Caso Pedri, l'attesa dei famigliari. La sorella Emanuela: ''Me lo sento, prima o poi riemergerai e tornerai da noi. Le ricerche non si fermeranno''
Da parte della famiglia di Sara Pedri arriva il grazie a tutte le forze dell'ordine coinvolte da subito nella ricerca. “Nella tragedia che ha investito la mia famiglia abbiamo avuto la fortuna di conoscere grandi persone e professionisti. Si è creata una relazione affettuosa che ci spinge ogni giorno a pensare che siamo sostenuti e protetti e che la speranza è l'ultima a morire” spiega la sorella

TRENTO. "Me lo sento Sara, prima o poi riemergerai e tornerai da noi nella città che è stata la tua casa per tanto tempo". Sono queste le parole che utilizzano la sorella e i genitori di Sara Pedri, la giovane ginecologa di Cles scomparsa all'inizio del 2021 e che nessuno ha più visto.
Ieri lo specchio d'acqua del lago di Santa Giustina è stato scandagliato nuovamente da una grossa operazione che ha visto impegnati i vigili del fuoco del distretto, la protezione civile, i carabinieri della compagnia di Cles e la Guardia di Finanza con le unità cinofile che hanno controllato le rive del lago. Una ricerca che, purtroppo, non ha portato ancora nuovi risultati ma che potrebbe essere ripetuta, tempo permettendo, nei prossimi giorni. (QUI L'ARTICOLO)
“Nella tragedia che ha investito la mia famiglia – ha spiegato su Facebook, la sorella Emanuela Pedri - abbiamo avuto la fortuna di conoscere grandi persone e professionisti a cui ci siamo affidati, e non solo perché così deve essere, ma perché si è creata una relazione affettuosa che ci spinge ogni giorno a pensare che siamo sostenuti e protetti e che la speranza è l'ultima a morire”.
Da parte della famiglia di Sara Pedri arriva il grazie a tutte le forze dell'ordine coinvolte da subito nella ricerca. “Un particolare ringraziamento – viene spiegato - va al Capitano Guido Quatrale che sento con costanza ogni mese e che non ci ha mai abbandonati. Ringraziamo la Procura di Trento che con la sua indagine meticolosa sta lavorando da tempo perché si arrivi alla verità”.
Un grazie anche a “tutti quei medici che hanno testimoniato il loro dolore con grande coraggio” e anche al Comune di Forlì che “ha permesso ancora una volta di impiantare una panchina in vicinanza della targa commemorativa per Sara, in modo che chiunque si possa sedere per cercare un pò di refrigerio nelle giornate più calde e magari volgere lo sguardo verso Sara”.
Un ringraziamento, infine, speciale va all'Associazione Penelope: “Non ci ha mai abbandonato sostenendoci sempre attivamente nella ricerca con dedizione e grande. Le ricerche non si fermeranno” ha concluso Emanuela Pedri.














