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'Ndrangheta in Trentino, dal comune (ancora) senza sindaco agli affari nelle cave. Ferrari: ''Dopo 'Perfido' nulla è cambiato, serve subito una commissione antimafia''

Il caso di Lona Lases: per la seconda volta consecutiva nessun candidato a sindaco. Le elezioni avrebbero dovuto tenersi domenica 29 maggio e, dopo ottobre, per la seconda volta consecutiva nessuna lista si è presentata. Le dure parole del Comitato Lavoratori Porfido con il portavoce Walter Ferrari: "Qui nulla è cambiato, il fatto che non ci siano candidati è un segnale chiaro"

Di Giuseppe Fin - 02 maggio 2022 - 09:47

TRENTO. “Dopo l’operazione Perfido è cambiato qualcosa? Poco quasi nulla e il fatto che a Lona Lases nemmeno questa volta ci siano candidati è un chiaro segnale di quello che sta accadendo. Ci devono ascoltare, qui serve una commissione di accesso ministeriale dell'antimafia”. Sono parole di preoccupazione ma anche di rabbia quelle che vengono pronunciate dal Walter Ferrari, uno dei portavoce del Comitato Lavoratori Porfido l’organismo che da anni sta portando la propria battaglia contro quello che è stato definito un vero e proprio “malaffare” causato dalle infiltrazioni mafiose portate a galla dal processo Perfido che si sta svolgendo proprio in questi mesi.

 

E' diventato ormai un caso il comune con circa 900 abitanti della Val di Cembra che ancora una volta non ha alcun candidato sindaco per le elezioni amministrative. Una fotocopia di quello che è successo il 10 ottobre scorso, nessuna lista è stata presentata. Dai primi anni Duemila ad oggi la situazione non sembra essere cambiata con un susseguirsi di sindaci e commissari e di elezioni andate a vuoto.

 

NEL PORFIDO LE STESSE LOGICHE

“Ci troviamo – spiega Ferrari – in una situazione di stallo. Ci sono personaggi che stanno portando avanti la loro attività come se nulla fosse successo. Il mondo del porfido è stato coinvolto nell’operazione Perfido ma  certe persone che hanno in mano le concessioni e gestiscono al politica locale sembrano continuare a fare i propri affari”.

 

L’andazzo che si era registrato in passato, secondo il Comitato Lavoratori Porfido, non è cambiato. “Magari qualcuno sta attento un po’ di più alle condizioni in cui si trovano i lavoratori perché sanno che ora hanno delle sponde e sanno a chi rivolgersi ma non c'è stato alcun cambiamento sostanziale”. Difficili, spiega a Ferrari, anche i controlli, visto la percentuale di lavoro esternalizzato. “La proporzione doveva essere 80-20 – spiega a ilDolomiti Ferrari - l’80% del porfido doveva essere lavorato in loco e il restante 20% fuori dal territorio. Poi però si è passati 60 e 40 e se oggi guardiamo cosa sta accadendo il 40% viene lavorato in zona e il 60% va fuori. L’inverso, praticamente e nessuno dice nulla”.

 

IL CASO LONA LASES

Le elezioni avrebbero dovuto tenersi domenica 29 maggio e, dopo ottobre, per la seconda volta consecutiva nessuna lista si è presentata, il commissario straordinario contattato da ilDolomiti ha spiegato che ci troviamo difronte ad una “situazione difficile” e che servirà fare un’analisi seria.

 

“Dal punto di vista amministrativo – spiega Ferrari - l'operazione Perfido ha messo in difficoltà chi gestiva i propri affari in questo territorio e lo si vede perché non riescono più a presentare con grande facilità le loro liste. Le persone si sono allontanate perché si sono accorte del malgoverno che c’era”. C’è però anche un rovescio della medaglia. “Il controllo che ancora riescono ad esercitare – spiega il portavoce del Comitato - tipicamente mafioso e portato avanti sottotraccia che negli anni ha creato anche un’egemonia di pensiero, riesce a impedire che si coaguli un gruppo di persone che proponga un’alternativa amministrativa e questa è una cosa gravissima”.

 

COMMISSIONE DI ACCESSO MINISTERIALE DELL’ANTIMAFIA

Il nodo della questione è quello di capire l'influenza che la criminalità a livello amministrativo è riuscita a avere in questi anni. E quanto è riuscita a lasciare inevitabilmente la propria impronta.

 

“Noi continuiamo a chiedere un commissariamento per capire cosa sia successo e cosa di quello che si era radicato in passato ancora è presente”. L’appello è quello fatto alla Provincia di Trento, spiega sempre Ferrari, affinché sia formalizzata la richiesta per attivare una commissione di accesso, “Per verificare – continua il portavoce - se ci sono le condizioni di un commissariamento del comune per mafia”.

 

Per il momento, però, tutto sembra ancora tacere. “Ci si dovrebbe muovere subito – conclude Ferrari – ma sono in tanti quelli che hanno paura che vengano alla luce affari e legami non proprio limpidi nell’intera zona del porfido e non solo. Per alcuni sarebbe deleterio”.

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