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| 04 feb 2022 | 17:31

Proteste a Roma contro la crisi climatica, alcuni attivisti fermati dalla polizia: fra questi ci sarebbe anche un giovane trentino

Tra i manifestanti portati in Questura dalla polizia ci sarebbe anche un giovane trentino. Parla uno degli attivisti: “Sono qua per la campagna Ultima Generazione per chiedere un incontro pubblico coi ministri. La polizia è entrata in casa senza mandato e con la scusa che il posto in cui viviamo non segue le norme anti-Covid”

Proteste a Roma contro la crisi climatica, alcuni attivisti fermati dalla polizia
di Tiziano Grottolo

ROMA. Sono ore di tensione nella Capitale dove gli attivisti della campagna “Ultima Generazione-Assemblea Cittadina Ora!” stanno compiendo alcune azioni per denunciare la crisi climatica. Stamane 6 persone sono state fermate dopo aver organizzato un blocco stradale e sono state trascinate via di peso, ma le forze dell’ordine intorno alle 12 di oggi sono entrate, “senza mandato” denunciano gli attivisti, in un appartamento Air B&B in via Carlo Cattaneo occupato da altri giovani fra cui una minorenne che nei giorni scorsi avevano preso parte alla campagna. Tra le persone portate in Questura, riferiscono alcuni attivisti, ci sarebbe anche un ragazzo trentino che al momento risulta irreperibile.

 

Durante l’irruzione nell’Air B&B erano presenti anche alcuni giornalisti. “Ci è stato riferito – spiegano gli attivisti – che i ragazzi sono stati tenuti chiusi diverse ore, impedendo loro di comunicare con l’esterno e di mostrare uno striscione dalla finestra. Ai giornalisti è stato detto che era in corso una operazione legata alle norme Covid, tuttavia nello stabile sono presenti altri appartamenti affittati con questa modalità e nessun altro appartamento è stato perquisito, né tanto meno gli occupanti tenuti chiusi per due ore e mezzo con le forze dell’ordine”.


Nel primo pomeriggio gli attivisti che dormivano nell’appartamento sono stati portati via due per volta e fatti salire su una volante della polizia, uno di loro sarebbe anche stato ammanettato. In totale sarebbero state accompagnate in Questura almeno 6 persone, compresa la ragazza minorenne. “Nell’appartamento non erano presenti né armi né droga – riferiscono gli attivisti – le persone non hanno opposto resistenza. La scientifica è stata poi mandata sul posto”.

 

In seguito alle azioni alla sede del MiTe di martedì e mercoledì invece, un gruppo di attivisti coinvolti nella campagna di Extinction Rebellion è stato trattenuto in Questura fino a tarda notte. Alcuni dei ragazzi sono stati portati alla Stazione Termini per lasciare la città, mentre i rimanenti sono rientrati nella loro temporanea abitazione a Roma. “Da allora – si legge in una nota pubblicata da Extinction Rebellion – sono stati pedinati e fermati dalle forze dell’ordine che, localizzando e presidiando l’ingresso della loro abitazione, hanno nuovamente portato in questura 3 degli attivisti mentre facevano la spesa”.


Il clima di repressione si è esacerbato quando questa mattina 6 attivisti hanno deciso di tornare in strada per dirigersi verso il Ministero del Lavoro. Naturalmente pochi metri dopo la partenza, sono stati bloccati dalle forze dell’ordine, e hanno quindi deciso di attuare un blocco stradale nel luogo in cui si trovavano. È a questo punto che le forze dell’ordine avrebbero deciso di fare irruzione nell’abitazione degli attivisti dove si trovano 8 ragazzi di Ultima Generazione.

 

Michele, uno dei ragazzi portati via dall’abitazione, ha dichiarato: “Sono qua per la campagna Ultima Generazione per chiedere un incontro pubblico coi ministri. La polizia è entrata in casa senza mandato e con la scusa che il posto in cui viviamo non segue le norme anti-Covid. Questa è la risposta dello Stato ai giovani spaventati dalla crisi climatica e che chiedono un semplice incontro pubblico con i ministri per ribattere sul tema. Siamo l’Ultima Generazione di cittadini e cittadine”.

 

Due gli obiettivi dichiarati della campagna: il primo è quello di ottenere un incontro pubblico con 6 figure del governo (Draghi, Carfagna, Patuanelli, Cingolani, Giorgetti, Orlando) durante il quale confrontarsi con loro in merito alla necessità di agire radicalmente per contrastare la crisi ecologica e climatica. Il secondo è quello di indire un’Assemblea Cittadina nazionale deliberativa e vincolante su questo tema, in cui il potere decisionale venga finalmente sottratto a delle élites che ignorando l’imminenza del collasso climatico, non rappresentano più gli interessi dei cittadini.

 

Finché queste richieste non saranno considerate, il gruppo di attivisti e attiviste coinvolte nella campagna Ultima Generazione fanno sapere di voler continuare con le azioni di disobbedienza civile non violenta.

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