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La Pat 'sfratta' la Lipu dal Centro di Recupero dell'Avifauna, l'ira di Merz: ''Scelta politica incomprensibile, dovremo trovarci una nuova sede ma non ci fermeremo''

Dal primo gennaio del prossimo anno la Provincia ha deciso di gestire direttamente il centro che si trova al Bosco della Città che fino ad oggi  è stato portato avanti dalla Lipu. Il coordinatore: "Siamo un centro di eccellenza riconosciuto in tutta Italia non so per quale motivo la Provincia abbia deciso questo passo"

Di Giuseppe Fin - 27 maggio 2022 - 13:22

TRENTO. “E' chiaramente una scelta politica incomprensibile. Siamo un certo di eccellenza riconosciuto in tutta Italia non so per quale motivo la Provincia abbia deciso questo passo”. Sergio Merz coordinatore della Lipu non si spiega per quale motivo la Pat abbia deciso che dal 1 gennaio del 2023 sarà la stessa amministrazione a gestire il centro che si trova al Bosco della Città. Un centro importante che la Lipu in questi anni ha portato avanti con impegno, professionalità e riuscendo a salvare tantissimi animali (QUI L'ATTIVITA'). Un punto di riferimento sul territorio.

 

In quasi tutta Italia, spiega a ilDolomiti Merz, centri come questo vengono gestiti dalla Lipu o altre associazioni che attraverso i volontari portano avanti le attività.

 

“Noi qui lavoriamo con 15 persone – spiega il coordinatore  – non so se la Pat avrà il personale per portare avanti un impegno simile”. La Lega Italiana Protezione Uccelli in Trentino dal 2002 segue il recupero della fauna selvatica. Prima con una struttura a Candriai e poi dal 2007 con il centro al Bosco della Città.

 

Dal primo gennaio 2023 saremo anche senza una sede e quindi ora siamo anche in cerca di una nuova struttura” dice sempre Sergio Merz a ilDolomiti chiarendo, però, che la decisione della Pat di “sfrattare” dal centro del Bosco della Città la Lipu  non porterà di certo ad un minor impegno dell’associazione. “Anzi – spiega il coordinatore – vista la situazione crescerà l’attività. Non ci fermeranno, saremo impegnati ancora di più nell’attività di antibracconaggio, nella vigilanza, nei ricorsi, in tutte quelle operazioni che con l’impegno al centro spesso facevamo fatica a seguire”.

 

In una nota la Lipu spiega che "Una cosa è affidare la gestione della cura degli animali ad una associazione ambientalista come la nostra, dove si tenta di tutto per salvare un animale ai fini della liberazione anche supportando interventi costosi, un'altra un ente pubblico con un'altra visione sicuramente meno animalista. La necessità di avere un centro recupero anche per i mammiferi, che attualmente non esiste, poteva benissimo essere risolta affrontando solamente quest’ultima problematica, quindi un centro per gli uccelli, che già funzionava, ed un centro per mammiferi, che più volte anche noi abbiamo sollecitato, gestito dai Servizi Forestali o da altri enti o associazioni competenti. Mettere tutto assieme non sarà di facile soluzione sia dal punto di vista gestionale che organizzativo con spazi e necessità diverse, per non parlare degli aspetti sanitari".

 

Da parte della Pat nelle scorse ore è arrivata una nota nella quale viene specificato che il recupero e la cura di animali selvatici feriti o ammalati da parte dell’amministrazione provinciale “è sempre stato effettuato con varie modalità: in via diretta, ma anche appoggiandosi tramite convenzione a soggetti esterni come la LIPU per l’avifauna e i piccoli mammiferi”.

 

Non solo a questa componente della fauna selvatica, ma anche ai grandi carnivori, ai cervi, ai caprioli e ai camosci sono sempre state garantite le cure veterinarie e la custodia fino al momento in cui essa è stata recuperata e giudicata idonea a tornare alla vita selvatica.

“Attualmente – spiega la nota - l’amministrazione sta riorganizzando tutte le attività di recupero e cura della fauna con lo scopo di ottimizzare il servizio complessivo incentrato presso l’area del Casteller e nel Centro C.R.A.S di San Rocco. Pertanto è evidente che con la gestione diretta della Provincia questo servizio sarà mantenuto, se non addirittura potenziato, ricercando tutte le forme possibili di collaborazione e valorizzazione con il prezioso mondo delle associazioni di volontariato”.

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