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Belluno
12 marzo | 18:39

Tre Cime, smentita sul ticket da 600 euro: “Pagati 160 euro, il dato diffuso era errato”. E il Comune di Auronzo conferma l’accesso gratuito alle scuole

Dopo la notizia sul ticket di 600 euro pagato dalla responsabile della Commissione naturalistico culturale del Cai Belluno Daniela Mangiola per portare alcune classi alle Tre Cime, il Comune di Auronzo ha effettuato accertamenti facendo emergere che, in realtà, la cifra era di 160 euro, come da tariffario. L’assessore Pais Bianco ribadisce inoltre la gratuità del servizio per le scuole

AURONZO DI CADORE. “Mi dispiace si sia pagato l’accesso al parcheggio, visto che da sempre andiamo incontro alle scuole e garantiamo l’ingresso gratuito per le uscite formative, ma la cifra di 600 euro non è corretta e il dato uscito è evidentemente errato. Come amministrazione abbiamo infatti indagato ed è emerso che sono stati pagati i normali 160 euro previsti per i pullman e questo va ribadito”.

 

A seguito della denuncia da parte della responsabile della Commissione naturalistico culturale del Cai Belluno Daniela Mangiola per aver dovuto pagare, per la prima volta in dieci anni lo scorso ottobre, la salita al rifugio Auronzo con alcune classi di studenti (qui l’articolo), l’amministrazione comunale di Auronzo ha deciso di svolgere ulteriori indagini, stupita soprattutto per l’importo dichiarato.

 

L’assessore al turismo Roberto Pais Bianco, infatti, ha subito contattato Mangiola e la stessa Abaco Spa, partner del Comune per la gestione di mobilità e accesso al parcheggio in quota delle Tre Cime di Lavaredo. Dopo svariati accertamenti, la verità: l’importo pagato in quell’occasione non è stato di 600 euro come era stato spiegato in un primo momento, ma solo 160 euro come previsto dalle tariffe standard.

 

“Alla richiesta dei dati del pagamento - fa sapere Pais Bianco a Il Dolomiti - Mangiola mi ha mandato il ticket ordinario pagato quel giorno, confermando che si era trattato di un errore nella comunicazione del dato. Io sono anche contento che si sia chiarito, ma tale errore ha comunque gettato un’ombra negativa e immeritata sull’amministrazione e sul sottoscritto”.

 

Alla luce della smentita, abbiamo quindi contattato anche Mangiola. “Effettivamente la cifra che ho indicato era sbagliata - dichiara - e mi scuso profondamente per l’errore, forse derivato dal fatto che solitamente effettuo almeno 3-4 uscite sul territorio con le classi. Questo mi ha portata a pensare in automatico all’importo complessivo che avrei pagato solo in base a un calcolo programmatico, anziché accertarmi dell’importo effettivo. Confermo quindi di aver pagato 160 euro e confermo anche la disponibilità dimostrata dall’assessore Pais Bianco e dall'amministrazione comunale a garantire in futuro l’accesso gratuito alle scuole come sempre avvenuto”.

 

La situazione si è quindi risolta: il ticket è stato sì pagato a causa di un’incomprensione, ma la cifra esatta corrisponde al normale tariffario. Inoltre, per le prossime uscite, come già dichiarato nel precedente articolo, l’assessore assicura l’accesso gratuito.

 

 

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