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| 27 giu 2023 | 06:01

Dopo il mega-matrimonio a Riva, l'ad di A22 Cattoni querela dei cittadini per i post sui social. Giudice (e pm) archiviano: ''Critiche politiche ed esternazioni non offensive''

C'è chi, per i magistrati, ''ha semplicemente manifestato il proprio disgusto'' o chi "ha appellato i soggetti coinvolti nella vicenda come 'la casta', termine che appare costituire una legittima critica che si è mantenuta entro i limiti della continenza". E ancora coloro che ''con il loro intervento pubblico abbiano semplicemente e legittimamente esercitato il loro diritto alla critica politica verso la scelta del sindaco'' Santi che lo stesso Pm ricorda essere stato nominato due settimane dopo il matrimonio nel cda della stessa A22. Ecco cosa ha deciso il Gip

Dopo il mega-matrimonio a Riva, l'ad di A22 Cattoni querela dei cittadini per i post sui social

TRENTO. Una critica politica, aspra ma legittima, all'operato del Comune di Riva del Garda. Questo per quanto riguarda i consiglieri comunali. La semplice esternazione di un disgusto personale, una critica all'arroganza del potere e l'uso di un'iperbole per esprimere disappunto. Tutto legittimo, non offensivo e nei limiti della continenza. Questo invece in sintesi le posizioni degli altri indagati. Il tribunale di Rovereto ha chiuso il procedimento avviato da Diego Cattoni, amministratore delegato di Autostrada del Brennero, e dalla moglie contro una serie di esponenti politici e normali cittadini all'indomani delle polemiche suscitate dalla chiusura di una porzione del lungo lago per ospitare il suo matrimonio.

 

Già il pubblico ministero aveva deciso per l'archiviazione del procedimento per "l'infondatezza della notizia di reato in quanto il fatto non costituisce reato o non sussiste". L'amministratore delegato di A22 si era, però, opposto e ora arriva la parola fine con la Giudice per le indagini preliminari che accoglie sostanzialmente le tesi del pm.

 

A luglio dell'anno scorso molti turisti e residenti erano rimasti sopresi dalla strada sbarrata all'altezza dell'hotel 5 Stelle Lido Palace: transenne e pure i bodyguard per sorvegliare l'area e non far passare nessuno da Punta lido. Un evento speciale, il giorno delle nozze di Cattoni con molti volti noti della politica, invitati bipartisan. Da lì la polemica politica tra maggioranza e opposizione a Riva del Garda sulla concessione dello spazio pubblico, ma anche numerosi commenti sui social.

 

La decisione di Cattoni era stata quella di inviare una diffida all'ulteriore pubblicazione di articoli a Il Dolomiti e l'Adige i due giornali che si erano occupati della vicenda. Nel mirino anche una serie di cittadini che avevano commentato sui social la vicenda della chiusura del lungo lago. 

 

La querela era stata presentata il 29 luglio dell'anno scorso con l'ad che aveva ipotizzato di aver subito "una campagna denigratoria, sorta a seguito della pubblicazione di alcuni articoli di stampa da parte di due testate giornalistiche locali - l'Adige e Il Dolomiti, ulteriormente divampata in ragione della pubblicazione di taluni specifici post e commenti sulla piattaforma Facebook da parte di taluni esponenti dell'amministrazione, nata per l'organizzazione del proprio matrimonio".

 

La quasi totalità dei post e dei commenti era stata cancellata ma l'amministratore delegato aveva lamentato "la gravità dell'offensività e della diffamazione di determinati post e dei relativi commenti" in quanto "non solo alludevano a supposte irregolarità nell'ottenimento dell'autorizzazione per l'occupazione di suolo pubblico" ma "utilizzavano anche espressioni offensive".

 

A fine novembre la richiesta di archiviazione ha evidenziato che "la vicenda in questione rivestiva certamente un non indifferente rilievo pubblico (seppure circoscritto alla comunità dell'Alto Garda) alla luce delle seguenti ragioni: il soggetto coinvolto (Autostrada del Brennero è una società partecipata da numerosi enti pubblici che ne detengono la maggioranza del capitale sociale); la chiusura non usuale di una porzione di suolo pubblico di pregio che per il resto dell'anno è liberamente fruibile da chiunque; il sindaco che ha firmato il provvedimento di concessione pochi giorni dopo è stata nominata membro del Cda nel quale siede anche il querelante". 

 

Il pubblico ministero ha chiesto la chiusura del procedimento in quanto "con riferimento alla parole scritte da Gabriele Bertoldi, Tiziano Chizzola e Alessio Zanoni (consiglieri comunali o ex, ndr)" non si può che tenere conto che "con il loro intervento pubblico abbiano semplicemente e legittimamente esercitato il loro diritto alla critica politica verso la scelta del sindaco rimanendo nei limiti della continenza e della civile contrapposizione pur aspra. Peraltro, le critiche hanno riguardato esclusivamente l'operato dell'amministrazione comunale e non le persone querelanti". 

 

Posizione simile per Rocco Frizzi, ex consigliere comunale, il quale ha espresso "una aspra critica generale all'arroganza del potere e alla classe politica ma del tutto legittima e continente non facendo riferimento diretto ai due querelanti né al ruolo del Cattoni". Per quanto riguarda i gli altri indagati, comuni cittadini che quindi evitiamo di citare per nome e cognome, nel caso di uno "Ha semplicemente manifestato il proprio disgusto per i soggetti coinvolti non potendosi ritenere l'espressione usata offensiva per questi ultimi facendo essa riferimento alla propria sfera personale" mentre un'altra persona "ha appellato i soggetti coinvolti nella vicenda come 'la casta', termine che appare costituire una legittima critica che si è mantenuta entro i limiti della continenza". 

 

Altre due persone hanno espresso "una critica ai soggetti coinvolti nella vicenda in quanto appartenenti alla classe dirigente sottolineandone dal loro punto di vista l'arroganza, ma ugualmente sono rimasti entro i confini della legittimità della critica e della continenza", e l'ultima indagata "non ha offeso la reputazione dei querelanti ma ha manifestato con un'iperbole il proprio disappunto verso la classe politica".

 

L'amministratore delegato si è opposto e quindi ci sono stati ulteriori approfondimenti, la raccolta di ulteriori informazioni, documentazioni e testimonianze. Si arriva così al 20 giugno scorso con la vicenda che si chiude definitivamente. Il Gip del tribunale di Rovereto ritiene "che la richiesta (di archiviazione) deve essere accolta, ritenendosi condivisibili le motivazioni prospettate da pm a sostegno della stessa e non apparendo le ulteriori indagini, sollecitate dalla persone offesa nell'atto di opposizione" e dispone "l'archiviazione del procedimento".

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