Lona Lases, nessuno si candida a sindaco (per la terza volta), Ferrari: ''Ancora pesante condizionamento sui cittadini''. Il Comune è al centro dell'inchiesta sulla 'Ndrangheta
Da parte del Comitato Lavoratori Porfido si torna a chiede una commissione dell'Antimafia. Il portavoce: "La situazione non è tranquilla, esiste ancora una sorta di potere intimidatorio che in qualche modo cerca di allontanare la popolazione"

TRENTO. Niente da fare. Lona Lases rimarrà senza sindaco. Nel Comune epicentro dell'inchiesta Perfido che ha portato a galla anche in Trentino la presenza della 'ndrangheta, alle 12 di ieri non si è presentato alcun candidato.
Non è la prima volta, nemmeno la seconda. Siamo difronte al terzo tentativo andato a vuoto.
E' diventato ormai un caso il comune con circa 900 abitanti della Val di Cembra. Quello che è successo è al fotocopia del maggio scorso e dell'ottobre 2021, nessuna lista è stata presentata. Dai primi anni Duemila ad oggi la situazione non sembra essere cambiata con un susseguirsi di sindaci e commissari e di elezioni andate a vuoto.
“Mi sembra chiaro che la situazione che stiamo vivendo in questo Comune non è così tranquilla da poter pensare ad una elezione normale. A Lona Lases la situazione non è così trasparente come qualcuno sta cercando di far credere” ci dice Walter Ferrari uno dei portavoce del Comitato Lavoratori Porfido, l’organismo che da anni sta portando la propria battaglia contro quello che è stato definito un vero e proprio “malaffare” causato dalle infiltrazioni mafiose che si sono fatte conoscere con l'inchiesta Perfido il cui processo è ancora in corso.
Proprio il 28 settembre scorso a Lona era stato organizzato un incontro con l'ex presente della Commissione parlamentare Antimafia, Nicola Morra, per informare i cittadini sulla necessità di una commissione di accesso. “Quello che è successo in quella serata – ci spiega Ferrari – è uno spaccato del momento che stiamo vivendo. Abbiamo visto la forte attività di qualcuno che ha cercato in tutti i modi di interferire chiedendo a molti residenti di non partecipare l'incontro”.
Per Ferrari si sta assistendo ancora ad un “pesante condizionamento dei cittadini. Un controllo, una sorta di potere intimidatorio che in qualche modo cerca di allontanare la popolazione”. Ma non solo. Il fatto che non si siano presentati candidati, spiega sempre il portavoce del Coordinamento Porfido, “è anche il segno di maturità che un po' alla volta lentamente si sta raggiungendo da parte della popolazione che non si presta ad entrare in liste che vogliono solo la continuità con il passato evitando di parlare della 'ndrangheta”.
LA RICHIESTA DI UNA COMMISSIONE DI ACCESSESSO DELL'ANTIMAFIA
Il nodo della questione è quello di capire l'influenza che la criminalità a livello amministrativo è riuscita a avere in questi anni. Ed è per questo che il Coordinamento Porfido torna a chiedere una commissione.
“Noi continuiamo a chiedere un commissariamento per capire cosa sia successo e cosa di quello che si era radicato in passato ancora è presente” spiega a il Dolomiti Walter Ferrari. “Lo chiediamo sia al Prefetto di Trento che al presidente della Provincia. Vogliamo che venga attivata una commissione di accesso, per verificare – continua il portavoce - se ci sono le condizioni di un commissariamento del comune per mafia”.














