Contenuto sponsorizzato
| 17 gen 2022 | 15:01

''Fugatti non può riscrivere le leggi nazionali con un’ordinanza'', l’eccezione trentina sulle quarantene che rischia di creare un vuoto normativo

Ai trentini che risultano positivi al Covid-19 la quarantena non viene più notificata con un provvedimento firmato dal sindaco del proprio comune ma direttamente dall’Azienda sanitaria, lo ha stabilito Fugatti con un’ordinanza ma le eventuali sanzioni rischiano di essere annullate. L’avvocato: “La scappatoia giuridicamente non regge”

Fugatti non può riscrivere le leggi nazionali con un’ordinanza''
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Dal 12 gennaio chi risulta positivo al Sars-Cov-2 non riceverà più la notifica da parte della polizia locale del provvedimento di isolamento/quarantena firmato dal sindaco del proprio comune. A stabilirlo un’ordinanza emanata dal presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti.

 

Come spiegato in conferenza stampa dal direttore generale della protezione civile Raffaele De Col, visto il crescente numero dei contagi, “si è dovuto mettere mano all’attività di comunicazione delle positività e delle quarantene per i soggetti contagiati e per i loro contatti. In questo senso è stata assunta un’ordinanza che non prevede più da parte dei sindaci la comunicazione ai positivi dell’ordinanza di quarantena, l’obbligo di permanenza nella propria residenza sarà comunicato direttamente dall’Azienda sanitaria”. Pertanto i positivi non riceveranno più la comunicazione dei sindaci che però avranno a disposizione gli elenchi dei positivi e dei quarantenati, “quindi – proseguiva De Col – continueranno le attività di controllo sul territorio da parte delle forze dell’ordine”.

 

Se da un lato il perdurare dello stato d’emergenza sottolinea l’eccezionalità del momento che la popolazione e le autorità politiche si trovano ad affrontare, dall’altro provvedimenti e ordinanze devono fare i conti con lo stato di diritto. In altre parole, per confinare qualcuno in casa è sufficiente che l’Azienda sanitaria invii una comunicazione sul sistema TreC+, la cartella clinica del cittadino che consente di fruire di un insieme variegato di servizi sanitari online?

 

Secondo l’avvocato trentino Alexander Schuster non è così semplice e l’escamotage utilizzato dalla Provincia di Trento per aggirare l’incombenza di notificare i vari provvedimenti di quarantena è al limite e di certo potrà generare contestazioni in caso di eventuali sanzioni. “Capisco il problema legato all’elevato numero di contagi ma la scappatoia giuridicamente non regge. La legge e gli stessi decreti del Governo attribuiscono ai sindaci, in qualità di autorità sanitaria locale, il potere di confinare qualcuno per motivi di salute”. Di fatto in Trentino, dopo l’ultima ordinanza, lo stesso potere viene attribuito all’Apss ma l’interpretazione estensiva mal si concilia con la giurisprudenza.

 

Fra i punti dirimenti, e non si tratta di questioni di lana caprina, il fatto se si possa o meno dare per scontato che un provvedimento, mai comunicato, ma disponibile online, sia equiparato a una notifica da parte della polizia locale. In particolare nei confronti di chi, tipo gli anziani, hanno difficoltà ad accedere a questo tipo di servizi senza dimenticare che l’esito del tampone non è immediatamente disponibile. Inoltre i provvedimenti di isolamento restano una competenza dei sindaci e non degli ospedali.

 

“Rimane la questione di portare i cittadini a conoscenza del provvedimento – prosegue Schuster – perché senza una comunicazione ufficiale la notifica sulla cartella clinica del cittadino potrebbe non essere sufficiente. Il provvedimento dell’Apss che dichiara l’isolamento è in sé valido, ma non ha l’efficacia che gli si vorrebbe attribuire come ordine che se violato determina un reato”.

 

Infatti, chi infrange la quarantena (vale sia per i positivi che per i contatti stretti) commette un reato, ma cosa succede se in fin dei conti il provvedimento di quarantena non gli è mai stato notificato ufficialmente? “Il problema è proprio questo, tali provvedimenti devono essere adottati dal sindaco, l’unico titolato a farlo, Fugatti non può riscrivere leggi e decreti nazionali con un’ordinanza per cercare delle scappatoie”.

 

Se fra i contatti stetti chi viola l’isolamento rischia una sanzione che va da 400 a 1.000 euro, per quanto riguarda i positivi è previsto che “chiunque non osserva un ordine legalmente dato per impedire l’invasione o la diffusione di una malattia infettiva dell’uomo è punito con l’arresto da 3 mesi a 18 mesi e con l’ammenda da euro 500 ad euro 5.000”. Il rischio però è quello di andare incontro a reati più gravi, qualora in conseguenza delle proprie azioni si cagionino dei danni ad altre persone. In questi casi si va dalle lesioni all’omicidio colposo fino alle denunce per epidemia dolosa o colposa. L’ordinanza di Fugatti però ha provocato un vuoto normativo che espone la Provincia a possibili cause qualora delle persone facciano ricorso contro le sanzioni ricevute per aver infranto la quarantena.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 07 agosto | 21:25
L'uomo stava compiendo un'escursione assieme ad un amico e, mentre stava percorrendo in discesa il sentiero 370, che da Malga Termoncello rientra a [...]
Politica
| 07 agosto | 19:18
Gli hotel a 5 stelle in Trentino sono una dozzina, quasi un sesto rispetto a quelli presenti in Alto Adige. I punti di forza del territorio sono [...]
Cronaca
| 07 agosto | 18:59
Parte nelle Prealpi trevigiane la storia di Luca Parussolo, giovane allevatore che ha ereditato la passione e l’arte di fare formaggio dalla [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato