''Ho pagato 600 euro solo per riportare i 40 bambini a casa'', gita formativa con il Cai alle Tre Cime per gli studenti ma la sbarra al ritorno è chiusa: ''In 10 anni mai successo''
Tempo di programmare nuove iniziative e Daniela Mangiola operatrice naturalistica e culturale e responsabile della Commissione naturalistico culturale del Cai Belluno vorrebbe organizzare una delle salite 'classiche' alle Tre Cime che però l'anno scorso aveva riservato una spiacevole sorpresa. Il Dolomiti ha sottoposto la questione all'assessore al turismo Roberto Pais Bianco. Ecco cosa è emerso

AURONZO DI CADORE. Quanto costa salire alle Tre Cime di Lavaredo? Per le scuole, nulla: o almeno, così dovrebbe essere. Lo scorso autunno, invece, il pedaggio è costato caro al Cai Belluno, che ha portato in quota 40 bambini nelle consuete attività formative sul territorio.
A occuparsene è Daniela Mangiola, operatrice naturalistica e culturale di livello nazionale e responsabile della Commissione naturalistico culturale del Cai Belluno. Ogni anno, organizza lezioni e uscite con le scuole bellunesi per favorire la cultura della montagna, l’educazione civica, l’approccio consapevole - in particolare con il progetto Montagna amica e sicura. In particolare, grazie al bando Cai Turismo scolastico sostenibile, nel 2025 ha portato gli studenti di quarta e quinta della scuola primaria Rino Sorio di Mussoi e la classe terza della scuola primaria di Bribano e Sospirolo anche ai piedi delle Tre Cime.
“Da almeno dieci anni - racconta a Il Dolomiti - come Cai organizzo escursioni con le scuole bellunesi, a volte con il pernottamento al rifugio Auronzo: saliamo con il pullman il giorno prima, facciamo il giro delle Tre Cime e poi rientriamo. Non ho mai pagato il pedaggio, perché il Comune concedeva il diritto di accesso gratuito vista la finalità educativa”.
Lo scorso anno, però, non è andata così. Le classi sono salite in due tornate il 2 e il 9 ottobre, ma al secondo giro sono rimaste bloccate all’uscita dalla sbarra fino al pagamento del pedaggio. “Chi gestisce oggi il parcheggio e il suo accesso? Fino allo scorso anno - si chiede Mangiola - credo fosse il Comune, che decideva anche gli ingressi gratuiti. Le cose sembrano però cambiate qui sorge il problema”.
A occuparsene è Abaco Spa, partner del Comune di Auronzo per il progetto “Service e gestione mobilità e accesso al parcheggio in quota Tre Cime di Lavaredo – Esercizio 2025”, il tutto gestito tramite il portale www.auronzo.info dove si trovano modalità e costi per prenotare l’accesso dopo l’introduzione del numero chiuso. “Non mi sono iscritta attraverso il sito - ammette Mangiola - ma mi ero attivata via mail e telefonicamente con il Comune per chiedere informazioni e capire come accedere evitando i costi, ma senza ricevere risposte. La prima volta siamo riusciti a salire e scendere, mentre la seconda alla discesa ci hanno bloccati finché non abbiamo pagato”.
La spesa? “Ho pagato 600 euro - risponde - e mi sembrano davvero troppi, soprattutto se aggiungiamo il costo del noleggio dei pullman. A quel punto ho chiesto invano informazioni su come comportarmi nel futuro: è chiaro che non ci metto più piede se è così. Capisco che sui soldi per la gestione del servizio non si discute, ma almeno rispondere alle mail mi sembrava corretto: bastava dire che l’accesso gratuito non era più garantito, così sarei andata preparata. Avrei infatti voluto non pagare e restare lì, ma chiaramente non avrei potuto essendo tardo pomeriggio e soprattutto con 40 bambini al seguito”.
Contattato da Il Dolomiti, l’assessore al turismo Roberto Pais Bianco si dichiara stupito dell’accaduto. “Non ne sapevo nulla - afferma - e temo ci sia stata un’incomprensione. Solitamente infatti cerchiamo di andare incontro alle scuole e alle attività educative, perciò trovo strano che abbiano pagato così tanto e che siano saliti senza la prenotazione, ma forse è legato alla bassa stagione”.
"Comunque - conclude - sono dispiaciuto sia successo, cerchiamo di incentivare le iniziative di formazione, tanto più se si tratta di scuole del territorio. Perciò la prossima volta mi contattino personalmente una ventina di giorni prima dell’escursione e provvederemo a garantire l’accesso gratuito”.
Abbiamo quindi messo in contatto Mangiola e l’assessore: siamo certi che la buona pratica in favore dell’educazione giovanile e del turismo consapevole, tanto pubblicizzato a ogni occasione, sarà ripristinata.












