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“Pericolo orsi in Trentino? Lyme, Tbe, Dengue, West Nile e avvelenamenti d'animali: ecco i rischi 'veri' per i quali Fugatti dovrebbe attivarsi”

La sezione trentina dell'Ente nazionale per la protezione animali dice la sua dopo il 'falso attacco' avvenuto all'inizio del mese a Spormaggiore, dove un uomo è fuggito dal plantigrado, e la riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica avvenuta pochi giorni dopo (e durante la quale il presidente Fugatti ha ribadito che non si esclude la rimozione “nei casi di pericolo per l'incolumità delle persone”)

Di F.S. - 07 August 2022 - 15:33

TRENTO. Fugatti riunisce il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica per “esaminare la problematica connessa alla presenza di orsi confidenti nei centri abitati di alcuni Comuni trentini” (Qui Articolo) dopo il 'finto attacco' di un'orsa (con i cuccioli) a Spormaggiore (Qui Articolo) e 'l'incursione' notturna di un altro esemplare tra le vie di Lenzumo (Qui Articolo), l'Enpa: “Dalla malattia di Lyme alla Tbe, dalla Dengue alla West Nile fino agli shock anafilattici e agli avvelenamenti di cani e gatti di proprietà: il presidente della Giunta provinciale dovrebbe attivarsi per affrontare questi veri rischi. Per gli orsi basterebbe mettere in atto quanto già previsto dal progetto di reintroduzione, nel quale primeggia un'azione: informare i cittadini”.

 

Riferendosi all'incontro uomo-orsa avvenuto agli inizi del mese a Spormaggiore, la presidente della sezione trentina dell'Ente nazionale protezione animali Ivana Sandri precisa: “Il 'falso attacco' – scrive l'Enpa –, riconosciuto come tale anche da tecnici della Pat, è stato messo in atto da una mamma orsa nei dintorni di Maurina, piccola frazione immersa fra campi e boschi del Parco Adamello Brenta, per difendere i suoi cuccioli, perché spaventata dalla presenza di un uomo accompagnato da un cane senza guinzaglio (i cani sono notoriamente visti come estremamente pericolosi e quindi da scacciare e allontanare dalla prole ancora incapace di difendersi)".

 

L'uomo, continua l'Enpa: “Comprensibilmente si spaventa e si dà alla fuga, riuscendo comunque a tornare a casa incolume (nonostante questo sia un comportamento sconsigliato da tutti gli esperti di orsi), perché l'orsa non ha alcuna intenzione di nuocergli, non intende inseguirlo (in quel caso non basterebbero gambe umane per sottrarsi ad un animale che raggiunge agevolmente la velocità di 50 chilometri all'ora), ma vuole solo allontanarlo dai suoi cuccioli. Anche il cane non viene in alcun modo attaccato dal plantigrado e torna a casa autonomamente. Un'avventura finita bene, nonostante lo spavento debba essere stato notevole, ma foriera di attacchi all'orsa: non falsi attacchi di tipo difensivo, ma veri attacchi, portati avanti pervicacemente, cocciutamente, benché immotivatamente, ma plausibilmente a fini elettoralistici”.

 

Sandri parla poi del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, riunito solo pochi giorni dopo: “Ma davvero – scrive la presidente della sezione trentina dell'Enpa – si è convocato questo comitato al fine di garantire i cittadini da fantomatici rischi provenienti da animali che in oltre 20 anni dalla loro reintroduzione (ricordiamo per opera e decisione del Parco Adamello Brenta, dell'Ispra e della stessa Pat) non hanno mai causato la morte di nessuna persona? Ma davvero vogliamo continuare a chiudere gli occhi davanti ai rischi 'veri' ai quali sono esposti tutti i cittadini e gli ospiti del Trentino?”.

 

E la 'lista' fornita dall'ente è lunga: “In Trentino ogni anno si contano svariati casi di malattia di Lyme e di encefalite da zecca o Tbe, patologie causate principalmente dalle zecche; di shock anafilattici, causati principalmente da punture di insetti; di persone aggredite e ferite da animali d'allevamento durante l'alpeggio; di persone e animali aggrediti da cani non correttamente detenuti dai proprietari; di avvelenamenti di cani di proprietà, di gatti (sia di proprietà che di colonia) e di animali selvatici. Senza parlare poi delle patologie dai nomi esotici trasmesse dalle zanzare: Dengue, Chikungunya, West-Nile e Zika, per le quali non esiste oggi un vaccino. Se interessato alla salute e alla sicurezza degli abitanti e degli ospiti del Trentino, il presidente della Giunta provinciale dovrebbe attivarsi per affrontare questi rischi 'veri'”.

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