Il ristoratore “non vaccinato” organizza un raduno per “No-vax” (VIDEO), ma arrivano i carabinieri: “Volevano disperderci ma se ne sono andati loro”
L’evento lanciato da un noto ristoratore, pubblicizzato sui social come “Covid party” (all’insaputa dell’organizzatore), ha richiamato numerose persone ma ha attirato l’attenzione delle forze dell’ordine: “Ci tengo a dire che non sono vaccinato, con gli ultimi decreti siamo passati dalla discriminazione a una persecuzione”

VESTONE (BS). Si chiama Pietro Freddi, ed è il ristoratore che ha voluto lanciare la sua sfida allo Stato per la gestione della pandemia di Sars-Cov-2. Titolare di alcuni locali in provincia di Brescia, tra cui il Boccondivino di Vestone, Freddi ha detto di voler essere la “testimonianza del totale fallimento della gestione del problema del Covid”.
Nei giorni scorsi l’imprenditore ha fatto sapere di aver chiuso uno dei suoi locali, una trattoria a Gardone. “Ho deciso di chiudere licenziando i miei ragazzi perché mi aspetto un periodo terribile per la ristorazione. Ho cercato di fare la scelta che mi facesse meno male. L’alternativa era tenere aperto e non avere i soldi per pagare i miei ragazzi. Terrò chiuso almeno fino all’inizio della stagione”.
L’altro locale, ha fatto sapere Freddi, è chiuso da 10 giorni causa Covid “con problemi quasi inesistenti, nel senso che ci sono positivi asintomatici oppure le mie figlie che si sono ammalate di una semplice influenza ma io sono fermo da 10 giorni fino a quando non si faranno i tamponi. Ho un altro negozio di vendita di pane, anche lì chiuso. La Forneria (un altro locale di Freddi ndr) sta viaggiando al 50-60% perché manca tutto l’indotto visto che il Boccondivino era anche il miglior cliente della Forneria”.
A fronte di questa situazione economica il ristoratore ha deciso di lanciare una sorta di protesta. “Ci tengo a dire che non sono vaccinato, siamo passati con gli ultimi decreti del nostro caro Governo dalla discriminazione a una persecuzione. Mi ritrovo che non potrò più lavorare nel mio locale. E quindi dico basta, hanno dichiarato guerra e guerra sia. Ho pensato a un’iniziativa per tutti quelli come me, perché l’unica cosa che possiamo fare è cercare di unire le forze perché da soli ci distruggono. Dobbiamo difenderci”.
Da qui l’idea di aprire le porte del suo locale di Vestone, il Boccondivino: “Qui – spiegava in un video postato sui social – ho uno spazio molto grande all’aperto. Quindi con la possibilità di riunirsi. Ho deciso di aprirlo due giorni a settimana. Il martedì e il giovedì la sera. A disposizione di tutti quelli che avranno voglia di venire per condividere e per cercare di aiutarsi l’un l’altro e affrontare questa situazione. Io, già da domani – affermava il 10 gennaio – aprirò il portone del Boccondivino, attualmente non utilizzato dal locale, e aspetterò tutti quelli che la pensano come me. O soprattutto quelli che sono vaccinati ma cominciano a nutrire dei dubbi su quello che sta succedendo”.

Un luogo aperto “per informarsi su come stanno le cose – sosteneva l’imprenditore – senza avere un’informazione univoca come quella di giornali e televisioni che hanno tutti la stessa linea. Invito tutti a venire, mi auguro che ci sia tanta gente e spero che nasca qualcosa di costruttivo e che ci aiuti a sopportare tutto quello che sta succedendo”.
Detto fatto, il raduno alla fine c’è stato e non sono mancati i momenti di tensione. L’evento, pubblicizzato su alcune chat come “Covid party”, ha richiamato numerose persone ma ha attirato l’attenzione delle forze dell’ordine. I carabinieri infatti sono intervenuti in forze, con il supporto della polizia locale, per verificare cosa stesse succedendo e interrompere il raduno.
In un video diffuso sempre attraverso i social si vedono i carabinieri discutere con alcune persone presenti al raduno. Il Dolomiti ha contatto l’imprenditore per raccogliere la sua versione e farsi raccontare come si è conclusa la serata: “Innanzitutto vorrei dire che la locandina dove si parla di ‘Covid party’ è diffamante e non è stata fatta da me, qualcuno ha voluto usare il nome del mio locale pubblicando anche i miei numeri di telefono e per questo farò denuncia. Per quanto riguarda l’intervento dei carabinieri, che comunque sono stati molto gentili, ci è stata contestata la manifestazione anche se avevo avvisato che ci sarebbe stato un incontro all’aperto. A quanto pare non è più possibile trovarsi in più d 10 persone perché diventa un assembramento. I carabinieri avrebbero voluto disperdere le persone ma alla fine se ne sono andati via loro, stamane sono stato contattato dalla caserma e penso mi arriverà una multa, vorrà dire che cercheremo un altro posto dove portare avanti i nostri incontri”.














