Alto Adige primi casi di encefalite e borreliosi. Ecco i consigli delle autorità mediche

Si tratta di un caso di meningoencefalite (Tbe) e due di borreliosi di Lyme: a confermarli è l'Azienda sanitaria altoatesina. In Trentino da inizio anno sono già dieci le segnalazioni di infezioni da Tbe

Di F.S. - 21 giugno 2022 - 12:10

BOLZANO. É allerta zecche anche a Bolzano, dove le autorità sanitarie fanno sapere che sul territorio provinciale si sono già verificati due casi di borreliosi di Lyme e uno di meningoencefalite (Tbe) causati dal morso degli artropodi infetti. A confermarlo è l'Azienda sanitaria altoatesina, che invita i cittadini a fare attenzione.

 

In Alto Adige, spiega l'Azienda sanitaria, le zecche sono molto diffuse, soprattutto nei dintorni di Bolzano, nella Bassa Atesina e nell'Oltradige. Per quanto riguarda la Tbe, il metodo di prevenzione più sicuro è la vaccinazione, disponibile per i cittadini anche in Alto Adige, mentre per la malattia di Lyme non esistono vaccini.

 

La Tbe è una malattia inizialmente simile all'influenza che può guarire senza problemi anche se, talvolta, può evolvere in una forma più grave come la meningite o l'encefalite. In alcuni casi può lasciare danni permanenti al sistema nervoso. I casi di Tbe propriamente detti, cioè con sintomatologia neurologica, rappresentano in genere il 25% delle infezioni che, in gran parte, sono asintomatiche o causato una forma detta “cefalea febbrile”, senza progressione della sintomatologia al sistema nervoso.

 

La situazione in Alto Adige su questo fronte risulta comunque migliore di quella trentina (Qui Articolo), dove la settimana scorsa i casi di Tbe registrati erano già a 10 (con Val di Non, Val di Cembra e Valle dei Laghi tra le zone più colpite).

 

Questi i consigli dei sanitari:

 

Per evitare le punture di zecca in occasione di escursioni e camminate nei boschi:

 

- camminare sui sentieri ed evitare il più possibile il contatto diretto con le piante o con l'erba

- vestirsi con abiti coprenti (manica lunga e pantaloni lunghi) e di colori chiari, mettere scarpe chiuse e cappello

- utilizzare repellenti a base di DEET sulla pelle scoperta.

 

Dopo ogni escursione verificare che non ci siano zecche sulla pelle, controllando tutto il corpo e non solo le zone scoperte. Un’eventuale zecca va tolta il prima possibile, ma non è necessario andare al pronto soccorso, basta avere una pinzetta (ne esistono di apposite):

 

- non applicare sostanze irritanti sul parassita

- non toccare la zecca direttamente con le mani

- con la pinzetta afferrare la zecca vicino alla pelle, senza schiacciarla; tirare delicatamente, senza strappi, fino al distacco

- disinfettare la piccola ferita (con disinfettanti non coloranti) o lavare con acqua e sapone

rendere inoffensiva la zecca estratta (bruciarla o incollarla su nastro adesivo).

 

Dopo aver tolto la zecca non serve prendere antibiotici o chiedere esami del sangue al proprio medico:

- per il mese successivo controllare ogni giorno la pelle dove è stata trovata la zecca

- se compaiono macchie rosse che si allargano sulla pelle e/o febbre, dolori articolari o altri disturbi, rivolgersi al proprio medico.

 

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