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Belluno
03 dicembre | 17:15

Oltre 30mila interventi e punto di riferimento per generazioni di medici, si è spento Alvise Moschini storico primario di Chirurgia di Feltre

Nato il 9 novembre 1940 era approdato a Feltre nel maggio del 1980. E' stato direttore della Chirurgia fino al 2006. L'Ulss 1 Dolomiti: ''Molto apprezzato per le doti umane di rara cortesia e disponibilità, era un riferimento per tutto l’ospedale oltre che per la comunità feltrina, da cui era molto amato e in cui era attivo nella vita sociale e professionale''

Oltre 30mila interventi e punto di riferimento per generazioni di medici
di Redazione

FELTRE. E' morto proprio in quell'ospedale dove è stato per anni il primario della Chirurgia, una delle figure storiche della struttura. Questa mattina nel nosocomio di Feltre si è spento il dottor Alvise Moschini. Nato il 9 novembre 1940 nel padovano, Moschini si era formato all’Università di Padova per poi approdare a Feltre nel maggio 1980. Fin da subito si fece riconoscere ed apprezzare per le sue doti di chirurgo, la capacità di far crescere i collaboratori e soprattutto per la grande umanità. 

 

È stato direttore della Chirurgia di Feltre fino al 2006, con una attività chirurgica di oltre 30 mila interventi e lo sviluppo, al Santa Maria del Prato, di nuovi campi come l’introduzione delle tecniche mininvasive in chirurgia e l’avvio del servizio di day surgery. L’Ulss Dolomiti, profondamente addolorata per la scomparsa di uno dei professionisti che più hanno fatto crescere l’ospedale di Feltre e un’intera generazione di medici, esprime il suo cordoglio e la vicinanza alla famiglia.

 

''Molto apprezzato per le doti umane - comunica l'Ulss1 - di rara cortesia e disponibilità, era un riferimento per tutto l’ospedale oltre che per la comunità feltrina, da cui era molto amato e in cui era attivo nella vita sociale e professionale. Ha sempre riservato grande attenzione alle persone, aveva una spiccata umanità che abbinava alla competenza e alla continua ricerca. Sempre disponibile, senza guardare l’orologio, l’ospedale era la sua seconda casa e la sua porta era sempre aperta. Ha fatto crescere una solida generazione di giovani professionisti col suo esempio e con i suoi insegnamenti, spronandoli ad innovare e coltivare un clima di collaborazione, punto di forza non solo del reparto da lui diretto ma di tutto l’ospedale''.

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