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| 06 ago 2022 | 13:12

Orsa di notte in un paesino della Val di Ledro e si riunisce il comitato per l'ordine pubblico, l'Oipa: ''In Trentino si vuole solo creare terrore''

L'associazione invita a mettere in campo provvedimenti concreti, come posizionare i bidoni antiorso, invece che parlare di incolumità pubblica o scatenare la paura: ''In Abruzzo queste sono storie all'ordine del giorno e accettate serenamente dai residenti''

di Redazione

TRENTO. ''Nel Trentino turistico, dove l’orso è un simbolo, sfruttato ovunque e all’inverosimile, si grida al pericolo e allo scandalo quando un’orsa giovane, F43, attraversa la strada per recarsi a bere, in un centro abitato, ma in orario notturno inoltrato, vicino al lago di Ledro. In altri luoghi, come in Abruzzo, queste sono storie all’ordine del giorno e accettate serenamente dai residenti, vedi la storia dell’orsa Amarena con i suoi cuccioli, oppure il più noto Juan Carrito''. La protesta dell'Oipa del Trentino, tramite la sua delegata Ornella Dorigatti, arriva a qualche giorno di distanza dall'incursione notturna di un'orsa tra le vie di Lenzumo, un paesino che si trova in Val Concei a più di 700 metri di altitudine nel comune di Ledro.

 

Un'orsa che non ha né spaventato nessuno né creato problemi particolari ma la cui presenza è bastata per la solita azione politica che non serva a nulla ma ogni volta viene riproposta con sistematica puntualità: la riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica con presente l'amministrazione di Ledro, il presidente della Pat Fugatti, il commissario di governo e i dirigenti dei dipartimenti di protezione civile e del servizio foreste e fauna. E dall'incontro emerge più o meno sempre lo stesso scenario: pronti a intervenire in caso di orsi problematici che si avvicinano ai centri abitati arrivando a parlare di pericolo per l'incolumità pubblica.

 

Come spiega l'Oipa quel pericolo è praticamente inesistente e da statistica in confronto andare in montagna a passeggiare o guidare la macchina è esponenzialmente più rischioso eppure lo facciamo senza pensarci due volte. E le vere responsabilità sono proprio della politica e grida al ''pericolo'' quando si potrebbero mettere in campo tantissime iniziative. ''Ci chiediamo - scrive l'Oipa - per esempio, a che punto è l’installazione dei bidoni anti orso? A che punto è la realizzazione dei dissuasori sonori e luminosi tanto declamati? Dov’è il problema se un orso attraversa un paese nel cuore della notte? Ci poniamo un quesito importante: è possibile che le priorità di sicurezza siano riferibili agli orsi? Ma davanti a piazza Dante, a Trento, proprio di fronte all’ufficio del presidente, nessuno nota cosa stia accadendo in termini di smercio di droga? Siamo allo stesso punto ogni anno, ogni estate; e nessun progetto reale di convivenza con gli orsi, per evitare queste situazioni''.

 

L'Oipa richiama il dossier realizzato nello scorso luglio 2021 dove si evidenziava una situazione disastrosa in termini di bidoni anti orso e se l'associazione si chiede ''cosa è stato fatto per migliorare la tanto decantata sicurezza?'' Come il Dolomiti qualche settimana fa abbiamo pubblicato le immagini dei bidoni al Lago di Tenno e poi più su proprio in Val di Ledro strapieni e aperti perfetti per attirare animali selvatici e non. ''A noi - conclude l'Oipa - pare che si voglia solo creare terrore, invece che studiare sistemi prendendo spunto magari da chi in Abruzzo, gestisce queste situazioni da molto prima di noi e con risultati di convivenza molto ben sviluppati''.

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