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Trento
18 dicembre | 20:13

Vicenda ex Cattoi, il sindaco rivano: "Accettiamo le decisioni ma nessuna "lezione" sul rispetto delle regole. Signoretti diceva 'ora bisogna fottere anche Zanoni'"

"È opportuno rammentare, infatti, che dalle intercettazioni diffuse a mezzo stampa - prosegue Zanoni - emergono con chiarezza riferimenti diretti a dichiarazioni da lui pronunciate nei miei confronti, risalenti al periodo in cui, dai banchi dell’opposizione, mi opponevo con fermezza alla volontà dell’amministrazione Santi di trasformare un’area urbanisticamente "bianca" in area edificabile. In tali conversazioni, egli affermava con disarmante leggerezza che "ora bisogna fottere anche Zanoni"

Vicenda ex Cattoi, il sindaco rivano: Accettiamo le decisioni ma nessuna lezione sul rispetto delle regole

RIVA DEL GARDA. Le sentenze del Tar e della Corte d'Appello, che hanno dato ragione agli imprenditori Paolo Signoretti ed Heinz Peter Hager sull'accordo urbanistico riguardante l'area ex Cattoi e l'acquisizione delle quote del Lido Palace (Qui articolo), sono piombate sul consiglio comunale e sulla Giunta rivana nei giorni "caldissimi" dell'approvazione del bilancio.

 

Il primo cittadino rivano Alessio Zanoni, subentrato a Cristina Santi dopo aver "stravinto" le elezioni a maggio, prende atto, ribadisce che il comportamento di un sindaco "corretto e responsabile" deve "rispettare le regole vigenti, anche quando esse sono state definite da altri e anche ove non le condivida affatto". Anche se "non condivide l'intero percorso che ha portato alla loro definizione".

 

Quello che Zanon non accetta è il "richiamo al rispetto delle regole evocato dal signor Signoretti" perché "non si può ricordare come, fino ad ora, la sua interpretazione del rispetto delle regole non sia in alcun modo accettabile".

Ricordando che "dalle intercettazioni diffuse a mezzo stampa, emergono con chiarezza riferimenti diretti e dichiarazioni da lui pronunciate nei mie confronti. In tali conversazioni, egli affermava con disarmante leggerezza che ora bisogna fottere anche Zanoni".

 

E non manca anche un riferimento all'ex sindaca Cristina Santi e alla sua Giunta, riguardo alla vicenda ex Cattoi.

 

"Si prende atto delle valutazioni espresse dal TAR in merito ai ricorsi presentati, su cui non entro in merito - scrive il primo cittadino rivano in una nota ufficiale -. Non va peraltro dimenticato che i fatti che hanno condotto ai contenuti di quella variante sono ancora oggi oggetto di un procedimento penale le cui emergenze, per quanto riportato negli stralci apparsi sugli organi di stampa, hanno messo in risalto logiche per nulla condivisibili. Circostanze che non possono essere ignorate nel quadro complessivo della vicenda. In tale contesto, il richiamo al "rispetto delle regole" evocato dal signor Signoretti assume contorni quantomeno singolari. Se da un lato può essere accolto positivamente il fatto che, oggi, a seguito della complessa e delicata tempesta giudiziaria che lo ha coinvolto, egli senta la necessità di ribadire tale principio, dall’altro non si può non ricordare come, fino ad ora, la sua interpretazione del "rispetto delle regole" non sia in alcun modo accettabile".

 

Poi l'affondo: Zanoni ricorda che, secondo quanto riportato ed estrapolato dalle intercettazioni, Signoretti parlava direttamente del nuovo primo cittadino rivano e non certamente in termini positivi. Insomma, il sindaco rivano non vuole lezioni di "rispetto delle regole".

 

"È opportuno rammentare, infatti, che dalle intercettazioni diffuse a mezzo stampa - prosegue Zanoni - emergono con chiarezza riferimenti diretti a dichiarazioni da lui pronunciate nei miei confronti, risalenti al periodo in cui, dai banchi dell’opposizione, mi opponevo con fermezza alla volontà dell’amministrazione Santi di trasformare un’area urbanisticamente "bianca" in area edificabile. In tali conversazioni, egli affermava con disarmante leggerezza che "ora bisogna fottere anche Zanoni", facendo un chiaro e inequivocabile riferimento al fatto che il consigliere Mosaner fosse già stato estromesso dal confronto politico mediante un'azione giudiziaria del tutto temeraria, conclusasi poi, com'era prevedibile, con una sentenza favorevole allo stesso Mosaner. Questo concetto di "rispetto delle regole" del signor Signoretti è quantomeno discutibile. Richiamare questi fatti non risponde a un intento polemico fine a sé stesso, ma serve a ribadire che le vicende del passato non possono essere semplicemente rimosse o dimenticate. Così come non può essere dimenticata la sentenza del TAR che ha respinto il ricorso promosso dai proprietari dell’area ex Cattoi contro la decisione assunta dal Consiglio comunale dell’epoca, che aveva sancito la conclusione del piano attuativo, rendendo di fatto l’area nuovamente "bianca" e quindi da ripianificare".

 

Infine il primo cittadino di Riva assicura, lanciando una "stilettata" a chi l'ha preceduto: non condividiamo la decisione e il percorso, ma abbiamo il dovere di applicare le regole, senza "se" e senza "ma".

 

"Quella sentenza attribuì pienamente ragione al Comune - conclude il sindaco del comune rivano -, affermando in modo inequivocabile che l'ente pubblico non solo ha il diritto, ma anche il dovere di procedere a una nuova pianificazione urbanistica dell’area nell'esclusivo interesse pubblico. Purtroppo, con il senno di poi, abbiamo avuto modo di constatare come la giunta Santi abbia interpretato e applicato questo principio, con esiti che sono sotto gli occhi di tutti. Alla luce di tutto ciò, viene naturale domandarsi quale possa e debba essere oggi il comportamento del Sindaco di Riva del Garda, al netto dei possibili sviluppi di ulteriori ricorsi e dell’indagine giudiziaria tuttora in corso. La risposta è scontata, pur se impegnativa: fare ciò che un Sindaco corretto e responsabile è tenuto a fare, ossia rispettare le regole vigenti, anche quando esse sono state definite da altri e anche ove non le condivida affatto. Così come può legittimamente non condividere l'intero percorso che ha condotto alla loro definizione, senza per questo sottrarsi al dovere istituzionale di applicarle con rigore, trasparenza e rispetto dell’interesse pubblico".

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