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L’odissea al Pronto soccorso per una semplice lastra: “Mio padre 90enne lasciato 8 ore su una sedia in corridoio perché non ci sono lettini”

La lettera: “Non ne faccio una colpa ai sanitari che ringrazio ma è vergognoso che un anziano di 90 anni debba attendere per così tanto tempo in quelle condizioni solo per avere una semplice lastra”

Foto d'archivio che non fa riferimento esplicito alla vicenda descritta
Di Tiziano Grottolo - 06 August 2022 - 17:14

ARCO. Da tempo attorno alla Sanità si combatte un braccio di ferro fra le opposizioni e la Giunta Fugatti accusata di una cattiva gestione del comparto. I sindacati sul piede di guerra denunciano la situazione di ospedali e Rsa che sono gravati da una carenza cronica di personale e talvolta anche di risorse.

 

A farne le spese sono soprattutto i cittadini che in certe occasioni si trovano ad affrontare grandi difficoltà. È il caso dell’odissea vissuta da una figlia che ha dovuto accompagnare il padre in Pronto soccorso a causa di una brutta febbre. Tutto è iniziato ieri mattina, 5 agosto, quando la donna si è recata all’Rsa di Cavedine per far visita al padre 90enne.

 

Dopo aver atteso per una buona mezz’ora le viene comunicato che l’uomo ha 38 di febbre (tampone negativo) per questo la dottoressa della struttura decide per delle ulteriori verifiche in Pronto soccorso, dove dovranno essere eseguite delle lastre ai polmoni. Il 90enne arriva al Pronto soccorso di Arco all’incirca alle 13e30.

 

A me non è consentito entrare – spiega la donna – la sala d’attesa è gremita, persone che aspettano dalle 10, incredibilmente mi viene riferito che c’è un solo medico all’interno”. A quel punto la donna si reca al lavoro lasciando il padre nelle mani dei sanitari. “Sono tornata alle 17e30, la lastra era stata fatta ma c’era da attendere la visita del pneumologo, che sarà effettuata verso le 20”.

 

Nel frattempo la donna viene autorizzata a entrare. “Trovo mio padre in corridoio sempre seduto sulla carrozzina, dolorante ovunque per via delle molte ore passate nella stessa posizione. A quel punto ho chiesto se potevano farlo sdraiare ma mi è stato detto che i lettini scarseggiano”. L’uomo dopo ore fuori dall’Rsa è visibilmente stanco e affaticato. Ora però c’è da aspettare l’ambulanza per rientrare nella casa di riposo di Cavedine.

 

Mio padre era distrutto, solo alle 20e30 riesce ad addormentarsi, peraltro senza aver potuto mangiare dalla mattina, ciononostante avevo paura che scivolasse dalla sedia dove era stato lasciato”. Solo dopo il cambio turno l’uomo viene fatto sdraiare su un lettino. Sono le 21e30, ben 8 ore dopo l’ingresso al Pronto soccorso. I volontari con l’ambulanza per il rientro riescono ad arrivare solo intorno alle 23.

 

“Mi chiedo dove andremo a finire con la sanità in queste condizioni – l’amaro commendo della donna – non ne faccio una colpa ai sanitari, anzi ringrazio tutto il personale che opera in condizioni impossibili. La colpa va a chi ci governa, è vergognoso che un anziano di 90 anni debba attendere per così tanto tempo in quelle condizioni solo per avere una semplice lastra”.

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