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| 17 lug 2023 | 12:30

Ondate di calore e rischi per i lavoratori, i sindacati: “Sopra i 35 gradi si ferma il cantiere, l'azienda può attingere alla cassa integrazione ordinaria”

L'ondata di calore che in questi giorni sta interessando anche il Trentino mette in allerta Fillea Cigl e Feneal Uil: “La sospensione dell'attività è chiaramente l'azione più incisiva, ma ci sono un insieme di buone pratiche da mettere in campo durante tutti i mesi estivi per evitare di incorrere nel colpo di calore”

Ondate di calore e rischi per i lavoratori, i sindacati: “Sopra i 35 gradi si ferma il cantiere

TRENTO. In buona parte della Val d'Adige, dell'Alto Garda e della Valsugana, in questi giorni è probabile che la colonnina di mercurio arrivi a superare i 35 gradi centigradi, con condizioni di umidità importante e, quindi, di caldo afoso: una nuova ondata di calore che ora mette in allerta anche i sindacati, che ricordano alle aziende come con temperature così elevate aumentino i rischi di infortuni e malori.

 

“Fillea Cgil e Feneal Uil – scrivono le sigle – ricordano che anche a fronte di temperature percepite sopra i 35 gradi centigradi, l'attività può essere ridotta o sospesa facendo ricorso alla cassa integrazione ordinaria per eventi meteo estremi”. Tra i comparti più a rischio, ovviamente, quello delle costruzioni: “Lavorare nei cantieri stradali, sui ponteggi, sotto il sole cocente è un rischio enorme per la salute e la sicurezza degli operai” dicono i segretari provinciali Giampaolo Mastrogiuseppe e Matteo Salvetti.

Con le alte temperature infatti “aumenta il rischio di farsi male, anche a seguito di malori”. Per questa ragione, dicono i due: “Ricordiamo che con temperature sopra i 35 gradi le aziende possono ricorrere alla cassa integrazione, facendone richiesta all'Inps. In queste giornate stiamo svolgendo azioni di informazione sui cantieri e a brevissimo verrà diffusa anche una circolare di Centrofor perché tutti gli operai siano consapevoli dei rischi che corrono, quali sono le buone pratiche da mettere in atto e anche quali sono i loro diritti”.

 

Fillea e Feneal ricordano che la soglia dei 35 gradi è considerata da Inps non solo per le temperature reali, ma anche percepite, nel caso di particolari lavorazioni. Tra queste, continuano i sindacati: “I lavori di stesura del manto stradale, i lavori di rifacimento di facciate e tetti di costruzioni, le lavorazioni all'aperto che richiedono indumenti di protezione, ma anche tutte le fasi operative che, in generale, avvengono in luoghi non proteggibili dal sole o che comportino l'utilizzo di materiali o lo svolgimento di lavorazioni che non sopportano il forte calore”.

 

La sospensione dell'attività è chiaramente l'azione più incisiva ma, concludono le sigle, ci sono un insieme di buone pratiche da mettere in campo durante tutti i mesi estivi per evitare di incorrere nel colpo di calore, come il cambio dei turni, spostando la lavorazione la mattina presto e nelle ore pre-serali, quando possibile, l'aumento delle pause. È fondamentale anche che ci sia a disposizione dei lavoratori acqua e una zona d'ombra. È opportuno, infine, evitare lavori isolati perché in caso di malore il lavoratore riceva aiuto in modo tempestivo”.

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