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| 28 lug 2022 | 20:32

Calore nei cantieri, 5 malori in due settimane. Inps: "Sopra i 35 gradi cassa integrazione". Trpezki: "Occupiamoci anche degli eventi meteo estivi"

Molti i lavoratori trentini colpiti in questi giorni dal caldo torrido, in particolare sui cantieri di fabbricati e stradali e sulle cave all'aperto. Considerate "elevate" anche le temperature "percepite" sopra i 35 gradi. I sindacati: "I lavori devono essere fermati quando il rischio per la salute e per la stessa sicurezza non è opportunamente eliminato"

Calore nei cantieri, 5 malori in due settimane
di Francesca Cristoforetti

TRENTO. "Cinque malori denunciati in sole due settimane, tutti over 50". Sono questi i dati forniti da Venko Trpezki di Fillea. Il caldo di questi giorni non ha risparmiato i moltissimi lavoratori nel Trentino, in particolare quelli più esposti a rischio calore come chi è impegnato sui cantieri di fabbricati e stradali, e sulle cave all'aperto

 

Per questo Inps e Inail in una nota congiunta riportano che "le imprese potranno chiedere all’Inps il riconoscimento della cassa integrazione ordinaria quando il termometro supera i 35 gradi centigradi sui luoghi di lavoro".

Anche le temperature inferiori ma "percepite" superiori ai 35 gradi sono considerate idonee ai fini del riconoscimento dell’integrazione salariale: "Non solo le temperature registrate dai bollettini meteo ma anche a quelle 'percepite' - riportano Inps e Inail - che notoriamente sono più elevate rispetto a quelle reali, tenuto conto della particolare tipologia di lavorazione in atto".

 

Una decisione che i sindacati Fillea, Filca e Feneal del Trentino hanno guardato con soddisfazione. "Riteniamo che forse per troppi anni ci siamo occupati più degli eventi meteo invernali - dichiara Trpezki - mentre è arrivato il momento di occuparci degli eventi meteo estivi, con un intervento organico sul tema, a partire dai 35 gradi all’ombra, che vanno rivisti al ribasso per i lavori edili, specialmente per quelli in quota".

 

I due istituti hanno messo nero su bianco le istruzioni per la gestione del rischio caldo e per l’accesso alle prestazioni cassa integrazione ordinaria per sospensioni o riduzioni dell’attività lavorativa dovuta a temperature elevate: "Era una chiarimento atteso e che più volte i sindacati hanno sollecitato anche a livello nazionale - commentano i responsabili degli edili sul territorio di Fillea, filca e Feneal, Marco Benati, Fabrizio Bignotti e Matteo Salvetti - troppi operai in questi giorni hanno lavorato in condizioni non accettabili, purtroppo non ci sono mancate le segnalazioni di malori nei cantieri. I lavori devono essere fermati quando il rischio per la salute e per la stessa sicurezza non è opportunamente eliminato ed è doveroso da parte delle imprese mettere in atto tutte le misure che le norme mettono a disposizione".

 

L’auspicio dei sindacati è che con questo ulteriore chiarimento le imprese superino dubbi e attendismi che possono essere pagati a caro prezzo dagli operai. "Adesso non ci sono più scuse perché le informazioni a disposizione dei consulenti e delle imprese sono chiare e precise - proseguono - il lavoro va fermato in presenza di temperature che superano i 35 gradi  o percepite come tali, in quelle lavorazioni quali la stesura del manto stradale, il rifacimento di facciate e tetti di costruzioni, le lavorazioni all’aperto che richiedono indumenti di protezione e così tutte le lavorazioni in luoghi non proteggibili dal sole".

 

In una specifica circolare del 27 luglio, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro chiarisce che nei piani per la sicurezza dei cantieri devono obbligatoriamente essere previste le procedure di tutela sul rischio legato ai danni del calore. 

 

Pertanto, "tutte le figure responsabili, a partire dai Coordinatori per la sicurezza di ogni cantiere - concludono i sindacati - devono immediatamente provvedere a farle applicare negli stessi cantieri, ed è necessario che il Servizio Lavoro e l’Uopsal del Trentino avviino prontamente i controlli necessari per verificare che in tutti i luoghi di lavoro si stiano attuando le misure previste, sanzionando e sospendendo le lavorazioni nei cantieri in cui i lavoratori non sono tutelati".

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