In Valsugana è emergenza rifiuti, i sindaci: "Una volta raggiunti i limiti stop al servizio di ritiro: il secco stoccato nei centri di raccolta"
L'allarme dai sindaci dei 19 Comuni soci del gestore dei rifiuti del territorio dell'Alta Valsugana, AmAmbiente, che ormai, scrivevano a fine agosto le Amministrazioni: “Si trova regolarmente a doversi misurare con una situazione di grande criticità nell'organizzazione e pianificazione degli smaltimenti a causa di una persistente emergenza generata dall'incertezza con cui l'Agenzia per la depurazione della Provincia autonoma di Trento a affrontando la questione”
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TRENTO. In Alta Valsugana è ancora emergenza per la raccolta dei rifiuti: i 19 sindaci dei Comuni soci di AmAmbiente, il gestore dei rifiuti del territorio, avevano scritto ancora a fine agosto una lettera alla Pat per chiedere un intervento tempestivo “e per mettere in campo soluzioni utili a non interrompere il pubblico servizio”, ma la situazione, dice AmAmbiente, ancora oggi rimane critica. Come riportato dalle Amministrazioni infatti, sul territorio AmAmbiente “si trova ormai regolarmente a doversi misurare con una situazione di grande criticità nell'organizzazione e pianificazione degli smaltimenti a causa di una persistente emergenza generata dall'incertezza con cui l'Agenzia per la depurazione della Provincia autonoma di Trento sta affrontando la questione”.
In particolare infatti: “L'avvio a destino del rifiuto secco residuo e del rifiuto ingombrante – scrivevano i sindaci – di competenza di Adep per il tramite dei suoi appaltatori, non assicura la regolarità necessaria”. In questo quadro AmAmbiente: “Al solo fine di evitare di interrompere il servizio pubblico, sta stoccando tali rifiuti nei centri di raccolta e nel centro integrato, nel rispetto delle autorizzazioni ambientali vigenti ma con crescenti problematiche di ordine logistico e organizzativo che non possono trascinarsi nel tempo e che debbono trovare una soluzione strutturale nell'individuazione del miglior sistema di chiusura del ciclo dei rifiuti”.
"Il gestore - scrivevano infatti i sindaci - sarà costretto ad interrompere la raccolta dei rifiuti non appena saranno raggiunti i limiti di stoccaggio nel centro integrato di Ciré di Pergine, in assenza di canali di smaltimento adeguati. I sottoscritti Comuni richiedono alla Provincia di intervenire tempestivamente per risolvere la situazione di emergenza e per mettere in campo soluzioni utili a non interrompere il pubblico servizio, individuando contestualmente fonti di finanziamento alternative per evitare di gravare i cittadini con ulteriori rincari tariffari”.
Il tema dei rifiuti, dice a il Dolomiti il sindaco di Tenna (uno dei 19 Comuni soci di AmAmbiente) Marco Nicolò Perinelli: “E' un'emergenza sottovalutata. Lo scorso anno il vicepresidente Tonina ha varato il nuovo piano ma da allora non è seguita una politica chiara sullo smaltimento. Abbiamo bisogno di risposte nel breve termine, ma soprattutto sul medio-lungo periodo”. Secondo Perinelli non c'è una soluzione unica al problema: “Ma certamente un passo alla volta si deve procedere. E se serve l'inceneritore, si faccia, puntando alla soluzione a minor impatto sull'ambiente e sul territorio. La tecnologia migliora di giorno in giorno e guardando a Nord ci sono molti esempi virtuosi”.
Per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti infatti la situazione, come più volte riportato negli ultimi mesi, è difficile su tutto il territorio provinciale. Nonostante la raccolta differenziata sia passata in 20 anni dal 22,3% al 78%, aveva specificato l'assessore all'Ambiente Mario Tonina, ogni anno in Trentino sono 60mila le tonnellate di rifiuti da smaltire e le discariche sono ormai al limite (Qui Articolo). Una situazione che ha portato le stesse autorità provinciali a chiarire che, entro l'anno, verrà presa una decisione sull'eventuale realizzazione di un termovalorizzatore in Trentino.












