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Trento
26 marzo | 06:00

"Il viaggio costa più del guadagno, se continua così ci fermiamo", autotrasporti in allarme: "Spesa per il gasolio a +30%, insostenibile: il Governo fermi chi specula"

Gli autotrasportatori lanciano l'ennesimo allarme: "Occorre un'azione immediata e severa contro la speculazione: i costi per le ditte sono cresciuti fino all’8%, il rischio è che i mezzi si fermino perché il viaggio costa più del guadagno"

di Redazione

TRENTO. Giorno dopo giorno, prendono forma i peggiori incubi delle associazioni di categoria del Paese, costrette a fare i conti con gli effetti della guerra in Iran e delle pesanti ricadute del conflitto, scoppiato lo scorso 28 febbraio, su tutto il Medio Oriente.

 

Ma al centro di buona parte delle "crisi" piccole e grandi che imprenditori e commercianti stanno vivendo sulla propria pelle in territorio italiano e trentino, a preoccupare di più è il tema del costo del carburante, e in particolare del gasolio che nonostante gli interventi del governo per cercare di mitigare l'impennata dei prezzi sta colpendo duramente cittadini e imprese.

 

Aumenti che però secondo molti non sono solo il risultato del complesso e complicato scenario internazionale, ma anche l'effetto di quelli che vengono descritti come "fenomeni speculativi inaccettabili". 

 

Le parole sono quelle utilizzate dalla Cna Fita nazionale e riprese dal presidente dell'associazione regionale trentina, Mirko Siviero: secondo loro i rincari stanno portando l'autotrasporto oltre il punto di rottura.

 

"Nessuna impresa - dice Siviero - può assorbire internamente i rincari senza andare in perdita. Il rischio reale è che i mezzi rimangano nei piazzali perché il viaggio costa più del guadagno".

 

AUTOTRASPORTI: ALLARME ROSSO

 

Il riferimento è ai dati impietosi estrapolati dall'aggiornamento dei Valori Indicativi di Riferimento pubblicato dal Mit il 17 marzo, in cui viene certificato un aumento del costo del gasolio del 30,09% rispetto a giugno 2025. Per un autoarticolato (Classe D), questa variazione si traduce in un incremento dei costi totali di esercizio tra il 6% e l’8%.

 

Cna Fita - si legge -, pur riservandosi di verificarne i criteri applicativi, riconosce l'importanza delle misure introdotte dal Governo per mitigare l’emergenza, auspicando che tali interventi evolvano in una misura strutturale e proporzionata al gravissimo danno economico che le imprese stanno subendo. Tuttavia viene evidenziato come i prezzi del carburante continuino a crescere in maniera irrefrenabile, alimentati da dinamiche di mercato del tutto incomprensibili che vanificano istantaneamente gli sforzi introdotti dal Governo.

 

“Il taglio delle accise di 20 centesimi, pur garantendo un parziale sollievo alla liquidità, viene di fatto mangiato da una speculazione fuori controllo, rendendo il beneficio impercettibile per le imprese di autotrasporto”, rileva Cna Fita, che chiede al Governo “un intervento ispettivo a tappeto, immediato e severo sui meccanismi di formazione dei prezzi, con particolare attenzione ai rifornimenti extra-rete. È inaccettabile che distorsioni di mercato così marcate rendano sterili i provvedimenti, lasciando i vettori nell'impossibilità di percepire il reale sostegno dello Stato”.

 

In ogni caso, le agevolazioni non possono sostituirsi a un corretto assetto tariffario. Per questo Cna Fita invita le imprese a non subire il "ricatto commerciale" e a utilizzare le tutele conquistate nel corso degli anni quali strumenti per arginare la crisi e le tensioni sociali: nei contratti scritti, applicazione automatica della clausola Fuel Surcharge per bilanciare gli incrementi energetici; nei contratti non scritti, non scendere sotto i Valori di Riferimento del Mit.

 

"Sotto questa soglia – avverte Cna Fita - può scattare la responsabilità solidale della committenza per violazione della sicurezza stradale e sociale".

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