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| 07 ago 2022 | 12:43

Leva, l'appello degli Alpini alle forze politiche: ''Serve il servizio obbligatorio''. L'Ana di Trento: ''Non vogliamo formare combattenti ma giovani per il Paese''

Il presidente dell'Ana nazionale, Sebastiano Favero, spiega: “Oggi ci troviamo in una situazione in cui doveri e osservanza delle regole sono sempre più negletti: i giovani appaiono disorientati e la scuola e alcune realtà di volontariato giovanile da sole non bastano a colmare i vuoti nel loro senso civico”

Leva, l'appello degli Alpini alle forze politiche: Serve il servizio obbligatorio''

TRENTO. Che sia “reintrodotto un servizio obbligatorio per tutti i giovani, per formarli nel campo della protezione civile, dell’ambiente e del servizio pubblico, con una formazione anche militare che contribuisca a creare una riserva impiegabile sul territorio nazionale, con esplicito richiamo all'articolo 52 della Costituzione”. E' questa la richiesta che è arrivata ancora una volta negli scorsi giorni dagli Alpini a tutte le forze politiche impegnate in campagna elettorale. Il presidente nazionale dell'Ana, Sebastiano Favero, in una nota riprende uno dei temi che l'associazione ha cercato di portare avanti anche negli scorsi anni. 

 

“Con la legge 226/2004 l’Italia – spiega Favero -  ha sospeso il servizio militare di leva, decretando così l’interruzione di un istituto che per 143 anni ha accompagnato il Paese nel suo processo di crescita sociale, politica, democratica, tecnica e scientifica. La scomparsa di questo servizio alla Patria ha privato i giovani della possibilità di conoscere realtà diverse dalla propria, condividere fatiche per un risultato comune e acquisire consapevolezza che oltre al proprio io c’è un soggetto che si chiama Stato, una comunità che oltre a garantire diritti richiede doveri”.

 

Oggi, purtroppo, prosegue “ci troviamo in una situazione in cui doveri e osservanza delle regole sono sempre più negletti: i giovani appaiono disorientati e la scuola e alcune realtà di volontariato giovanile da sole non bastano a colmare i vuoti nel loro senso civico”.

 

Dal canto suo l'Ana anche in questi mesi sta portando avanti dei  “Campi scuola” che hanno ricevuto un'alta adesione da parte dei giovani. “Chiediamo – conclude il presidente dell'Ana - a tutte le forze politiche un pronunciamento chiaro su questo tema, che riteniamo da subito e ancor di più in prospettiva fondamentale per il Paese: serve un impegno forte a salvaguardia di un futuro che non può prescindere dalle esperienze e dagli insegnamenti di una storia in cui gli Alpini hanno scritto e scrivono pagine importanti”.   
 
Un proposta, questa, che viene rilanciata anche dal presidente dell'Ana di Trento, Paolo Frizzi che però precisa: “E' un tema che portiamo avanti da diverso tempo ma è bene chiarire che nessuno ha bisogno di creare combattenti perché per questi ruoli ci sono già i professionisti. Quello che preme a noi è affrontare il problema che si è creato con la sospensione della leva che ha portato a venir meno quell'importante riserva in ambito anche del volontariato, impegnata nella protezione civile che è il fiore all'occhiello dell'Italia e che ci invidia tutto il mondo”. 

 

Un ruolo, quella della protezione civile, importantissimo anche a livello logistico in questi anni di pandemia. “Il servizio civile – spiega Frizzi – non ha avuto gli stessi numeri. Il servizio di leva obbligatorio consente di avere un ricambio generazionale importante e per i nostri giovani dedicare 6 – 8 mesi alla questa esperienza permette di imparare a stare con gli altri, e capire anche che per 'poter avere' bisogna anche 'imparare a dare'''.

 

L'Ana, ha sottolineato ancora il presidente delle penne nere di Trento, “non vuole formare combattenti ma creare un bacino di giovani con una certa riserva esperienziale fondamentale per il nostro Paese”. 

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