Concerto di Vasco Rossi, online impazza la rivendita (a prezzi maggiorati) dei biglietti. Il Centro tutela consumatori: “Non cadete in queste trappole”
In questi giorni si moltiplicano le “offerte” che mettono in vendita, a prezzi maggiorati, i biglietti per il concerto di Vasco Rossi a Trento. I consigli del Centro tutela consumatori: “Sicuramente c’è chi specula per questo è importante non comprare i biglietti al di fuori del circuito ufficiale”

TRENTO. I biglietti per il maxi-concerto di Vasco Rossi a Trento si stanno progressivamente esaurendo. In queste ore però si moltiplicano le segnalazioni che riguardano la rivendita dei biglietti a dei prezzi maggiorati. In alcuni casi la cifra richiesta supera i 700 euro.
Non mancano poi le strutture (come quella della famiglia famiglia del consigliere provinciale e assessore regionale Lorenzo Ossanna) che promuovo pacchetti che oltre al soggiorno aggiungono anche i biglietti per il concerto. Più in generale però in Trentino è stato rilevato un aumento dei prezzi per le singole camere, oltre al proliferare di utenti che rivendono a prezzi maggiorati i biglietti del concerto del prossimo 20 maggio.
“È un problema che esiste e riguarda in particolare il mercato online”, conferma Francesco Marcazzan del Centro tutela consumatori di Trento. I biglietti degli eventi spesso e volentieri sono messi in vendita sui gruppi social, come quelli di Facebook, e in buona parte dei casi si tratta di utenti privati. “Il meccanismo è sempre lo stesso e rientra nel cosiddetto secondary ticketing, cioè un mercato parallelo a quello ufficiale dove i biglietti sono venduti a prezzi maggiorati”.
Il fatto è che soprattutto online le regole sono poche e come se non bastasse sono facili da aggirare. “I social sono una giungla – prosegue Marcazzan – sicuramente c’è chi specula per questo è importante evitare di cadere nelle trappole ma il consiglio è sempre quello di non cedere e non comprare i biglietti al di fuori del circuito ufficiale. Il fatto è che in una compravendita fra privati non si viene considerati consumatori e pertanto non si applica la normativa in grado di tutelare gli utenti”.
Discorso diverso se chi rivende i biglietti a un prezzo maggiorato è un professionista o un’attività commerciale. “In questi casi bisogna valutare ma è una pratica scorretta contro la quale i consumatori possono tutelarsi – spiega Marcazzan – è anche per questo che le agenzie di ticketing hanno introdotto i biglietti nominali, per evitare che alcuni soggetti riuscissero con l’aiuto dei bot ad accaparrarsi la maggior parte dei biglietti per poi rivenderli a cifre esorbitanti”.
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