Medici di base, è allarme anche in Trentino, Gimbe: "Oltre il 59% ha più di 1500 assistiti. Con questo livello di saturazione si compromette il principio della libera scelta''
E' allarme medici di famiglia, la fondazione Gimbe ha analizzato la situazione nelle varie regioni: "Con questo livello di saturazione dei medici si compromette il principio della libera scelta. Di conseguenza, è spesso impossibile trovare la disponibilità di un medico di base vicino a casa, non solo nelle cosiddette aree desertificate"

TRENTO. La situazione dei medici di base in Trentino non è delle migliori e la carenza nei prossimi anni rischia di aggravarsi ulteriormente. Lo confermano i dati che sono stati pubblicati dalla Fondazione Gimbe.
A livello nazionale oggi mancano oltre 3.100 medici ed entro il 2026 ci troveremo davanti a 11.400 pensionamenti. Il tutto con professionisti sempre più vecchi in attività e sempre più sono costretti a seguire più di 1500 pazienti.
“Desta non poche preoccupazioni – ha commentato Nino Cartabellotta presidente della Fondazione Gimbe – la distribuzione anagrafica dei medici di medicina generale: infatti nel 2022 il 72,5% dei medici in attività aveva oltre 27 anni di anzianità di laurea, con quasi tutte le regioni del Centro-Sud sopra la media nazionale, anche in conseguenza di politiche sindacali che spesso non hanno favorito il ricambio generazionale”. In particolare nella maggior parte delle regioni meridionali i medici con oltre 27 anni di laurea sono più di 3 su 4: Calabria (89,4%), Sicilia (81,7%), Campania (80,7%), Sardegna (79,7%), Molise (78,4%), Basilicata (78,3%), Puglia (78%).
Secondo i dati forniti dalla Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale, tra il 2023 e il 2026 sono 11.439 i medici che hanno compiuto/compiranno 70 anni, raggiungendo così l’età massima per la pensione, deroghe a parte.
LA SITUAZIONE IN TRENTINO
A livello nazionale il numero massimo di assistiti di un medico di base è fissato a 1.500: in casi particolari può essere incrementato fino a 1.800, numero che talora viene ulteriormente superato attraverso deroghe locali fino ad arrivare anche a 2 mila assistiti. Parallelamente, esistono motivazioni che determinano un numero inferiore di assistiti.
Il Trentino secondo l'elaborazione Gimbe su dati del Ministero della Salute, è la quinta regione italiana per numero di medici che hanno oltre i 1500 assistiti. In provincia di Trento, infatti, il 59,1% dopo la Valle d'Aosta (59,2%), Veneto (64,7%), la provincia di Bolzano (66,3%) e la Lombardia (71%).

Dati migliori invece per quanto riguarda l'età anagrafica. Il Trentino, infatti, con il 63%, si trova al penultimo posto per medici con oltre 27 anni di laurea. Meglio solo Bolzano con il 44,8%.
In una situazione di carenza, invece, come quella che sta vivendo il Trentino, si possono leggere con maggiore preoccupazione i dati forniti dalla Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale sui pensionamenti. In Trentino, infatti, tra il 2023 e il 2026 saranno in tutto una settantina i medici che avranno compiuto/compiranno 70 anni, raggiungendo così l’età massima per la pensione

Lo scenario reale è molto più critico di quanto lascino trasparire i numeri: infatti, con questo livello di saturazione dei medici si compromette il principio della libera scelta. Di conseguenza, è spesso impossibile trovare la disponibilità di un medico di base vicino a casa, non solo nelle cosiddette aree desertificate (zone a bassa densità abitativa, condizioni geografiche disagiate, rurali e periferiche) dove i bandi per gli ambiti territoriali carenti vanno spesso deserti, ma anche nelle grandi città.













