L’autonomia trentina compie 50 anni: presentato il fitto programma di iniziative. Fugatti: “Puntiamo a entrare nelle scuole”
Tanti gli eventi e le iniziative al centro del cinquantenario del secondo Statuto d’autonomia, presentati nella conferenza stampa tenutasi nella giornata del 23 febbraio alla Fondazione Mach di San Michele all’Adige. Fugatti: “L’autonomia è identità, storia e consapevolezza”

SAN MICHELE ALL’ADIGE. Tante iniziative, dai convegni ai laboratori, per celebrare il cinquantesimo anniversario dell’autonomia trentina. Il tutto con uno sguardo attento e sensibile nei confronti dei più giovani. È questo il contenuto della presentazione alla stampa e alla cittadinanza del programma degli eventi organizzati da Provincia di Trento, Consiglio provinciale, Consiglio regionale, Fondazione Museo storico del Trentino, Euregio e altri per il mezzo secolo del secondo Statuto d’autonomia.
In una “grande carrellata” di eventi ed iniziative, alla presenza delle istituzioni, si è tenuta all’auditorium della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige – simbolo del territorio provinciale - la presentazione del fitto programma per il cinquantenario dell’autonomia. Dal palco sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, il presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder, il presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher e il direttore della Fondazione Museo storico Giuseppe Ferrandi, protagonista – poco prima della conferenza – di una breve lezione a due classi dell’istituto sull’importanza e il senso dell’autonomia.
Appena entrato nel vivo, il programma contiene appunto numerosissimi appuntamenti. Si comincia dal convegno del 3/4 marzo “La rifondazione dell’autonomia. Il Secondo Statuto della Regione Trentino-Alto Adige nella storia del regionalismo italiano”, organizzato da Università di Trento, Comitato del Cinquantenario e Fondazione Museo storico con il patrocinio del Consiglio regionale. Si continua dal 17 al 19 marzo, con un altro convegno, intitolato “Autonomie speciali e regionalismo italiano”, organizzato in questo caso dalla Facoltà di giurisprudenza dell’Università di Trento, sempre in collaborazione con la Fondazione.
Cominciato già lunedì 21 febbraio, il ciclo di webinar Euregio Talk! cercherà di riflettere sulle politiche euroregionali e transfrontaliere in tre momenti, che confluiranno in un’altra conferenza, prevista in giugno al Castel del Buonconsiglio. Nella prima metà d’aprile (7/8 e 12/13), inoltre, si terrà il convegno “La ‘questione trentina’. Storia e rappresentazioni di un territorio”, organizzato direttamente dalla Fondazione Museo storico e dedicato all’approfondimento storico della vicenda provinciale. Seminari, incontri istituzionali a Vienna e Bruxelles, mostre, bandi, incontri con gli studenti e un nutrito progetto editoriale dedicato all’autonomia, si svolgeranno a cavallo di quest’anno.
Dal palco, dunque, si sono avvicendati i relatori, accomunati tutti dall’accento dato all’educazione dei più giovani. “L’autonomia non è una cosa astratta ma qualcosa che ha a che fare con la quotidianità – ha esordito il presidente Paccher – la nostra Regione, da questo punto di vista, è la depositaria dell’autonomia. Un’autonomia che non vuol dire solo più soldi, ma più incisività nell’attività amministrativa. Per questo dico ai nostri giovani di essere orgogliosi di questa nostra specificità”.
Concetto ribadito anche dal presidente del Consiglio provinciale Kaswalder e da quello della giunta provinciale Fugatti: “Cerchiamo di valorizzare questo percorso del cinquantenario, affinché i nostri giovani capiscano la peculiarità del nostro essere autonomi”. “La nostra volontà è di entrare nelle scuole – gli ha fatto eco il governatore – voi, ragazzi, sentirete spesso parlare di autonomia, anche se molte volte a un livello esclusivamente istituzionale o gestionale. Autonomia, invece, vuol dire identità, tradizione, storia, consapevolezza di essere autonomi”.
“La prospettiva del cinquantenario – ha aggiunto Ferrandi, direttore del Museo storico del Trentino – è di coniugare la dimensione storica e politica con l’educazione alla cittadinanza. Credo che si sia una certa stanchezza nei nostri dispositivi retorici sull’autonomia. Il modello trentino può e deve, invece, essere letto criticamente. E il cinquantenario, oltre a creare utile sinergie fra istituzioni, può porsi come un momento di riflessione”.
Sulla scuola, Ferrandi – seguito dal responsabile dell’ufficio stampa del Consiglio provinciale Luca Zanin e dalla sovrintendente provinciale alla scuola Viviana Sbardella – ha aggiunto: “Nel tema della didattica abbiamo trovato grande disponibilità alla coprogettazione. Per parlare d’autonomia, ci sono da parte degli insegnanti grandi energie e disponibilità”.
“A scuole bisognerebbe riflettere sui valori dell’autonomia – gli ha fatto eco Sbardella – tra questi, quello centrale è sicuramente la responsabilità rispetto al territorio e al suo futuro”. Tema, quello della responsabilità, al centro delle numerose iniziative messe in campo dal Consiglio provinciale in collaborazione con le scuole trentine, che ogni anno – secondo i dati forniti dall’istituzione – tocca almeno 3000 studenti su tutto il territorio.



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