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Tra aggressioni e carenza di agenti, situazione critica al carcere di Trento. Sinappe: ''Servono 30 poliziotti''. A breve il confronto tra Provincia e ministra Cartabia

Nelle scorse ore a visitare la casa circondariale di Trento oltre che il segretario del Sinappe, Andrea Mazzarese, anche l'onorevole Emanuela Rossini. " L'affaticamento e lo scoramento della direzione e del personale interno è molto preoccupante"

Di Giuseppe Fin - 10 April 2022 - 14:23

TRENTO. “La situazione è critica, manca personale abbiamo bisogno di 30 poliziotti”. E' questo l'appello che arriva dal Sinappe con il segretario regionale Andrea Mazzarese che nelle scorse ore ha avuto un incontro con la direttrice dalla casa circondariale di Trento durante il quale ancora una volta sono state sottolineate le criticità che si stanno vivendo da mesi nella struttura.

 

Una visita, quella di ieri, che non è stata l'unica. Anche l'onorevole Emanuela Rossini, infatti, ha visitato il carcere per incontrare la direttrice Annarita Nuzzaci.

 

“E' stata espressa la vicinanza ai poliziotti penitenziari – ha spiegato Mazzarese – per il lavoro che viene portato avanti tutti i giorni in una situazione difficile e con turni straordinari”. Sono diverse le aggressioni di detenuti ad agenti di polizia registrate negli ultimi mesi all'interno della Casa Circondariale di Trento. L'ultima avvenuta qualche settimana fa e che ha visto il ferimento, in maniera grave di un agente. I temi della mancanza di personale e del numero di detenuti con problematiche psichiatriche presenti all'interno della struttura sono stati più volte sollevati dal Sinappe che ha chiesto alla Provincia di attivarsi per trovare una soluzione.

 

Sono previsti nei prossimi messi a livello nazionale 1600 assunzioni di neo agenti – spiega Mazzarese - e non ci sembra problematico assegnare solo alla casa circondariale di Trento 30 poliziotti”.

 

Per l'onorevole Rossini, "E’ evidente che, in un penitenziario medio piccolo come quello di Trento, una sottoalimentazione di 63 unità di polizia penitenziaria, di 2 funzionari contabili, di 3 funzionari giuridico pedagogici – provochi un’incidenza molto critica. A questo si aggiunge anche un carico di lavoro per la Direttrice stessa, responsabile sia della sicurezza che del trattamento in entrambi i penitenziari, coprendo anche saltuariamente sostituzioni per colleghi nel Triveneto. L'affaticamento e lo scoramento della direzione e del personale interno è molto preoccupante, l'ho toccato con mano nelle interlocuzioni avvenute da un anno a questa parte e richiede un impegno da parte della politica e della società. Le carceri devono poter essere luoghi dignitosi sempre, sia per chi vi lavora che per i detenuti”.

 

Dal canto suo il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha scritto una lettera indirizzata al ministro della Giustizia Marta Cartabia relativamente al Carcere di Spini di Gardolo, per sottolineare le condizioni di lavoro difficili del Corpo di polizia penitenziaria segnalategli dalle organizzazioni sindacali e per chiedere un intervento e un confronto sul tema. Nella sua risposta il ministero della Giustizia chiarisce che sulla questione ci sarà un confronto con il ministro Cartabia il prossimo 21 aprile.

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