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''Restauriamo le mura di piazza Fiera e poi ci mettiamo davanti le toilette?'', Italia Nostra contro il progetto dei servizi igienici pubblici: ''Il Comune si fermi''

Dal un lato Italia Nostra si dice soddisfatta del progetto di restauro delle mura duecentesche della città con un progetto di ottocento mila euro ma dall'altro chiesto all'Amministrazione comunale di sospendere l'esecuzione del progetto e di valutare seriamente un riordino degli accessi al parcheggio che includa la realizzazione interrata dei servizi igienici pubblici

Di G.Fin - 19 March 2022 - 14:52

TRENTO. “Che senso ha restaurare le mura per poi avvilirle ponendovi davanti le toilette? No ai bagni in piazza Fiera”. Questa la posizione di Italia Nostra che ha deciso di intervenire dopo la decisione di mettere un campo un restauro delle mura duecentesche della città con un progetto di ottocento mila euro di finanziamento statale.

 

Il progetto prevede un complesso di interventi finalizzati alla salvaguardia del paramento murario. Nel dettaglio, i lavori hanno l’obiettivo di allontanare l’acqua meteorica dalla sommità, proteggere i paramenti lapidei dal biodeterioramento causato da microorganismi, consolidare le malte antiche recuperabili rimuovendo le parti cementizie superficiali, specie sul fronte nord, con l’integrazione dei giunti mancanti con malte analoghe a quelle antiche.

 

 

Qualche giorno fa il sindaco Franco Ianeselli ha messo in risalto in un post l’importanza delle mura storiche della nostra città, il loro “grande valore storico, culturale e dunque turistico”, con queste parole:

Lo sapete che le mura medievali di Trento erano a forma di cuore? La punta corrispondeva proprio al tratto di piazza Fiera, l’unico così esteso sopravvissuto all’espansione della città. Capite dunque quale sia l’importanza di questo pezzo di cinta muraria (114 metri in tutto) costruita nella prima metà del 1200. Per preservarla, restaurarla, ripulire le parti degradate abbiamo richiesto al Ministero della cultura un finanziamento. La risposta, positiva, è arrivata pochi giorni fa: abbiamo così a disposizione 800 mila euro e poco meno di tre mesi di tempo per preparare l’appalto dei lavori, che dovrebbero costare circa un milione in totale. Poi, a inizio 2023, inizierà il restauro, che valorizzerà un bene architettonico dal grande valore storico, culturale e dunque turistico. Un pezzo del nostro passato e della nostra composita identità che va custodito con cura.

 

Parole che sono state riprese da una nota di Italia Nostra che ha spiegato di essere soddisfatta di questa iniziativa e della considerazione finalmente riservata a questo straordinario manufatto storico” dando risalto al ruolo determinante che la cinta muraria ha avuto nella storia della città.

 

“Per tutto – spiega sempre l'associazione - ciò risulta incomprensibile e inaccettabile la volontà dell’Amministrazione comunale di realizzare in questo importante luogo urbano – porta meridionale del centro storico, punto d'incontro, d'aggregazione e d'animazione, caratterizzato fin dalle origini dalla cinta muraria medievale che ha protetto la città dal XII al XIX secolo – un'impattante edificio destinato ai servizi igienici proprio nel punto più visibile, davanti alle mura e di fronte al Torrione”.

 

Un progetto, quest'ultimo, ritenuto “del tutto illogico e inopportuno” perchè andrebbe ancora ad occultare ulteriormente questa straordinaria struttura. “Non c'è dubbio – continua la nota - che un'adeguata dotazione di servizi igienici per cittadini e turisti sia necessaria, e che la loro qualità fornisca un'eloquente testimonianza del livello di civiltà di una comunità e della sensibilità della sua amministrazione. E sono certamente lodevoli l'impegno e la cura profusi nel progetto, almeno per quanto si può intuire dal rendering presentato sui quotidiani locali. Tuttavia, la scelta di collocare i servizi igienici in bell'evidenza, fuori terra, proprio davanti alla 'porta' sud della città storica è, a dir poco, sconcertante.

 

Se "la città è come una grande casa e la casa una piccola città", come affermava Leon Battista Alberti nel De Re Aedificatoria, chi metterebbe il gabinetto proprio in mezzo all'ingresso? Si chiede sempre Italia Nostra.

 

“Quasi una ventina di servizi igienici richiedono notevoli dimensioni e continui ricambi d’aria con le relative espulsioni. Tale concentrazione non è per nulla funzionale alla città, e sembra rispondere alle esigenze delle attività proposte in piazza Fiera e in particolare al mercatino di Natale” spiega sempre Italia Nostra.

 

Per una razionale distribuzione, viene spiegato, sarebbe più opportuno dislocare i servizi in più punti e all'interno di edifici. “Perché in piazza Fiera si propone di costruirli fuori terra quando nell’interrato c'è un vasto parcheggio dove potrebbero essere facilmente inseriti, come in moltissimi casi analoghi, a cominciare da Piazza Walther a Bolzano, il cui parcheggio interrato è della stessa proprietà ed è stato progettato dallo stesso ingegnere? La rimozione dell'edicola dovrebbe essere piuttosto l'occasione per ripensare le due infelici uscite del parcheggio”. Italia Nostra chiede dunque all'Amministrazione comunale di sospendere l'esecuzione del progetto e di valutare seriamente un riordino degli accessi al parcheggio che includa la realizzazione interrata dei servizi igienici pubblici.

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