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Alpini, l'appello del presidente: ''Si deve tornare alla leva obbligatoria o in pochi anni scompariremo''. Solo il 2% ha meno di 40 anni

Ieri l'assemblea della sezione di Trento con presenti anche Fugatti, Tonina, il sindaco Ianeselli ed altre figure istituzionali. Il vicepresidente della Pat: ''Gli alpini sono sempre pronti a mobilitarsi per portare soccorso, con spirito di grande generosità, fratellanza e responsabile adempimento doveri. Il loro esempio è il miglior insegnamento ai giovani''

Di L.P. - 04 April 2022 - 13:20

TRENTO. ''Qualcuno ha pensato che il servizio civile volontario avrebbe supplito alla fine della leva obbligatoria ma quel modello ha miseramente fallito. Dobbiamo tornare al servizio militare obbligatorio non per insegnare ai giovani a fare la guerra ma per prepararli ad affrontare calamità naturali o provocate dalla stupidità umana, come quella che stiamo vivendo in questi giorni''. L'appello del presidente dell'Ana del Trentino, Paolo Frizzi, durante l'assemblea sezionale dell'Ana trentina avvenuta ieri nella sede della Cooperazione di Trento è stato forte e chiaro: gli Alpini rischiano di scomparire e tra una quindicina di anni potrebbero non esserci più se in qualche modo non si invertirà il trend attuale che vede solo il 2% degli iscritti con meno di 40 anni e più del 35% over 70.

 

E il Covid ha dato un duro colpo all'associazione provinciale che in poco meno di un due anni ha visto ridurre la compagine di iscritti di oltre 550 unità (oggi la base sociale è composta di 22.500 soci e oltre 345 volontari erano già ''andati avanti'' solo nei primi quindici mesi di pandemia, nel giugno dello scorso anno). La richiesta di Frizzi di reistituire la leva obbligatoria è volta, quindi, a salvare quel patrimonio di impegno, solidarietà e socialità che gli Alpini hanno garantito negli ultimi decenni in ogni contesto, dalle feste e sagre di paese ai più complicati interventi legati all'aiutare la popolazione dopo disastri di ogni tipo e natura (non ultimi la pandemia e la partecipazione alla missione in Moldavia per il sostegno alla popolazione ucraina).

 


 

Presenti all'incontro di Trento anche i rappresentanti delle istituzioni. Maurizio Fugatti e il vicepresidente Mario Tonina per la Provincia e poi il sindaco di Trento Franco Ianeselli, il commissario del governo Gianfranco Bernabei, la deputata Martina Loss, il consigliere provinciale e alpino Pietro De Godenz, oltre alle autorità militari e ai vertici dell’Ana trentina.

 

Tonina, portando i saluti della Giunta provinciale durante l’assemblea, ha voluto ringraziare gli alpini, che si sono ritrovati “finalmente in presenza” e hanno ricordato i momenti salienti dell’attività associativa, con il contributo garantito dalle sezioni Ana e dalla protezione civile alpina dei Nuvola durante la pandemia e per l’emergenza Ucraina. Attività che sono solo gli ultimi esempi dell’impegno costante per la comunità delle penne nere, che ora, come ha detto il presidente Frizzi, sono un po’ più libere di “riprendere la propria voglia di socialità” e di fare ciò che a loro riesce meglio, ovvero “aiutare gli altri”.

 


 

“Gli alpini – così Tonina – sono da sempre particolarmente cari al Trentino: sempre protagonisti, in prima linea di fronte al bisogno e alla necessità. Volevo quindi ringraziare tutti i volontari per il contributo in questi due anni di Covid, con la partecipazione alla campagna vaccinale e non solo, e per lo sforzo che continua di fronte agli eventi purtroppo tragici sul piano internazionale, di cui la raccolta dei beni destinati alla popolazione ucraina che vediamo in questi giorni sul nostro territorio è solo una delle testimonianze. Gli alpini sono sempre pronti a mobilitarsi per portare soccorso, con spirito di grande generosità, fratellanza e responsabile adempimento doveri. Il loro esempio è il miglior insegnamento ai giovani”.

 


 

Assieme alla vicinanza della comunità, espressa anche dalla grande accoglienza per l’adunata 2018, il vicepresidente della Provincia guardando all’attualità ha ribadito l’auspicio affinché “il dialogo e la mediazione possano il prima possibile vincere sulle armi”: “Così da tornare, anche come Trentino, custodi di quello spirito autonomistico e di pacifica convivenza che ha portato alla costruzione dell’Europa in cui crediamo. Come fu nell’esortazione pronunciata dallo statista De Gasperi nella conferenza di pace dopo la seconda guerra mondiale”.

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