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| 27 mag 2022 | 06:01

Music Arena, si lavora per un nuovo concerto in autunno. Bisesti: ''Spettatori? Non fermiamoci ai numeri" e sugli artisti: "Guardiamo all'ambiente internazionale''

La Pat ha chiesto al Centro Servizi Santa Chiara di gestire la Music Arena. “L'area è grande ma può essere strutturata per eventi più piccoli'' spiega l'assessore Bisesti. Si stanno definendo le premesse per la gestione dell'arena, dalla manutenzione ai futuri appuntamenti dell'autunno 2022 e della primavera del prossimo anno 

Music Arena, si lavora per un nuovo concerto in autunno

TRENTO. “In questi giorni ci siamo già incontrati diverse volte sia con il presidente Divina che con il direttore Ongaro. Stiamo costruendo le premesse per il futuro di un'area che dopo anni abbiamo ridato ai trentini”. L'assessore provinciale Mirko Bisesti è al lavoro in questi giorni per cercare di definire la strada da percorrere per il futuro della Trentino Music Arena.

 

L'area di 27 ettari è stata inaugurata con il grande concerto di Vasco che ha visto arrivare a Trento oltre 100 mila fan. Gli obiettivi da raggiungere sono tanti e numerose sono anche le incognite che si devono affrontare: dagli aspetti più pratici come la manutenzione dell'area a quelli dell'organizzazione dei futuri eventi, non solo legati ai concerti.

 

“Nessun pregiudizio” ha spiegato a Il Dolomiti Bisesti.  “Stiamo parlando di un'area che era stata presa anni fa – ha spiegato l'assessore – con l'utilizzo di una cifra importante da parte della Provincia e poi mai utilizza. Ora il lavoro fatto e inaugurato con il concerto di Vasco non è un punto di arrivo ma l'obiettivo è valorizzare quest'area con ulteriori importanti eventi”. 

 

Proprio per questo la Provincia, a qualche giorno dal Vasco Live, ha deciso di rivolgersi al Centro servizi culturali Santa Chiara per l'affidamento dell'Arena.

 

Un impegno non di poco conto per l'ente che ha già da gestire cinque teatri tra Trento e Rovereto e che andrebbe a gestire l'area più grande per gli eventi in Trentino. Nelle scorse ore ci sono stati i contatti tra Bisesti e i vertici del Centro Santa Chiara per capire come improntare e formalizzare l'organizzazione futura. 

 

Un punto sembra essere chiaro: la volontà di realizzare un concerto in autunno. Come spiegato a Il Dolomiti dal presidente Sergio Divina, il Centro Santa Chiara starebbe già sondando la disponibilità di alcune agenzie per capire quali artisti potrebbero essere disponibili, tenuto conto anche delle tournèe già avviate.

 

“Stiamo verificando le varie possibilità per un evento in autunno – conferma Bisesti – ma anche per la primavera/estate del prossimo anno. L'idea è di rendere l'area fruibile a diversi tipi e generi musicali, per dare spazio a tutti”. 

 

Un nodo è quello dei numeri: 120 mila sembrano troppi per la città di Trento. Il direttore del Centro Santa Chiara ha spiegato che l'ideale si attesta a numeri più piccoli, che si aggirano dai 30 ai 40 mila spettatori.

 

“Non fermiamoci ai numeri – spiega Bisesti – anche perché dipende sempre dall'attrattività dell'artista. Stiamo parlando di un'area di 27 ettari, che ha potuto contenere 120 mila persone. E' stato l'evento musicale più grande nel Paese negli ultimi due o tre anni. Si è retto molto bene, l'organizzazione è stata ottima e sicuramente ci sono molti spunti per migliorare. Detto questo non ne farei una questione di numeri. L'obiettivo è valorizzare l'area”. 

 

Il concerto di Vasco è stato visto dalla Provincia come una sorta di “trampolino di lancio” per l'area sulla quale ora, però, occorrere capire quali eventi  importanti realizzare per connotarla definitivamente. Concerti musicali? Non solo. “Ho chiesto un'attenzione importante di nomi, di varietà musicali ma anche uno sguardo verso l'Europa e all'ambito internazionale. Non ci limitiamo alla musica italiana, dobbiamo sempre ricordarci che siamo in una terra di confine”. 

 

Nessun pregiudizio quindi sull'ipotesi di eventi di altro genere. “Abbiamo sistemato un'area – conclude Bisesti – per darla di nuovo ai trentini. I 27 ettari sono tantissimi e si possono strutturare diversamente anche per organizzare eventi più piccoli. Non credo ci siano pregiudizi per altri importanti eventi che non siano solo musicali”. 

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