Contenuto sponsorizzato
| 14 lug 2022 | 18:35

“Questa è la peggior combinazione di caldo e asciutto in 220 anni di rilevazioni in Italia”: Mercalli a 'Levico incontra gli autori' tra Marmolada, siccità e cambiamenti climatici

Tra qualche settimana, ha detto il presidente della Società meteorologica italiana alla rassegna “Levico incontra gli autori”, capiremo se i record di temperatura del 2003 passeranno al 2022. Nell'evento si è discusso anche della tragedia sulla Marmolada: “Se fossi stato lì sarei stato travolto insieme agli altri”

“Questa è la peggior combinazione di caldo e asciutto in 220 anni di rilevazioni in Italia”

LEVICO TERME. Dalla tragedia sulla Marmolada alla siccità e all'innalzamento delle temperature, dall'importanza della transizione energetica alle azioni (insufficienti) per mitigare l'emissione di gas climalteranti in atmosfera: sono moltissimi i temi toccati ieri sera da Luca Mercalli all'interno della rassegna “Levico incontra gli autori”, in un dialogo portati avanti nella città termale insieme a Roberto Barbiero, esperto dell'Appa. La diretta dell'incontro è andata in onda sulla pagina Facebook de il Dolomiti, partner della rassegna, ed il tema dal quale si è poi sviluppato il discorso è riassunto dal titolo dell'evento Cambiamenti climatici e ambientali: quali prospettive con la montagna”. Visto l'argomento, la prima questione affrontata da Mercalli è stato il crollo del ghiacciaio che il 3 luglio scorso è costato la vita ad 11 persone sulla Marmolada (Qui Articolo): “Lo stato dei ghiacciai oggi è di grande sofferenza – ha detto – in un secolo abbiamo perso il 60% della superficie del ghiaccio alpino”. Lo stesso ghiacciaio della Marmolada per esempio, ha detto l'esperto, un tempo era un unico mantello glaciale mentre oggi è separato in 6 diversi settori: “Lo scenario che ci attendiamo da qua al 2050 è la totale scomparsa del ghiaccio alpino, ad eccezione di qualche residuo al di sopra dei 4mila metri di quota”.

 

 

Nello specifico, il ghiacciaio della Marmolada non presentava alcun segno premonitore” rispetto alla tragedia che si è consumata agli inizi di luglio: “I ghiacciai sorvegliati speciali sulle Alpi sono una dozzina – ha detto Mercalli – hanno una storia registrata di crolli e sono monitorati con strumenti sofisticati”. I costi di queste operazioni, che comprendono l'utilizzo di georadar, laser scanner, webcam e sensori Gps di movimento, sono enormi e permettono ai territori interessati di dare l'allarme in caso di rischio. La Marmolada però “non ne aveva bisogno” ha ribadito l'esperto: “Spesso sento dire che bisognava chiudere tutto perché 'fa caldo', ma il caldo non è un evento predittore sufficiente per questi eventi estremi. Il 3 luglio faceva caldo su tutte le Alpi, 4.400 ghiacciai erano sottoposti a quelle temperature e ne è crollato solamente uno. Non avremmo potuto, visto il caldo, chiudere in sostanza tutti i ghiacciai fino alla fine dell'estate”. Le temperature, ha detto Mercalli, sono state sicuramente la causa scatenante: “Hanno prodotto l'acqua di fusione che è poi penetrata dentro un crepaccio, e cosa ci fosse là sotto non lo sa nessuno, lo scopriremo adesso con le indagini in corso”. Per alcuni ghiacciai che lasciano sospettare un comportamento del genere, ha detto l'esperto, si possono fare analisi specifiche (“al costo di centinaia di migliaia di euro”), ma avrebbero avuto eventualmente effetto solo se portate avanti pochi giorni prima dell'evento: “Avremo dovuto fare operazioni di questo genere su 1.800 chilometri quadrati di ghiaccio alpino, è impossibile. Lì non c'era nessuna seraccata, non era un luogo rischioso. Le povere vittime che hanno scelto quel percorso lo hanno fatto con assoluta coscienza di aver fatto una buona scelta, perché era una via normale, perché il ghiacciaio non presentava rischio, si è trattato di un evento sicuramente determinato dal caldo ma dove il caso ha avuto un ruolo enorme: pensiamo alla giornata, all'orario. Se fossi stato lì sarei stato travolto insieme agli altri”.

 

Ampliando la discussione, è stato poi sottolineato durante l'incontro, in questo momento tutto il Nord Italia si trova ad affrontare una gravissima siccità, che si accompagna ad un'ondata eccezionale di calore (con i mesi di maggio e giugno “da record”, Qui Articolo). “Abbiamo ancora due mesi critici da affrontare – ha precisato Mercalli – i più caldi dell'estate, e questa siccità rischia di superare ogni record”. Per dare un'idea della situazione, ha spiegato l'esperto: “Il Po a Ferrara trasporta 200 metri cubi di acqua al secondo, dovrebbe trasportarne 1000. Il mare Adriatico si è appropriato di 30 chilometri di fiume nell'entroterra. È la combinazione peggiore di caldo e asciutto di 220 anni di dati meteorologici che abbiamo in Italia”. Dal punto di vista delle temperature siamo vicini ai record del 2003 ed il 'primato' potrebbe essere superato: “Da domenica a giovedì – ha infatti aggiunto Mercalli – raggiungeremo il picco, sono attesi 40 gradi centigradi. Tra qualche settimana capiremo se il record del 2003 passerà al 2022. Il problema però è che le grandi siccità stanno diventando sempre più frequenti, l'ultima è stata appena 5 anni fa, nel 2017. Alla prima pioggia in autunno però sarà tutto dimenticato: quando parliamo di acqua non possiamo discutere di interventi di emergenza, bisogna ragionare di pianificazioni a lungo termine”. In un contesto di rapido cambiamento climatico però, hanno sottolineato gli esperti a Levico, in questo momento ci troviamo gravemente in ritardo sia negli interventi di pianificazione che in quelli di mitigazione per ridurre l'emissione di gas serra. Problematica alla quale da qualche mese a questa parte si è aggiunta la guerra scatenata dall'invasione russa dell'Ucraina.

“Questa sciagurata guerra non ci voleva” ha detto Mercalli parlando, dal punto di vista ambientale, di un enorme danno diretto (“l'apparato militare è estremamente dissipativo: un carro armato farà 300 metri al litro per esempio”) e di un altrettanto problematico danno indiretto. “Faticosamente l'attenzione ambientale si stava facendo strada nel 2019” ha spiegato il presidente della Società meteorologica italiana, poi però sono arrivate in successione la pandemia e la guerra. E se il Covid, almeno inizialmente, tra lockdown e restrizioni agli spostamenti ha contribuito alla riduzione (temporanea) delle emissioni (che nel 2020 sono diminuite del 6%), il 2021 ha “cancellato tutto quanto”, ha detto Mercalli, diventando l'anno con le maggiori emissioni di sempre: “Non riusciamo mai a dare una svolta e a vedere il segno meno sulle emissioni. Dal 2019, prima per la pandemia e ora per la guerra, è saltata l'applicazione concrete delle norme ambientali ed ora spenderemo miliardi per il riarmo, ma ogni euro speso su un'arma sarà sottratto alla spesa per un pannello solare”. Paradossalmente a muovere le persone verso una direzione più 'ecologica' in questa fase, tra l'isolamento termico delle case e l'installazione di pannelli solari, è più il timore del taglio alle forniture di gas in vista dell'inverno piuttosto che la problematica ambientale: “I governi – ha spiegato Mercalli – potevano approfittare di questa situazione per una reale transizione energetica, ma non mi sembra sia stato così”.

 

Ma se la mitigazione, si è discusso durante l'incontro, è una strategia mondiale (l'azione di un Paese come l'Italia in termini di riduzione di emissioni per esempio conterà molto poco rispetto alle azioni di colossi come Stati Uniti e Cina), l'adattamento ai cambiamenti climatici è una strategia locale e decisioni importanti saranno necessarie anche nel nostro Paese: “Nei piccoli atolli del Pacifico per esempio – ha detto Mercalli – la strategia è la fuga, ma Venezia è nelle stesse condizioni”. Per questo il tema dell'informazione è oggi fondamentale anche se all'interno dei talk show, dice Mercalli, spesso si parla di “rissa” piuttosto che di informazione: "In questa situazione mi aspetterei un'informazione che parla di ciò che sta capitando e non 'se' sta capitando, ma piuttosto di 'come' si sta affrontando il problema. Ma non si riesce mai ad approfondire". Lo stesso Mercalli ha lasciato lo studio di Cartabianca in un recente episodio al quale aveva partecipato il giornalista de La Verità Francesco Borgonovo: "Io normalmente non accetto i dibattiti, ma Bianca Berlinguer mi sembrava una persona corretta e intelligente. Mi sono trovato davanti un personaggio che non voglio nemmeno nominare, che ha esordito dicendo 'io non sono esperto ma'. Ma se non sei esperto stai zitto, fai delle domande piuttosto no? Mi ha subito dato del catastrofista, pensate che sono catastrofista tanto quanto il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, parliamo la stessa lingua. Me ne sono andato via per protesta". Una lancia è stata però spezzata in favore delle testate locali, che in molti casi, è stato aggiunto: "Sono molto più corrette e approfondite". Toccato infine anche il tema della vita in montagna: lo stesso Mercalli ha infatti deciso di trasferirsi in quota, a 1.650 metri in val di Susa, proprio per l'aumento delle temperature. “Oggi si può lavorare anche in montagna grazie a Internet e al telelavoro – ha spiegato – molte delle mie lezioni, molte delle mie dirette televisive le faccio grazie ad una buona connessione”. Negli ultimi 60 anni buona parte delle Alpi e degli Appennini si sono “svuotate”, ha detto Mercalli, e oggi abbiamo la possibilità di restaurare un pezzo del Paese e recuperare un'importante memoria storica. Molte infine le domande arrivate dal pubblico, che ha citato temi molto complessi come le centrali nucleari (“ci sono tanti problemi, l'uranio è poco, il rischio d'incidenti rimane, non abbiamo risolto i problemi relativi alle scorie ed al decommissioning delle centrali”) e la transizione energetica.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Montagna
| 06 agosto | 19:21
A comunicarlo è la sezione valtellinese di Sondrio del Cai: "La chiusura durerà fino a nuove condizioni di fruibilità della montagna"
Società
| 06 agosto | 16:50
L'aumento della pressione turistica e la domanda dell'agricoltura, uniti alla temperature elevate e alla perdurante siccità portano i Comuni a [...]
Cronaca
| 06 agosto | 18:16
Sono diversi gli interventi messi in campo dai vigili del fuoco per allegamenti. Le squadre del distaccamento permanente di Pieve di [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato