Il Patt: “La Guardia medica a Mori chiuderà nonostante i proclami della campagna elettorale leghista?”. Oggi gli ambulatori sono aperti "solo nel fine settimana”
Dopo diverse segnalazioni il consigliere comunale del Patt a Mori si è recato nella sede della Guardia medica e in sintesi, dice: “Un cittadino che si presenta negli ambulatori è impossibilitato a comprendere se tale servizio è ancora aperto e soprattutto come usufruire del servizio stesso. Il personale medico mi ha addirittura detto che sono 'in fase di smantellamento'”. Dallapiccola e Demagri: “La campagna elettorale leghista prometteva di contrastare la carenza dei medici, riorganizzando complessivamente il servizio di continuità assistenziale, è vero che a breve ci sarà la soppressione definitiva della Guardia medica a Mori?”

MORI. “Una segnalazione per esempio è arrivata da un cittadino anziano poche sere fa. Sentendosi poco bene l'uomo ha deciso di uscire di casa a piedi per recarsi dalla Guardia medica di Mori e chiedere un parere: in sintesi, per entrare risulta obbligatorio contattare un numero. Durante la chiamata però il cittadino è stato invitato a recarsi al Pronto soccorso di Rovereto. Ma a questo punto la Guardia medica a Mori è attiva?”. È questa la domanda che si sono posti in una mozione i consigliere comunali di Mori Cristiano Moiola (Patt), Erman Bona (Impegno per Mori) e Bruno Bianchi (Mori Dinamica), e che i consiglieri autonomisti Paola Demagri e Michele Dallapiccola hanno portato anche in Consiglio provinciale con un'interrogazione. “La sintesi – dice Moiola – è che un cittadino che si presenta negli ambulatori della Guardia medica di Mori è impossibilitato a comprendere se tale servizio è ancora aperto e, soprattutto, come usufruire del servizio stesso”.
La problematica era già stata sollevata in diverse occasioni (Qui Articolo) anche dal Segretario della Cisl medici Nicola Paoli e la sera del 30 maggio, dopo numerose segnalazioni, Moiola ha deciso di recarsi alla sede della Guardia medica di Via Giovanni XXIII a Mori: “Le difficoltà descritte non solo sono state riscontrate pienamente ma è addirittura emerso un quadro ancora più preoccupante e confuso. Il cartello sulla porta principale d'entrata infatti, informa di un orario di apertura ampio, distribuito sull'arco della settimana, dal lunedì alla domenica, dalle 20 alle 8. Entrando all'interno, sulla seconda porta d'ingresso, si incontra però un secondo cartello, il quale comunica invece che per accedere all'ambulatorio è necessario chiamare il 116117. Chiamando il numero però il centralinista invita a recarsi al Pronto soccorso di Rovereto”.
Il personale medico all'interno degli ambulatori poi, continua Moiola: “Mi ha detto che la Guardia medica di Mori è aperta solo il sabato e la domenica dalle 20 alle 8, una notizia quest'ultima che non si trova scritta o riportata su alcun cartello o canale ufficiale, e che il servizio stesso di Guardia medica è 'in fase di smantellamento'”. Un'eventualità, spiega il consigliere, che preoccupa non poco visto che tra Mori, Brentonico e Renzo Chienis il bacino di riferimento è di 15mila persone: “Se la situazione è questa allora tanto vale dire subito alla cittadinanza di recarsi eventualmente a Rovereto. In questo modo però si aumenta ulteriormente l'utenza del Santa Maria del Carmine che, come abbiamo visto, si trova già in una situazione difficile”. Proprio ieri infatti, il segretario della Uil Fpl sanità Varagone aveva spiegato a il Dolomiti, parlando del pronto soccorso di Rovereto e di quello di Arco: “Sono pochi i medici rimasti, prossimi al burnout. Un anno fa ad Arco erano in 7, ora 3 a tempo pieno e un part time. A Rovereto sono in 6, ma da organico dovrebbero essere 14”.
Lo stesso presidente dell'Ordine dei medici del Trentino Marco Ioppi, parlando a il Dolomiti della mancanza di guardie mediche sul territorio provinciale, aveva sottolineato: "La popolazione viene rassicurata ma la verità è che ci sono pochissimi medici di medicina generale e di continuità assistenziale: si rincorrono gli eventi, si trovano soluzioni di corto respiro e non si pianifica una strategia strutturale per rispondere ai bisogni dei cittadini. E' un momento difficile e i tempi sono caotici".
La questione relativa alla Guardia medica di Mori è stata portata anche in Consiglio provinciale dai consiglieri del Patt Michele Dallapiccola e Paola Demagri: “La Giunta provinciale – scrivono i due – ha più volte dichiarato che per garantire continuità assistenziale 24 ore su 24 per ogni giorno della settimana è necessario potenziare la presenza sui territori delle guardie mediche, con particolare attenzione alle zone più periferiche del Trentino. Queste dichiarazioni facevano seguito ai proclami della campagna elettorale leghista, che promettevano di contrastare la carenza di medici riorganizzando complessivamente il servizio di continuità assistenziale”. Proprio come riportato nella mozione presentata a Mori però, spiegano Dallapiccola e Demagri: “Ci giunge notizia che vi sia in atto invece una riduzione di lavoro da parte della guardia medica di Mori, la quale copre gran parte del territorio della Vallagarina da Ronzo Chienis a Brentonico, da Ala a Avio. Ad oggi il servizio di guardia medica, ci viene detto, è già soppresso dal lunedì al venerdì durante il periodo notturno, garantendo solo l'attività ambulatoriale durante i weekend”.
E' vero quindi, chiedono i due alla Giunta: “Che a breve ci sarà la soppressione definitiva della Guardia medica di Mori?”.













