La burocrazia soffoca le associazioni, Casagranda: ''La pandemia ha aggravato la situazione''. E sul futuro: ''Puntiamo a Trento capitale europea del volontariato''
Il Centro Servizi per il Volontariato in questi anni di pandemia è riuscito a rimanere accanto alle associazioni. Il presidente: “Siamo in un momento di grande cambiamento. Molte nuove associazioni si sono unite a noi e possiamo dire di essere sulla strada giusta nonostante ancora persistano diverse difficoltà”

TRENTO. “Burocrazia” rimane questo uno dei principali problemi che in questi anni hanno sempre di più soffocato il mondo associativo e che la pandemia ha ulteriormente aggravato. A sottolinearlo è il presidente del Centro Servizi Volontariato del Trentino, Giorgio Casagranda dopo aver incontrato nei giorni scorsi le associazioni che fanno parte dell'importante organismo.
Nonostante le difficoltà che l'emergenza covid-19 ha fatto emergere e le tante criticità incontrate dagli stessi volontari, il Csv in questi anni è rimasto in prima linea per offrire i proprio servizi. “Ora si sta intravvedendo un po' di speranza” spiega a ilDolomiti Casagranda.
“Siamo in un momento di grande cambiamento – ha continuato - e abbiamo raggiunto i 140 soci. Molte nuove associazioni si sono unite a noi e possiamo dire di essere sulla strada giusta nonostante ancora persistano diverse difficoltà”.
Del Csv fanno parte numerose associazioni che si trovano sparse nelle valli. Per questo si sta pensando di organizzare una sorta di tour per il Trentino. “Saremo noi ad andare da loro” ha spiegato il presidente.
Tra gli obiettivi prossimi c'è quello della necessità di “mettere mano ad un adeguamento della legge del terzo settore” all'impegno delle associazioni per “Trento capitale europea del volontariato”. Un obiettivo per il quale Centro Servizi Volontariato sta lavorando insieme al comune di Trento. “E' davvero importante – ha concluso Casagrande – ed è fondamentale per il Trentino e tutto il mondo del volontariato”.














