Imbrattato il Palazzo dell'Istruzione, il Coordinamento studentesco rivendica il gesto (VIDEO): “Attacco non rivolto ai lavoratori ma al sistema scolastico”
Nella notte l'ingresso della sede del dipartimento dell'Istruzione è stata imbrattata con la vernice rossa e sul muro della struttura è apparsa la scritta “A Lorenzo morto di Pcto”. Il Comitato studentesco di Trento ha rivendicato il gesto: “La scorsa notte abbiamo deciso di lanciare un messaggio chiaro a chi ci governa e alla componente studentesca trentina: l'attacco non è rivolo ai lavoratori e alle lavoratrici ma ad un sistema scolastico che ogni giorno vorrebbe che abbassassimo la testa di fronte a leggi come la Buona scuola”

TRENTO. Imbrattata la sede del dipartimento dell'Istruzione in via Gilli, il Coordinamento studentesco di Trento rivendica il gesto: “Il nostro attacco non rivolto ai lavoratori ma al sistema scolastico”. Dopo un sopralluogo in mattinata era arrivata la condanna del gesto da parte dell'assessore provinciale Mirko Bisesti (Qui Articolo) al quale ha risposto il Coordinamento: “Invece di prendere posizione dei confronti dell'uccisione di Lorenzo preferiscono condannare la nostra iniziativa”.
Dal Coordinamento studentesco parlano di “sanzione” per il Palazzo dell'Istruzione, sul cui muro gli attivisti hanno scritto: “A Lorenzo, morto di Pcto” (QUI IL VIDEO). Un chiaro riferimento (esplicitato poi in una nota) alla morte di Lorenzo Parelli, il 18enne che pochi giorni fa è morto durante l'ultimo giorno di uno stage. “La scorsa notte abbiamo deciso di lanciare un messaggio chiaro – scrive il Coordinamento – a chi ci governa e alla componente studentesca trentina, lo abbiamo fatto sanzionando il Palazzo dell'Istruzione in via Gilli. Un gesto forte che voleva colpire un luogo simbolico: l'attacco non è rivolto ai lavoratori e alle lavoratrici degli uffici del dipartimento ma ad un sistema scolastico che ogni giorno vorrebbe che abbassassimo la testa di fronte a leggi infami come la 107/2015 (c.d. Buona Scuola). Il messaggio che abbiamo lasciato sul muro del palazzo si riferisce alla vicenda di venerdì 21 gennaio, quando Lorenzo Parelli, ragazzo di soli 18 anni, è morto durante l'ultimo giorno di alternanza scuola-lavoro in una fabbrica della provincia di Udine”.
La nota degli attivisti del Coordinamento poi prosegue, sottolineando come la morte di Lorenzo abbia: "Scatenato la rabbia di migliaia di studenti in tutta Italia, che si sono mobilitati subito per denunciare questa inaccettabile morte. Tantissimi giovani sono scesi in piazza per opporsi all'alternanza scuola-lavoro, un sistema di sfruttamento, per di più gratuito ed obbligatorio, a cui veniamo sottoposti ogni giorno. I Pcto (percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento) vengono infatti proposti dalle istituzioni come un'opportunità di vedere da vicino il mondo professionale, ma in realtà troppo spesso non sono altro che forme di lavoro non retribuito obbligatorio, senza il quale non si può nemmeno conseguire la maturità.
Per tanti e tante l'alternanza è inutile e, per alcuni, addirittura mortale. Non è nemmeno la prima notizia di incidenti gravi avvenuti durante il percorso di alternanza scuola lavoro: l’ultima volta è successo quest’estate, ma gli esempi sono tanti. Non si può più trattare il caso di venerdì come se fosse un incidente: Lorenzo è stato ucciso. Ucciso da un sistema che ci mette a lavorare gratuitamente, senza tutele, senza conoscenze, per il profitto dei soliti noti.
Nonostante tutto ciò, per l'ennesima volta le istituzioni locali, e in particolare Mirko Bisesti, assessore all’istruzione (sic), invece di prendere posizione nei confronti dell'uccisione di Lorenzo preferiscono condannare la nostra iniziativa. Neanche a dirlo, questo attacco non ci tocca minimamente e, anzi, ci dà un motivo in più per proseguire la nostra lotta.
Chiunque voi siate, qualunque scuola frequentiate è arrivato il momento di attivarsi per dire basta a questa gestione scellerata del nostro futuro. Occupiamoci della scuola”.


















