Contenuto sponsorizzato
| 19 nov 2022 | 05:01

Medici di base, emorragia continua tra spese ambulatoriali e troppi pazienti. Nei prossimi 5 anni in Trentino oltre 60 professionisti andranno in pensione

Il numero di medici è progressivamente diminuito nel corso degli anni e ad oggi non è stato ancora raggiunto l'acme della gobba pensionistica della pletora medica degli anni '80 prevista per il 2026, anno in cui si pensioneranno circa 20 medici trentini per raggiunti limiti di età. Il consigliere provinciale di Futura spiega: "Si contenga a un centinaio il numero di assistiti in più di cui un medico può farsi carico e si riconosca un supporto amministrativo con personale formato anche ai medici di base che non si associano nella medicina di gruppo integrata"

Medici di base, emorragia continua tra spese ambulatoriali e troppi pazienti

TRENTO. Una 'emorragia' che non si ferma e che è destinata ad aggravarsi anche nei prossimi anni. E' quella dei medici di famiglia. I pensionamenti a cui assisteremo difficilmente saranno bilanciati da nuove assunzioni e anche in Trentino, come nel resto d'Italia, sarà sempre più complicato a coprire tutti i territori senza contare che i professionisti che rimarranno in servizio avranno un carico di lavoro sempre maggiore.

 

Lo dimostra il caso del dottor Maurizio Virdia, in Val di Cembra  (QUI L'ARTICOLO) che nel corso di una settimana deve gestire ben 6 ambulatori macinando chilometri con la propria macchina trovando poi il tempo non solo per le visite domiciliare dei suoi oltre 1500 pazienti ma anche per aggiornare online le cartelle cliniche. Procedimenti burocratici importanti ma che portano via diverso tempo.

 

La carenza di medici di medicina generale ha portato il Governo nazionale e quello provinciale a cercare delle soluzioni con l'obiettivo garantire a ciascun cittadino il diritto di avere un medico di base, prima e fondamentale interfaccia con il sistema sanitario.

 

Negli ultimi tempi si è cercato di intervenire seguendo diverse strade: da un lato si è deciso di aumentare i posti nella Scuola di formazione in medicina generale per cercare di risolvere il problema nel medio termine dall'altro si è spinto per sviluppare raggruppamenti di medici. Azioni che però, ad oggi, non hanno eliminato le criticità presenti.

 

A fare un quadro della situazione dei medici di medicina generale è Valerio Di Giannantonio segretario provinciale Fimmg. Ad oggi i professionisti che lavorano sul nostro territorio sono 324.

 

Un numero che nel corso degli anni è progressivamente diminuito basti pensare che, secondo i dati Agenas, erano 340 nel 2019 e ad oggi non è stato ancora raggiunto l'acme della gobba pensionistica della pletora medica degli anni '80 prevista per il 2026, anno in cui si pensioneranno circa 20 medici trentini per raggiunti limiti di età.

 

Stiamo parlando di cessazioni per il raggiungimento dell'età di 70 anni ma occorre anche considerare che accanto a questi ci sono i medici che anticipano ogni anno la loro uscita. Secondo gli ultimi dati, nel 2023 i medici che per raggiungimento dei 70 anni andranno in pensione nel 2023 saranno 6, nel 2024 saranno 12, nel 2025 saranno 14, nel 2026 arriveremo a ben 19 pensionamenti e saranno 15 nel 2027.

 

“E' bene considerate – spiega a il Dolomiti Valerio Di Giannantonio – che le nostre spese nel portare avanti la professione, da quelle per lo studio alle bollette sono in forte aumento e vanno ad erodere il compenso ad oggi ridotto anche dalla mancata erogazione di quota del fondo di ponderazione. Queste condizioni economiche inducono sempre più colleghi ad anticipare il pensionamento, non avendo più vantaggi nel proseguire l'attività”.

 

Un situazione, spiega anche il presidente dell'Ordine dei Medici, Marco Ioppi, diventata sempre più pesante negli ultimi anni anche con l'aumento dei bisogni e dell'età della popolazione. "In Trentino abbiamo alcune zone dove i medici di medicina generale hanno ancora qualche posto libero e in altre dove invece tutti hanno raggiunto il limite. E' diventato ormai inevitabile fare una riflessione sulla necessità di togliere certe limitazioni, perlopiù burocratiche, che impediscono una persona di Trento scegliersi un medico in un altro territorio. La mobilità è tale che ci permetterebbe un po' di respiro"  

 

Sulla carenza di medici di medicina generale e sulle difficoltà presenti sul territorio ad intervenire è anche il consigliere provinciale di Futura, Paolo Zanella, che da tempo segue la questione.

 

“Siamo il territorio d'Italia con il più alto numero di assistiti per medico di medicina generale - spiega - perché evidentemente viviamo una carenza di medici più che altrove, il che significa che quasi tutti i medici di base oggi raggiungono il massimale di 1500 assistiti e nonostante questo alcuni cittadini non se ne vedono assegnare uno”.

 

Per far fronte al fenomeno, da oltre due anni è stata attivata la deroga per andare oltre i 1500 assistiti, numero già importante. “Ma che qualità di presa in carico si può garantire con questi numeri?” si chiede Zanella. “Oggi i medici di base faticano più di un tempo ad assicurare un'adeguata presa in carico dell'utenza, a causa di una popolazione sempre più anziana e con numerose comorbidità e di un carico burocratico insostenibile. Lo testimoniano quegli stessi medici che per questo motivo hanno deciso di non ampliare il massimale di assistiti”. La strada della possibilità di una deroga sul numero degli assistiti non sembra essere quindi la strada giusta perchè si rischia di non arrivare ad un'adeguata presa in carico delle persone.

 

“Almeno si contenga a un centinaio il numero di assistiti in più di cui un medico può farsi carico e si riconosca un supporto amministrativo con personale formato anche ai medici di base che non si associano nella medicina di gruppo integrata, non sempre realizzabile specie in periferia”.

 

Ogni scelta che viene fatta in ambito sanitario deve essere ben ponderate e guardare sia alla sicurezza dei cittadini che alla qualità delle cure. Per questo per il consigliere Zanella è importante “mettere dei paletti ben precisi” anche per quanto riguarda i pazienti che vengono assegnati ai medici in formazione.

 

“La decisione, mutuata dal nazionale, di dare la possibilità agli studenti della Scuola di formazione in medicina generale di prendere in carico degli assistiti presenta delle criticità” spiega il consigliere di Futura. “Il medico di base è una delle professioni della salute tra le più belle – continua - ma forse è anche la più complessa, per questo nell'assegnare degli assistiti a uno studente ancora in formazione serve mettere paletti ben precisi. Bene si è fatto quindi in Provincia a limitare il numero di assistiti  per medico in formazione a 650  e ad escludere gli studenti del primo anno dall'opportunità di seguirli. Proprio per la complessità della professione e dei pazienti di oggi sarebbe però forse stato meglio limitare la presa in carico solo agli studenti del terzo anno e magari all'interno di medicine di gruppo integrate. Il tutorato a distanza con una professione così delicata non è sufficiente”.

 

L'obiettivo, quindi, non può essere solo quello di utilizzare i nuovi medici per coprire le aree carenti in periferia che sono meno attrattive, zone dove i medici in formazione lavorerebbero in completa solitudine, al di là del tutor a distanza.

 

“Avrebbe più senso incentivare più di quanto si faccia già – spiega sempre Zanella - i medici che hanno concluso la specialità a coprire quei territori, affiancando invece i medici in formazione con dei colleghi nei gruppi  di medicina integrata, dove potersi confrontare vis a vis e ricevere supervisione diretta”.

 

Quello che è certo ad oggi è una carenza di medici di base senza precedenti. “Questo – conclude il consigliere – richiede soluzioni emergenziali, a volte anche forzate. Il focus, però, nello stabilire quali soluzioni percorrere, deve restare la sicurezza di cittadini la qualità delle cure”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 10 agosto | 06:00
Sara è un'operatrice che lavora in Val di Sole e la sua è una delle tante storie che raccontano cosa sta accadendo in Trentino attorno [...]
Cronaca
| 09 agosto | 22:17
Ci sono ancora molti focolai, il sottobosco bruciato è ancora troppo caldo e le fiamme potenzialmente sono in grado di riattivarsi nell'area [...]
Cronaca
| 09 agosto | 20:46
"Si trovano bene, credo sia evidente, vanno d'accordo e Isaac è cresciuto tantissimo, in maniera esponenziale. E' stato lui a voler partecipare al [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato