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| 27 gen 2022 | 12:20

Giornata della Memoria il sindacato Orsa paragona i no vax ai deportati dell'Olocausto. Zeni: ''Difficoltà cognitive importanti''

Nel giorno della memoria non poteva mancare il demenziale paragone dei no-vax con chi è stato vittima dell'Olocausto. L'Orsa Trasporti sfodera tutto il peggio

Giornata della Memoria il sindacato Orsa paragona i no vax ai deportati dell'Olocausto

TRENTO. "Vogliono l’impero oligarchico, il credito sociale cinese e usano paura, corruzione, finti vaccini per domarci". Si conclude così una lettera, dai contenuti imbarazzanti, dell'Or.S.A. trasporti – Autoferro Tpl Organizzazione sindacati autonomi e di base inviata al presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, e al sindaco di Trento, Franco Ianeselli, così come alle massime istituzioni del Trentino e alle forze politiche provinciali. "Il 27 gennaio è la giornata in cui si ricordano errori e orrori commessi da perfidi malati di mente. Tutti possono sbagliare ma ammettere lo sbaglio è un nobile atto di coraggio e di coerenza che solo le persone oneste riescono a compiere. Le sensazioni sono già mezze verità". 

Nel giorno della memoria, ricorrenza internazionale per commemorare le vittime dell'Olocausto, una giornata in ricordo della Shoah e dei milioni di vittime di uno dei più grandi genocidi della storia, i no vax e no Green pass, come prevedibile, tirano fuori praticamente tutto l'armamentario tra discriminazioni e minacce, l'oltraggio alla costituzione e la sovranità che appartiene al popolo. In sostanza tutto il peggio delle teorie cospirazioniste. 

 

"Se i vari responsabili avessero voluto agire per il bene della comunità - si legge - avrebbero semplicemente curato i malati e lasciato vivere i sani, avrebbero effettuato uno screening completo alla popolazione individuando in un colpo tutti i positivi, anziché il green pass, 'un simbolo, una patente di libero contagio', non avrebbero avuto bisogno di mentire, di coprire, di depistare la libera circolazione delle informazioni".

 

E ancora. "Se davvero avessero voluto - c'è scritto nella lettera - il nostro bene, non avrebbero mai osato toccare i nostri bambini, non avrebbero ingannato i giovani impedendogli di fare sport e di socializzare, non ci avrebbero mai trattati come dei sudditi imbecilli. Non si sarebbero mai sognati di discriminare, di minacciare e di estorcere, non avrebbero oltraggiato la costituzione, anzi l’avrebbero garantita e rispettata, non avrebbero fatto chiudere migliaia di attività affamando sempre più persone, usato violenza contro i loro simili concittadini dello stesso grande paese".

Tra i primi a intervenire l'ex assessore Luca Zeni. "Prima Facebook - dice il consigliere provinciale in quota Partito democratico - mi ha 'ricordato' un post dello scorso anno, nel quale raccontavo della lettera che il mio figlio più grande ha mandato, con la sua classe, a Liliana Segrè, e ho ripensato al percorso che in questi anni stiamo facendo in famiglia per rendere i nostri ragazzi consapevoli: letture, film, spettacoli teatrali; la scorsa estate siamo stati a Norimberga nell’aula 600, a Berlino al monumento alla memoria delle vittime dell’olocausto. Momenti toccanti che speriamo rimangano nei loro cuori anche da adulti".

 

Le frasi contenute nella lettera sono molto forti con ancora una volta accostamenti oltraggiosi: immagini, slogan e cartelli già, purtroppo, visti anche nel corso delle manifestazioni di piazza con punti, se possibile, particolarmente bassi con persone vestite da deportati, anche a Trento (Qui articolo).

 

"Ho ricevuto un'e-mail in cui si parla di vaccini, ancora una volta accostando le regole contro la pandemia all’Olocausto. Chi, anche solo lontanamente, vede delle assonanze tra vaccini e Olocausto, offende milioni di morti, e di certo denota difficoltà cognitive importanti. Queste posizioni inaccettabili ci fanno comprendere ancora di più quanto sia importante ricordare, e come queste giornate simboliche dovrebbero essere l’occasione per approfondire, per studiare sia le radici e i meccanismi dei sistemi totalitari, sia la 'banalità del male', che deriva dal mancato utilizzo della ragione (come in questi casi), e che ha come conseguenza la mancata assunzione di responsabilità, personale e collettiva", conclude Zeni.

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