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| 04 ott 2022 | 13:26

E' critica politica e non diffamazione, archiviata l'inchiesta su Salvini. L'avvocata Eccher: ''Tutto ricondotto nel giusto alveo: il leader della Lega ha agito correttamente''

Il leader della Lega era stato citato in giudizio dall'ex presidente del Circolo Mario Mieli ma il giudice ha archiviato: critica politica e non diffamazione

E' critica politica e non diffamazione, archiviata l'inchiesta su Salvini

ROMA. "Con molta soddisfazione prendo atto che questa vicenda è stata definitivamente archiviata". Così l'avvocata Claudia Eccher commenta la decisione del giudice nella vicenda che vedeva Matteo Salvini indagato per diffamazione,  citato in giudizio dall'ex presidente del Circolo Mario MieliAndrea Maccarrone.

 

E' critica politica e non diffamazione. "Il giudice - aggiunge Eccher - ha accolto le nostre tesi difensive, riprendendo stralci della memoria depositata prima dell’udienza di discussione. Il tutto è stato ricondotto nel giusto alveo. Il senatore Salvini ha agito correttamente".

 

L'ex presidente del Circolo Mario Mieli aveva lamentato di essere stato vittima di minacce e offese via social a seguito di un post pubblicato da Salvini e riferito a una contestazione da lui compiuta davanti a palazzo Madama.

 

I fatti risalgono al marzo 2019, quando Maccarrone aveva manifestato vicino al Parlamento mentre era in corso il voto per la richiesta di procedere nei confronti di Salvini, nell'ambito della vicenda della nave Diciotti.

 

L'attivista si era presentato con le mani tinte di rosso e aveva tentato di rincorrere il leader della Lega, come documentato da alcune immagini rilanciate dall'allora vice premier e ministro dell'Interno. "Oggi si calpesta la Costituzione", aveva detto Maccarrone, bloccato dagli addetti alla sicurezza.

 

Il leader leghista aveva rilanciato l'episodio sui propri social, accompagnandolo con un commento e l'ex presidente del Circolo Mario Mieli aveva accusato Salvini di averlo diffamato con quelle parole e di aver scatenato contro i suoi follower. Alla fine l'ex ministro dell'Interno ha avuto ragione e la pratica è stata archiviata dal gip di Roma. 

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