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“Il Bus Rapid Transit? Non siamo convinti, nessuno lo ha chiesto: deve essere dimensionato come percorso di transizione alla ferrovia"

Il presidente di Transdolomites Massimo Girardi dice la sua in merito al progetto Brt-Bus Rapid Transit dopo la presentazione del sistema alle comunità avvenuto l'8 settembre: “Non siamo per niente convinti della soluzione Brt. Siamo schietti; nessuno ha chiesto il Brt. Pensare di comparare la qualità del trasporto su gomma con il ferro è impensabile”

Di Filippo Schwachtje - 11 settembre 2022 - 14:19

TRENTO. "Transdolomites approva l'idea di Brt? No, non siamo per niente convinti di questa soluzione. Siamo schietti, nessuno ha chiesto il Brt, pensare di comparare la qualità del trasporto su gomma con il ferro è impensabile: la ferrovia, non per partito preso ma perché dimostrato dai fatti, è nettamente vincente”. All'indomani della presentazione ufficiale alle comunità del progetto provinciale Bus Rapid Transit, per il futuro della mobilità (su gomma) nelle valli di Fiemme e Fassa in vista delle Olimpiadi del 2026 (Qui Articolo), sono queste le parole di Massimo Girardi, presidente dell'associazione Transdolomites, che sottolinea come il sistema Brt debba essere eventualmente dimensionato come “percorso di transizione alla ferrovia”. Un collegamento ferroviario, quello fino a Canazei, la cui realizzazione, da anni, viene promossa proprio da Transdolomites nell'ambito di un ragionamento di più ampio respiro per creare una rete intra-alpina di collegamenti su rotaia che da St.Moritz (in Svizzera) porti fino a Venezia (Qui Articolo).

 

“Certo – dice Girardi – la sfida globale sarebbe stata quella di agire ad infrastruttura stradale invariata e puntare dritti all'opzione ferro. Ma allo stesso tempo dobbiamo essere realisti: da qui al 2026, con tutta la buona volontà, non esiste la condizione per realizzare anche un solo tratto di ferrovia tra Cavalese-Moena o Moena-Canazei. Sarà allo stesso tempo una sfida immaginare che il Brt sia disponibile in tempo per le Olimpiadi”. Ma quello che denuncia il presidente di Transdolomites: “E' che il Brt è il risultato di un fallimento della politica che negli anni addietro si è costantemente sottratta al proprio dovere, quello indicato nella mozione numero 38 del 14 giugno 2012, votata all'unanimità dal Consiglio provinciale di Trento, che impegnava la Giunta provinciale di allora a redigere nel più breve tempo lo studio di fattibilità della Ferrovia Avisio. Se la sovranità del Consiglio provinciale fosse stata rispettata e se rispettate fossero state le 18 delibere dei comuni e Comunità di Valle dell’asta dell’Avisio che dal 2016 al 2018 chiedevano alle Giunte provinciali di impegnarsi allo studio di fattibilità ferroviario, oggi non saremo qui a parlare di studi ma le valli si sarebbero trovate proiettate nella fase storica del finanziamento e realizzazione di una parte dell’infrastruttura ed il Brt a questo punto si sarebbe rivelato del tutto inutile”.

 

E proprio entrando nel merito del progetto provinciale, sono diverse le osservazioni che avanza Girardi, il quale precisa innanzitutto come puntare nella direzione della mobilità pubblica come alternativa all'uso dell'auto privata “riscuote sicuramente il nostro apprezzamento”. Allo stesso tempo però “la proposta di realizzare il sistema Brt come intervento puntuale limitato alle sole Valli di Fiemme e Fassa, tra l'altro escludendo la Val di Cembra, già al primo colpo d'occhio mette in evidenza la disconnessione di questa soluzione da un contesto che mira sempre di più ad una connessione totale dei territori con il resto del mondo”. I riferimenti portati da Girardi in questo senso sono diversi, dagli importanti interventi sulla ferrovia del Brennero, alle linee guida dell'Ue (“che indicano il treno come vettore della mobilità del futuro”) fino ai programmi di transizione ecologica avviati dal governo Draghi (“anche qui la ferrovia viene posta al centro dell'attenzione per la sua valenza per la mobilità pubblica e turistica”). “Da questo punto di vista – scrive il presidente di Transdolomites – il Trentino sconta un ritardo in infrastrutture ferroviarie ultrasecolare. Esigenze di ordine economico, energetico, ambientale, la necessità di favorire uno sviluppo equilibrato nel suo interno fanno della ferrovia una scelta irrinunciabile, urgente e necessaria ed è per questo che in questa provincia urge investire sulla progettazione delle ferrovie mancanti: il Garda, la Ferrovia Avisio, così come anche investire in modo coraggioso e di lungo periodo sulla Ferrovia Valsugana e Trento-Mezzana”.

 

Allo stesso bisogna poi guardare alla quotidianità del problema mobilità, che anche quest'anno, dice Girardi, in val di Fiemme ed in val di Fassa si è presentato “con puntualità e massicciamente”. Un problema condizionato, come sottolineato da Transdolomites, in particolare dal fatto che i mezzi pubblici ed il traffico privato condividono la stessa sede: “Ciò significa che nelle ore di punta il servizio di Tpl collassa, perché imbottigliato nella grande massa di auto”. In una testimonianza di un turista raccolta quest'estate dall'associazione si riporta come le linee di trasporto siano “gravemente insufficienti” e come i passeggeri siano “costretti ad attendere ore prima di trovare un mezzo fruibile o costretti a ricorrere a taxi privati sostenendone i costi”. Proprio per questo motivo l'idea del Bus Rapid Transit, continua Girardi: “Si propone con l'intervento viabilistico delle corsie preferenziali, che però hanno la pesante contropartita della necessità di allargare strade e proporre nuovo asfalto”. Nel corso della presentazione pubblica del progetto, dice il presidente di Transdolomites, si è constatato che l'obbiettivo in questa fase sarebbe di “ridurre i chilometri di corsie preferenziali in val di Fassa”, una nota “senz'altro positiva, segno che la consapevolezza dell'impatto sul territorio esiste e che i margini di miglioramento ci sono, ed è in questa direzione che riteniamo si debba procedere”.

 

La richiesta dell'associazione infatti è di “limitarsi allo stretto necessario” per quanto riguarda la realizzazione delle corsie preferenziali, questo perché, come detto, la soluzione Brt “deve essere dimensionata come percorso di transizione alla ferrovia, che riteniamo con ferma convinzione come la vera corsia preferenziale totale per la mobilità pubblica alternativa alla gomma”. Parlando proprio del collegamento ferroviario lungo l'Avisio, Girardi ribadisce come “anziché assolvere al proprio dovere, la politica trentina, supportata da soggetti compiacenti e servili nelle valli, ha preferito denigrare la proposta ferroviaria. Anziché promuovere il percorso di acquisizione delle conoscenze tecniche della Trento-Penia si è preferito liquidare la questione con il fatto che la ferrovia significhi un costo anziché valutarne le opportunità. Non hanno preso in giro Transdolomites, ma il futuro delle valli”. Per quanto riguarda la ferrovia dell'Avisio, le conclusioni dell'ultimo studio di valutazione (a firma dell'ingegnere Willi Husler di Zurigo): “Promuovono a pieni voti la proposta – dice Girardi – che quest'autunno verrà presentata pubblicamente a Trento e nelle Valli dell'Avisio, e che porteremo all'attenzione degli investitori internazionali in Trentino, a Zurigo ed a Bruxelles in sede di Commissione europea”. Lo studio nel frattempo, dice Transdolomites, è stato inviato all'attenzione del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile e prossimamente verrà consegnato anche all'attenzione della Pat “e dei soggetti istituzionali e privati che ci hanno sostenuto in questo impegno”.

 

In conclusione, sottolinea Girardi: “Il Brt è un prezzo che le valli pagano alle Olimpiadi perché queste evento ha impresso un’accelerazione nella direzione di questa soluzione. Come associazione presenteremo le nostre osservazioni tecnico-economiche nei tempo stabili dalla legge, ma allo stesso tempo riteniamo sia il caso di 'compensare' il percorso che conduce alle Olimpiadi approfittando di questa finestra sul mondo, di lanciare il messaggio progettuale ferroviario. Il solo nome “Dolomiti e ferrovia” siamo certi rappresenti un ingrediente vincente per attrarre in zona i finanziamenti necessari. L’impegno di Transdolomites a sostegno dell’idea della ferrovia Avisio dunque andrà aumentando d’intensità. In nostro invito alla politica è di crederci e di avere il coraggio di mettersi in gioco. Noi ci siamo”.

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