Morte orsa F43, Dallapiccola ricorda Daniza: ''Solidarietà ai tecnici ma anche alla Pat, non chiedo le dimissioni di nessuno''
L'ex assessore Michele Dallapiccola: "A chi volesse strumentalizzare questo incidente per parlare male di noi, ricordo al mondo e all'Italia intera che se succedono questi incidenti è perché c'è una Provincia che ha salvato dall'estinzione la specie orso bruno alpino: senza i nostri sforzi, sarebbe estinta da tempo"

TRENTO. "Esprimo solidarietà ai tecnici e anche alla Provincia sulla vicenda che riguarda F43". Questo il commento dell'ex assessore Michele Dallapiccola. "Queste mie parole arrivano in un momento triste per un veterinario quale mi sento: per noi la morte di un animale, che è comunque un paziente, è sempre un fatto triste".
L'orsa morta nelle scorse ore era stata attenzionata in quanto confidente e sulla base dei report provinciali, F43 con il fratello M62 si sono resi responsabili di circa un terzo dei danni da orso registrati nell'ultimo periodo. Recentemente il personale forestale aveva previsto anche un presidio nelle ore notturne per dissuaderla dal compiere azioni e incursioni nei centri abitati: le avevano sparato proiettili di gomma e hanno utilizzato i cani anti-orso per spaventarla e allontanarla dai luoghi abitati (Qui articolo).
Le operazioni si sono svolte in valle di Concei in val di Ledro. L'animale, ha spiegato la Provincia attraverso una nota, è deceduta a seguito della posizione assunta nella trappola tubo nel momento in cui ha fatto effetto l'anestetico. Le manovre di rianimazione si sono rivelate, purtroppo, inutile.
"Il primo pensiero di solidarietà - dice Dallapiccola - va al personale tecnico che è incappato nell'increscioso incidente. Al pubblico, ai giudicanti, a tutti quelli che in questo momento sapranno sicuramente dire la loro, ricordo che monitorare il passaggio dalla veglia al sono nell'induzione di un'anestesia è un momento drammatico durante il quale non è possibile avvicinare l'animale senza incorrere in un proprio pericolo di vita. E' inutile spiegare oltre".
Nonostante gli scontri politici con la Provincia leghista in materia di gestione dei grandi carnivori, Dallapiccola è solidale anche con l'esecutivo guidato da Maurizio Fugatti. "Rivolgo la mia solidarietà al presidente - dice Dallapiccola - ora dovrà gestirsi tutti gli strali del mondo animalista estremo che gli attribuiranno la colpa di questo brutto incidente di percorso".
Il consigliere provinciale in quota Patt esprime poi "solidarietà all'assessora Zanotelli che è incolpevole perché da sempre incosciente e perché lontano dai problemi della località e dai problemi provocati dal difficile rapporto uomo/grandi carnivori. Vicinanza anche all'assessore Failoni: anche se in questo momento è tutto preoccupato a cambiare il calendario scolastico pur di portare clienti negli alberghi, voglio rassicurarlo: sui social probabilmente compariranno copiose minacce al grido di 'Boycott Trentino'. Ma non succederà nulla. La macchina della promozione del Trentino ai fini turistici ha creato una reputazione tale che il mercato riuscirà a superare questo momento di difficoltà. Sono ben altri i problemi che dovrà temere e affrontare a breve".
Vicinanza inoltre al territorio. "L'ultimo - prosegue l'ex assessore - ma il più sentito atto di solidarietà va agli abitanti della val di Ledro. Incolpevoli ospiti di una presenza tanto agrodolce questo controversa. Piacevole per gli amanti della natura, assai complicata per i residenti, specialmente se proprietari di animali. Per quanto problematico possa essere l'orso, nessuno di loro ne vorrebbe il male ma soltanto una pacifica convivenza dove non si debba avere paura per la propria incolumità e quella dei propri animali".
La memoria dell'ex assessore va naturalmente a quei momenti di enorme tensione e di grandissima crisi a causa della morte di Daniza. Il plantigrado si era reso protagonista dell'aggressione in val Rendena e non aveva retto alla dose di anestesia iniettata durante il tentativo di cattura (Qui articolo).
"In quel settembre del 2014 dal punto di vista politico scoppiò un finimondo in Trentino. Dai direttori di testate giornalistiche alla politica con l'allora segretario della Lega Nord Maurizio Fugatti, tutti ne sapevano di orsi e di anestesia con quest’ultimo che invocava le dimissioni dell’intero Consiglio provinciale. Non ripagherò queste persone con la stessa moneta. Come in tanti saremmo tentati di fare. I fatti parlano da soli".
Sono già numerose le prese di posizione delle associazioni e del mondo animalista per la morte di F43: "Fate schifo, siete la vergogna d'Italia e meritate di fallire", ha detto Enrico Rizzi a Il Dolomiti (Qui articolo), mentre l'Oipa chiede un accesso agli atti (Qui articolo) e altre realtà intendono presentare un esposto alla Procura (Qui articolo).
"A me dispiace tanto per il nostro Trentino. A chi volesse strumentalizzare questo incidente per parlare male di noi, ricordo al mondo e all'Italia intera che se succedono questi incidenti è perché c'è una Provincia che ha salvato dall'estinzione la specie orso bruno alpino: senza i nostri sforzi, sarebbe estinta da tempo", conclude Dallapiccola.














