Da Trento a Rovereto, l'Opera Universitaria punta ai fondi statali (e provinciali) per creare oltre 300 nuovi alloggi
Tra i progetti che l'Opera Universitaria vuole mettere in campo anche l'efficientamento energetico dell’immobile che si trova a Borino-Povo che dispone di 110 posti alloggio

TRENTO. Nuovi alloggi e efficientamenti energetici. Sono questi gli obiettivi che vuole concretizzare l'Opera Universitaria utilizzando i fondi messi a disposizione dal decreto del Ministro dell’università e della ricerca dello scorso novembre, che stanzia 467 milioni per la realizzazione di alloggi e residenze per studenti universitari, di cui 300 milioni dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.
La carenza di alloggi per gli universitari si fa sentire di anno in anno sempre di più e l'intervento che vuole mettere in campo riguarda sia Trento che Rovereto. Per quanto riguarda la città della Quercia il progetto è quello di demolizione e ricostruzione di un immobile esistente in zona Borgo Sacco, di proprietà del Comune di Rovereto, messo a disposizione di Opera universitaria attraverso un comodato gratuito per 40 anni. In questo caso sono previsti 208 nuovi posti alloggio e l’acquisto di arredi e attrezzature didattiche.
A Trento, invece, si prevede un ampliamento del campus universitario di Sanbapolis, in località San Bartolomeo. Sono previsti, in questo caso, 107 nuovi posti alloggio e l’acquisto di arredi e attrezzature didattiche.
Infine, il terzo e ultimo progetto che l'Opera Universitaria intende presentare è quello di efficientamento energetico dell’immobile in Borino-Povo che dispone di 110 posti alloggio.
Il cofinanziamento massimo statale è del 75%, il restante 25% prevede la copertura in parte con risorse proprie dell'Opera Universitaria e, per 5 milioni, con intervento della Provincia, come prevede un provvedimento approvato oggi dalla Giunta su proposta dell'assessore all'istruzione, università e ricerca Mirko Bisesti. La scadenza del bando è il prossimo 17 maggio.













