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| 07 nov 2022 | 17:58

Cani, dopo il 'boom' di adozioni è allarme abbandoni. Zampa Trentina: "Da un anno riceviamo chiamate ogni giorno. Una situazione ormai insostenibile"

Dopo un vero è proprio 'boom' di adozioni, "da un anno a questa parte" molti proprietari di cani hanno cambiato idea, rivolgendosi a associazioni come Zampa Trentina per 'cedere' il proprio amico a quattro zampe

Cani, dopo il 'boom' di adozioni è allarme abbandoni

TRENTO. Sono molti, quelli che in tempi di 'lockdown' avevano deciso di allargare la propria famiglia, adottando un amico a quattro zampe: "Da un anno a questa parte, però, i più hanno deciso di 'disfarsi' del proprio cane, telefonandoci e giustificandosi nei modi più disparati", racconta a Il Dolomiti una referente dell'associazione Zampa Trentina - attualmente, la situazione è davvero drammatica", anticipa.

 

"C'è chi ha il figlio allergico, chi si separa o chi si trasferisce - spiegano dall'associazione -. L'aiuto dei cani provenienti dal sud era uno dei nostri obiettivi: da almeno due anni, invece, abbiamo dovuto iniziare a concentrarci su di un'emergenza a livello locale che, da un'anno a questa parte, si è fatta sempre più preoccupante. Ad oggi, innumerevoli famiglie in Trentino, chiamano, e questo ogni giorno, apportando le più svariate motivazioni, dalle più serie alle più discutibili, in cerca d'una nuova collocazione per il proprio cane".

 

La trama di un racconto, quella appena descritta, mutata nel giro di pochissimo tempo, soltanto poco dopo l'annuncio da parte della stampa nazionale di un vero e proprio 'boom' di adozioni avvenuta durante la pandemia, drammaticamente culminata in un "allarme abbandoni", sottolinea Zampa Trentina: "Circa 3,4 milioni le persone che fra il 2020 ed il 2021 avevano adottato un cane", riportava Ansa a giugno 2022, decisioni delle quali i più si sono ben presto pentiti.

 

"Da tempo ormai moltissimi stanno optando per le famose cessioni - sottolinea la volontaria trentina -. Forse sarebbe banale sostenere che in tanti hanno adottato un animale solo per avere una scusa per uscire nei periodi di 'lockdown', ma è sicuramente vero che l'inattività forzata ha dato l'illusione che chiunque avesse i requisiti per adottare un cane".

 

Così, dopo un periodo in cui la vita 'trascorreva' più lentamente e il tempo pareva essersi fermato, "siamo tornati ai vecchi e frenetici ritmi, lo smart working è finito e si è ripreso a viaggiare - ricorda la volontaria di Zampa Trentina -. Insieme alla possibilità di stare a casa, è svanita anche la voglia di fare i sacrifici che il prendersi cura di un animale richiederebbe, scegliendo piuttosto, con la stessa leggerezza con cui si è preso il cane, di darlo via". 

 

Ai motivi legati alla fine della pandemia, secondo Enpa si aggiungerebbero anche quelli economici, osservando nel tempo sempre più persone che non riescono a fare fronte alle spese per i propri animali: "Quest'estate abbiamo riscontrato un aumento del 15% delle cessioni di cani e gatti alle nostre strutture - dichiarava Enpa un mese fa a Il Dolomiti - tra le cause principali c'è proprio il fattore economico che incide quasi per il 50% delle cessioni", sottolineava, chiedendo al Governo di "ridurre l'iva per alimentazione e spese veterinarie, perché gli animali non sono beni di lusso". 

 

"Siamo davvero disperati - sottolinea ancora la referente dell'associazione trentina -. Ricevendo telefonate ogni giorno diventa sempre più difficile riuscire a trovare una nuova dimora per i cani (quelli di razza compresi ndr), soprattutto per quelli anziani. Per quanto riguarda il nostro territorio, nessuno ha mai richiesto una cessione per problemi economici: chi ha bisogno, infatti, viene aiutato da noi, per quanto possibile - conclude -. Quello che mi sento di dire è che bisognerebbe cercare di essere più consapevoli di cosa possa significare adottare un amico a quattro zampe, spese comprese: l'invito è quindi quello di pensarci molto bene, possibilmente prima". 

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