Lona Lases, il paese senza sindaco. Galvagni: ''Chi aveva il compito di vigilare non l'ha fatto. Serve prendere coscienza di quello che è successo in questo territorio''
Marco Galvagni, già segretario comunale di Lona Lases a il Dolomiti: "Serve far uscire gli interessi di parte dalla macchina amministrativa per riuscire poi a ripartire". Per la terza volta consecutiva nessuno si è candidato alla guida del comune in Val di Cembra

TRENTO. “Se siamo arrivati a questo punto significa solo una cosa: chi aveva il compito di vigilare non l'ha fatto. Lo stesso vale per le istituzioni, non hanno fatto il loro dovere”. Sono queste le parole che arrivano da Marco Galvagni, già segretario comunale di Lona Lases. Lui è stato uno dei pochi che difronte al mescolamento tra interessi personali, economici e pubblici non ha girato la testa altrove. Ha denunciato il malaffare, messo nero su bianco, in passato, nella redazione del piano anticorruzione seguendo la normativa Severino.
Nei giorni scorsi è proprio il comune di Lona Lases che è finito sulle cronache locali e nazionali ancora una volta. Per la tenza volta consecutiva, infatti, nessuno si è candidato a sindaco. Le elezioni sono state rinviate.
“E' un caso unico in Trentino – spiega Galvagni a il Dolomiti - tecnicamente siamo al sesto commissariamento con il prossimo. Dal punto di vista amministrativo anche nelle ultime due o tre consiliature c'è sempre stata una lista unica. Questo può indicare una disaffezione delle persone dalla politica oppure qualche difficoltà che si deve trovare e risolvere”.
Difficile capire cosa stia accadendo veramente in questo angolo del Trentino. Terra dell'oro rosso che sembra aver messo timore alla popolazione. C'è chi preferisce evitare di parlare della 'Ndrangheta e dell'inchiesta Perfido che ha avuto il suo epicentro proprio in questa terra, chi invece ha perso interesse nella cosiddetta cosa pubblica.
“E' fondamentale capire le influenze che ci sono state nel corso degli anni da parte di certi personaggi che hanno ora reso difficile amministrare il Comune”. spiega Galvagni. Di certo a non aver paura ad andare avanti è il Coordinamento Lavoratori del porfido che anche in questi giorni, attraverso Walter Ferrari, uno dei portavoce, ha chiesto l'istituzione di una Commissione d'accesso parlamentare antimafia per fare luce su quello che è successo in questi anni a Lona Lases.
Da Marco Galvagni la speranza però è una sola: far uscire gli interessi di parte dalla macchina amministrativa per riuscire poi a ripartire. E' l'unica strada che si può seguire e a percorrerla dovrebbero essere proprio i cittadini impegnandosi in prima persona. “Prima di tutto si devono risolvere i problemi che sono arrivati dal porfido. In tutti questi anni abbiamo assistito a un conflitto tra interessi amministrativi e interessi imprenditoriali”.
Un macigno che evidentemente pesa ancora oggi. E se da un lato c'è chi chiede una commissione d'accesso dall'altro serve una presa di coscienza di quello che negli anni è successo in questo territorio. “Mi dispiace dirlo – spiega Galvagni - ma se siamo arrivati a questo punto c'è stata una tolleranza anche da parte di chi doveva controllare. Qualcuno a volte pensa che il Comune di Lona Lases possa essere governato come se nulla fosse successo. Invece non è così. Serve una presa di coscienza e servono persone preparate e che sappiano gestire una macchina amministrativa perché al giorno d'oggi non è semplice”.














