Ciclovia del Garda, "Il sindaco di Riva non si assumerà responsabilità di gestione? Polemica sterile. Opera fortemente voluta. L'infrastruttura sarà gestita dalla Pat"
L'assessore provinciale Roberto Failoni risponde al sindaco di Riva del Garda Zanoni, e ad alcune domande sui temi 'caldi' riguardanti l'infrastruttura, dopo la nota inviata alla Pat in cui si dichiarava che 'nessun tratto della Ciclovia sarà preso in carico dal Comune rivano'. "Opera fortemente voluta - dichiara Failoni - dalle amministrazioni gardesane, Riva del Garda compresa: oggi la Provincia mantiene fede agli impegni assunti e punta a completare l'infrastruttura"

TRENTO. "La Ciclovia del Garda era un'opera fortemente voluta dalle amministrazioni gardesane, Riva del Garda compresa: oggi la Provincia mantiene fede agli impegni assunti e punta a completare l'infrastruttura che verrà gestita dalla Pat: queste sono quindi polemiche sterili".
Queste, in estrema sintesi, le parole dell'assessore provinciale Roberto Failoni che, intervistato da il Dolomiti, risponde in modo deciso in merito alla comunicazione ufficiale inviata dal sindaco di Riva del Garda Alessio Zanoni al presidente Fugatti e al direttore del dipartimento infrastrutture Pat Luciano Martorano, e in cui è stato ribadito che "nessun tratto della ciclovia sarà preso in carico dal Comune di Riva, che non si assumerà quindi alcuna responsabilità gestionale o manutentiva, ordinaria o straordinaria"(QUI ARTICOLO).
In poche parole, quello che Alessio Zanoni aveva ribadito per cinque anni da consigliere d'opposizione, adesso lo ha confermato da sindaco. "La lettera è stata inviata - ha specificato il primo cittadino - non tanto per esprimere contrarietà all'opera, bensì perché non condividiamo le modalità di progettazione della stessa dal momento che è evidente che ci sono delle zone che presentano criticità. L'intenzione è ribadire, al di là degli eventuali interventi di manutenzione necessari, che se a seguito della costruzione si dovessero verificare dei crolli o delle frane, il sindaco non emetterà ordinanze su ipotetiche chiusure di tratti”.
Botta risposta quindi Comune-Pat, su un infrastruttura tanto promossa da un lato – ed elogiata di recente anche dal Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini – quanto discussa dall'altro, con numerose voci, sia politiche che provenienti dalle comunità, che negli anni si sono levate contro al progetto che mira a realizzare un anello di circa 166 chilometri di piste ciclabili lungo le sponde del lago di Garda: tra le principali "criticità" sollevate l'impatto ambientale dell'infrastruttura e i rischi geologici riguardanti possibili frane e crolli, soprattutto nel tratto trentino occidentale da Riva del Garda al confine con la Lombardia.
Ad analizzare le principali questioni "calde" sull'infrastruttura, rispondendo sia al sindaco di Riva del Garda che ad alcune specifiche domande sull'infrastruttura, è l'assessore provinciale Roberto Failoni.
Assessore, la lettera inviata dal sindaco rivano Zanoni ha il sapore di una frattura insanabile sul tema ciclovia, cosa si sente di replicare?
È fondamentale ricordare come la Ciclovia del Garda fosse un’opera fortemente voluta dalle amministrazioni comunali gardesane, Riva compresa, già a partire dal 2018, quando fu chiesto a gran voce alla nuova Giunta provinciale Fugatti di credere concretamente nel progetto, seguendo l’esempio di Limone. Oggi la Provincia mantiene fede agli impegni assunti e punta a completare un'infrastruttura strategica che già dove è stata realizzata viene riconosciuta come volano turistico di rilievo internazionale. Ma non solo, come avviene per tutte le piste ciclabili, anche la ciclovia verrà gestita dalla Provincia, pertanto queste polemiche appaiono del tutto sterili.
Veniamo all'infrastruttura, si è molto discusso – parlando di sicurezza sia geologica che di viabilità ciclistica – di valutare per alcuni tratti la soluzione "intermodale" con battelli di collegamento tra le varie zone. Una scelta che la Lombardia sembra abbracciare, ma che è apprezzata anche dai contrari al progetto.
Questo anche perché c'è un evidente problematica sulla sicurezza della viabilità ciclistica. Il “partito dei no” non ha mai portato sviluppo né soluzioni e non deve diventare il freno di un’opera con potenzialità e ricadute turistiche di primario livello per noi trentini. Per quanto riguarda la navigazione, anche in Trentino sta prendendo corpo un progetto importante, guidato dall’ATA Garda Trentino, composta da APT e Trentino Marketing, finalizzato a creare un servizio di trasporto su battelli, possibilmente elettrici, che colleghino in modo funzionale i quattro punti del lago trentino (Riva, Torbole, Tempesta e Ponale). Questa iniziativa integra quella della realizzazione della ciclovia e ne potenzia la funzione, offrendo nuove opportunità di mobilità per il territorio.
Soprattutto nel tratto trentino che da Riva del Garda arriva al confine lombardo la realizzazione Ciclovia del Garda viene vista da molti come un azzardo, alla luce dell'instabilità geologica dell'area spesso colpita da crolli e frane: qual è il suo punto di vista in merito?
Ritengo che un’opera come la Ciclovia del Garda non si improvvisi: dietro c’è un lavoro approfondito di progettazione e analisi svolto da numerosi professionisti, che coinvolge chiaramente valutazioni geologiche e geotecniche. La sicurezza per chi percorrerà la ciclovia è un elemento imprescindibile e ogni fase progettuale è stata studiata per tutelare in modo adeguato gli utenti.
La domanda che molti si pongono è se, e quando, l'anello completo di 166 chilometri attorno al Lago di Garda verrà completato. Lo ritiene un obiettivo raggiungibile?
Posso dire che l’obiettivo dell’anello ciclabile attorno al lago resta ambizioso e da perseguire, nella convinzione che ogni territorio farà, nei tempi e nei modi che riterrà opportuni, le proprie scelte e valutazioni.
E per quanto riguarda il tratto trentino?
Quanto al tratto provinciale, la volontà è quella di arrivare gradualmente a una copertura completa, proseguendo con i cantieri e la realizzazione dei segmenti più strategici, in particolare quello tra Riva e Limone. La Provincia continuerà a investire, passo dopo passo, su infrastrutture che generano futuro e sviluppo.












