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Carcere, situazione sempre più critica. Dopo la carenza di agenti di polizia ora lascia anche la direttrice sanitaria

Il consigliere provinciale di Futura Paolo Zanella: "Attualmente il carcere si trova quindi senza una figura di riferimento esperta che funga da responsabile medico, mentre pare che anche un altro medico si sia recentemente licenziato e che a uno sia scaduto il contratto e abbia deciso di non rinnovarlo” e chiede: "Alla carenza generale di medici in carcere come pensa di rispondere Apss?"

Foto archivio
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Di Giuseppe Fin - 24 April 2022 - 10:57

TRENTO. Alla Casa circondariale di Spini di Gardolo le situazioni di criticità continuano ad aumentare. Non solo manca un direttore o una direttrice per la specifica struttura visto che l'attuale è a scavalco su Bolzano, non solo mancano agenti di polizia penitenziaria ed educatori professionali ora, è notizia di queste ora torna a mancare anche il personale medico.

 

A rilevarlo è il consigliere provinciale di Futura, Paolo Zanella. “Si è recentemente dimessa – spiega - la dottoressa Mazzetti, responsabile della Struttura semplice di medicina carceraria, figura ormai storica del carcere che ha contribuito alla riorganizzazione e al potenziamento del servizio sanitario carcerario - il cui operato si è contraddistinto per un’elevata tensione di ruolo nella presa in carico dei detenuti e delle detenute con problemi di salute. Attualmente il carcere si trova quindi senza una figura di riferimento esperta che funga da responsabile medico, mentre pare che anche un altro medico si sia recentemente licenziato e che a uno sia scaduto il contratto e abbia deciso di non rinnovarlo”.

Il tutto in un carcere dove il numero di detenuti con problemi di salute mentale e di tossicodipendenza sono elevati e l'assistenza medica è cruciale per il buon funzionamento complessivo della vita carceraria, messa a dura prova, non solo dal periodo della pandemia ma anche da tutte queste carenze che si sommano e che rendono di fatto sempre più difficile da mettere in campo tutte quelle attività di rieducazione finalizzate al reinserimento sociale.

 

“In quale modo – si chiede Zanella - verrà sostituita la responsabile medica della struttura carceraria, oggi che vi sono sempre meno medici e il carcere non è di certo il luogo più attrattivo dove lavorare? E alla carenza generale di medici in carcere come pensa di rispondere Apss? Perché anche chi ha una particolare dedizione per il lavoro con chi è in carcere si trova nelle condizioni di doversene andare? È solo una questione di carenza di personale che alimenta le difficoltà dei professionisti o concorrono anche altri fattori a rendere difficile il clima in carcere?”

 

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