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| 19 ago 2023 | 15:53

Il Mar Mediterraneo è un ''brodo'' che raggiunge anche 30 gradi. Sulla Marmolada superati i 12 gradi (come quando avvenne la tragedia del 3 luglio 2022)

Le temperature in questi giorni sono altissime e sembrano destinate ad aumentare ancora. Il tutto dopo il luglio più caldo di sempre a livello planetario. Molto preoccupata Coldiretti: ''A causa dei cambiamenti climatici quest'anno si registra un taglio del 10% della produzione di grano, del 14% di quella di uva da vino fino al 63% delle pere mentre il raccolto di miele è sceso del 70% rispetto allo scorso anno e si registra un calo per il pomodoro''

Il Mar Mediterraneo è un brodo'' che raggiunge anche 30 gradi

TRENTO. Sulla Mamolada superati i 12 gradi (alle 15.53 si era sui 13.2 gradi a Punta Penia come rilevato dalla stazione di Meteotriveneto) di temperatura a 3.343 metri sul livello del mare (e lo zero termico si aggira sui 4.500 metri) la soglia che era stata raggiunta anche il 3 luglio 2022 quando si verificò il crollo di un gigantesco seracco che spazzo via la vita di 11 escursionisti. All'altro estremo, il Mar Mediteranneo risulta essere caldissimo. Praticamente in tutto il Mare Nostrum la temperatura dell'acqua oscilla tra i 25 e i 30 gradi centigradi a dimostrazione del fatto che si è entrati in una fase nuova per il nostro sistema climatico di ''estremi'' sempre più ''normali''.   

 

Dalle Alpi al mare il surriscaldamento è ormai evidente e anche a fronte di qualche sporadica nevicata (comunque sempre successa a 3.000 metri di quota, anche in estate) e di fenomeni capaci di abbassare per qualche ora e giorno le temperature in determinati luoghi, i dati non mentono. Luglio è stato il mese più caldo mai registrato a livello planetario (la serie storica parte dal 1940) come ha confermato il Climate Change Service dell'agenzia europea Copernicus, che si occupa del monitoraggio satellitare del nostro pianeta: “Il distacco – scrive la Società meteorologica italiana – è di 0,33 gradi centigradi rispetto al record precedente (luglio 2019). Apparentemente piccolo, è in realtà enorme e inquietante, trattandosi di una media mensile a scala planetaria. Solitamente, primati di questo tipo vengono superati sul filo dei centesimi di grado”.

 

E anche Coldiretti, in queste ore, ha analizzato i dati Isac Cnr sui primi sette mesi dell'anno e il 2023 si classifica fino ad ora in Italia al terzo posto tra gli anni più caldi dal 1800 con una temperatura superiore di 0,67 gradi rispetto alla media storica (per quanto riguarda il Nord Italia si è trattato del secondo anno più caldo, con l'anomalia del periodo che è stata di ben +0,86 gradi superiore la media). ''La classifica degli anni più roventi negli ultimi due secoli - comunica Coldiretti - si concentra tutta nell'ultimo decennio e comprende nell'ordine il 2022 il 2018, il 2015, il 2014, il 2019 e il 2020". E se qualche poveretto ancora pensa che sia normale, perché in estate fa caldo e la grandine c'è sempre stata, Coldiretti si mostra molto preoccupata.

 

"A causa dei cambiamenti climatici - spiega - quest'anno si registra un taglio del 10% della produzione di grano, del 14% di quella di uva da vino fino al 63% delle pere mentre il raccolto di miele è sceso del 70% rispetto allo scorso anno e si registra un calo per il pomodoro. Ma in difficoltà - conclude Coldiretti - sono anche le altre produzioni ortofrutticole bruciate dal caldo torrido con ustioni che provocano perdite, dall'uva ai meloni, dalle angurie alle albicocche fino alle melanzane". E se in Friuli Venezia Giulia dopo le devastanti grandinate che hanno messo in ginocchio l'agricoltura ora il pericolo sono il diffondersi di muffe e funghi produttori di tossine con rischi anche per il sistema di lattiero-caseario, in mare le temperature sempre più alte dell'acqua stanno diventando perfette per specie invasive e aliene come i granchi blu.

 

Insomma il mondo, anche quello nostro piccolo e a portata di sguardo, sta cambiando rapidissimamente. I prossimi giorni le temperature saliranno ancora e non è una buona notizia. 

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