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| 02 lug 2022 | 13:59

Il caseificio di Agitu tornerà a vivere in Burundi per sostenere un'intera comunità: i macchinari per la produzione di formaggio aiuteranno centinaia di famiglie

L'iniziativa è stata messa in campo dall'associazione "Il Melograno" di Brentonico che da molti anni opera in Burundi con progetti di aiuto e sviluppo della comunità. "Stiamo portando avanti interventi per rendere autosufficiente la popolazione. Tra i tanti progetti, è in fase di costruzione un caseificio dove troveranno nuova vita i macchinari di Agitu" 

Il caseificio di Agitu tornerà a vivere in Burundi per sostenere un'intera comunità

TRENTO. Un impegno senza confini che porterà a far rivivere il caseificio di Agitu in Burundi. E' questo l'impegno che è stato portato avanti dall'associazioneIl Melograno” di Brentonico e che vedrà in autunno l'attrezzatura che veniva usata dalla pastora e imprenditrice etiope per produrre i suoi formaggi in Val dei Mocheni a riprendere vita in un caseificio in Burundi per aiutare un'intera comunità

 

“Da oltre 20 anni – spiega a il Dolomiti Mauro Dossi, presidente dell'associazione "Il Melograno" – operiamo in Burundi portando avanti l'impegno nella costruzione di orfanotrofi, scuole e tanto altro. Da qualche anno ci siamo concentrati su iniziative che hanno come obiettivo quello di rendere autosufficienti le strutture create e quindi la comunità”. 

 

Gli esempi sono già molti di come il lavoro dell'associazione stia creando valore, professionalità e con ricadute importanti su tantissime famiglie. E' il caso, per esempio, della costruzione di un orfanotrofio vicino al quale è stata realizzata, grazie sempre al sostegno dell'associazione “Il Melograno”, anche una officina meccanica i cui proventi vengono poi usati per il sostentamento dello stesso orfanotrofio. Oppure il laboratorio di cucito dove lavorano 20 ragazze i cui ricavi vanno invece a sostenere una casa per i giovani. C'è poi una falegnameria che aiuterà una scuola materna. Un continuo impegno con diversi lavori che vanno a sostenere giorno dopo giorno il territorio.

“E' un modello che stiamo cercando di portare avanti – spiega Dossi – per riuscire a rendere autosufficienti le comunità”. E in questo importante progetto in Burundi c'è anche un caseificio. Una iniziativa partita nel 2007 con una cooperativa nata grazie al lavoro di dieci donne che sono diventate ora 70 che, grazie a “Il Melograno” sono riuscite ad avere a disposizione circa 50 mila metri quadri di spazio dove lavorare e portare avanti l'attività agricola.

In questi 15 anni, l'impegno della cooperativa si è ingrandito ed oggi l'attività permette l'autosufficienza di tutte le famiglie delle donne impegnate

“Le abbiamo aiutate con alcuni macchinari come un trattore ma anche ad avere un allevamento di caprette e mucche” ci racconta Dossi. “La cooperativa è poi entrata in un consorzio più grande dove viene consegnato il latte. Nel corso delle riunioni annuali che facciamo per capire come sta proseguendo l'attività è emerso il problema che non sempre tutto il latte che viene portato si riesce a venderlo”. 

Ecco allora l'idea di trasformare il latte in formaggio per riuscire a venderlo più facilmente. La proposta lanciata dall'associazione di Brentonico è stata subito accolta molto positivamente dal consorzio che ha subito accettato arrivando ad un accordo con l'associazione. 

“E' stato deciso che noi realizziamo l'impianto per produrre il formaggio ma loro dovevano mettere a disposizione il personale”. I lavori per la costruzione del nuovo caseificio sono iniziati in questi mesi. Sarà intitolato a Eugenio Schelfi, figura di spicco della cooperazione trentina, ma appunto con i macchinari di Agitu

“In aprile quando sono tornato in Trentino – ci racconta sempre Mauro Dossi – abbiamo cercato di capire come reperire i macchinari per la produzione del formaggio visto che in loco non si potevano trovare. Ecco allora che abbiamo preso contatti con chi curava le attrezzature che aveva usato Agitu nella sua azienda agricola e dopo averle viste ci sono sembrate perfette. Abbiamo trovato la disponibilità di chi aveva queste attrezzature di venderle”. 

Si tratta di macchinari che consentiranno l'autosostentamento di un'intero consorzio e di una comunità. “I lavori del nuovo caseificio stanno andando avanti e in autunno con dei container tutti i macchinari dal Trentino arriveranno in Burundi per riprendere nuova vita” ha concluso il presidente dell'associazione "Il Melograno".

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