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| 10 mar 2022 | 22:00

Caro carburante, i camion si fermano: ''Stop dei mezzi''. Il Codacons lanca l'allarme: ''Rischio di ulteriore aumento dei prezzi''

La decisione di Trasportounito che precisa non si tratti di uno sciopero o di una rivendicazione specifica, ma di un'iniziativa per coordinare le manifestazioni sullo stato di estrema necessità del settore alle prese con l'esplosione dei costi del carburante

Caro carburante, i camion si fermano: Stop dei mezzi''
di Redazione

ROMA. Il caro carburante blocca l'autotrasporto, da lunedì le aziende sospenderanno a livello nazionale i servizi "per causa di forza maggiore". A comunicarlo Trasportounito che precisa non si tratti di uno sciopero o di una rivendicazione specifica, ma di un'iniziativa per coordinare le manifestazioni sullo stato di estrema necessità del settore alle prese con l'esplosione dei costi di gasolio e benzina.

 

"La sospensione dei servizi è inevitabile - scrive Trasportounito nella lettera indirizzata alla presidenza del Consiglio, al ministro e al vice ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e al presidente della Commissione di garanzia in scioperi - anche per tutelare le imprese e impedire che le esasperate condizioni di mercato, determinate dal rincaro record dei carburanti, si traducano in vantaggi per altri soggetti del settore trasporti, ovvero in addebiti per obblighi contrattuali che le imprese della filiera logistica non sono più in grado di garantire".

 

A partire da lunedì 14 marzo le aziende di autotrasporto si fermano. Le proteste nel comparto dei trasporti indette da alcune organizzazioni di categoria potrebbero portare nell'immediato a un'ulteriore impennata dei prezzi al dettaglio. A riferirlo il Codacons nel commentare questo stop ai servizi di trasporto annunciato oggi da Trasportounito.

 

"Il blocco dell'autotrasporto - afferma il presidente Carlo Rienzi - avrà effetti diretti sulla collettività, sospendendo i rifornimenti di beni nel settore del commercio e portando a una impennata dei listini al dettaglio nei negozi e nei supermercati. Una conseguenza inevitabile, considerato che l'85% delle merce venduta in Italia viaggia su gomma, e un ulteriore danno per i consumatori, stremati al pari delle imprese dal caro-carburante. In questa situazione non si capisce cosa attenda il governo per azzerare immediatamente l'Iva su benzina e gasolio e ridurre le accise, anche in considerazione degli enormi guadagni incamerati dalle casse statali da novembre a oggi".

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