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| 17 feb 2022 | 12:05

“Ripensiamo il sistema”, la precisazione dell'Apss dopo la lettera di un lettore a il Dolomiti: “Spiace per il caso personale ma non dovrà pagare alcun ticket”

L'Apss: “Gli 80 euro di cui parla il signor Osele, a cui vanno aggiunti, per precisione, 90 centesimi, non corrispondono assolutamente all’ammontare del ticket richiesto per l’accesso al pronto soccorso in codice verde, ma quantificano semplicemente il valore della prestazione ricevuta dal paziente e sostenuta dal sistema sanitario”

“Ripensiamo il sistema”, la precisazione dell'Apss dopo la lettera di un lettore a il Dolomiti
di Redazione

TRENTO. Dopo la lettera di un lettore, Alessio Osele, pubblicata negli scorsi giorni da il Dolomiti (Qui la Lettera), l'Azienda sanitaria precisa: “Il paziente non ha pagato e non dovrà pagare alcun ticket perché il suo percorso di cura è stato sostenuto dal sistema sanitario”. La replica del lettore: “Resta comunque tutta l’amarezza per una vicenda che è stata gestita comunque in maniera inadeguata e poco attenta alla dignità della persona”.

 

Osele aveva infatti raccontato la sua personale esperienza nella gestione da parte del sistema sanitario delle problematiche di salute riscontrate del padre 80enne (dicendosi “amareggiato da come la situazione di mio padre sia stata gestita”), scrivendo in conclusione che: “Il contributo di 80 euro (non ne faccio una questione di denaro ma di principio) suona come una sanzione con lo scopo di scoraggiare e intimidire da future chiamate ritenute a quanto pare fastidiose e inopportune".

 

Ecco la precisazione dell'Apss: “Senza entrare nel merito dell’intera vicenda descritta dal lettore dal suo personale punto di vista – quello di un figlio giustamente preoccupato dalla malattia e dalla sofferenza del padre – vorremmo rispondere con fermezza alle accuse del lettore che denuncia il pagamento di un ticket sanitario di 80 euro per un codice verde, a fronte di una «lunga giornata di attesa» al pronto soccorso dell’ospedale di Trento. Gli 80 euro di cui parla il signor Osele, a cui vanno aggiunti, per precisione, 90 centesimi, non corrispondono assolutamente all’ammontare del ticket richiesto per l’accesso al pronto soccorso in codice verde, ma quantificano semplicemente il valore della prestazione ricevuta dal paziente e sostenuta dal sistema sanitario. Da alcuni anni in ogni verbale di pronto soccorso viene infatti inserita di prassi una frase che evidenzia il valore delle prestazioni ricevute con l’obiettivo di sensibilizzare tutti gli utenti sul fatto che ogni accesso in pronto soccorso, e le eventuali successive prestazioni, hanno un costo per tutto il sistema sanitario e la comunità che lo sostiene con il pagamento delle tasse. Il paziente quindi non ha pagato e non dovrà pagare alcun ticket perché il suo percorso di cura è stato sostenuto dal sistema sanitario. È ovviamente nella libertà di ciascun cittadino denunciare una situazione in cui, a suo dire, non sono state garantite assistenza e cure adeguate, ma non distorcendo la realtà, come in questo caso. Cogliamo l’occasione per ricordare ai cittadini che è sempre possibile sottoporre segnalazioni formali e richieste di approfondimento all’Urp di Apss. La gestione dei reclami e delle segnalazioni dei cittadini è un’azione fondamentale e strategica per la nostra organizzazione perché ci consente di migliorare i servizi erogati e mettere in campo eventuali azioni correttive, nell’ottica del principio di trasparenza e partecipazione degli utenti”.

 

Dopo la precisazione dell'Azienda sanitaria Alessio Osele ha replicato: “Apro questa mia replica innanzi tutto con un ringraziamento a Il Dolomiti per lo spazio che mi ha messo a disposizione grazie al quale ho potuto mettere in risalto una problematica che, viste le numerose risposte, non risulta essere un caso isolato. Ringrazio poi anche l’APSS per la precisazione sul contributo alle spese sanitarie che in effetti non è dovuto. Resta comunque tutta l’amarezza per una vicenda che è stata gestita comunque in maniera inadeguata e poco attenta alla dignità della persona. Voglio sperare che la replica dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari sia anche l’occasione per una riflessione interna da cui prendere spunto per rivedere il sistema, ridare efficienza e colmare la distanza fra cittadini ed istituzione pubblica”.

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