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| 15 mar 2023 | 18:52

E' anziano e cardiopatico e soffre di apnee notturne, "ma il primo appuntamento disponibile è fra più di 1 anno". Coppola: "Necessario garantire tempi adeguati"

La consigliera Lucia Coppola: "Il problema a monte di una così lunga attesa pare sia dovuto al fatto che all'interno delle strutture ospedaliere trentine vi sia un solo apparecchio per la rilevazione dell'apnea notturna (ad Arco). Il signore, essendo anziano e avendo difficoltà a spostarsi, ha provveduto al pagamento di una visita privata, ma non tutti ne hanno la possibilità"

E' anziano e cardiopatico e soffre di apnee notturne, "ma il primo appuntamento disponibile è fra più di 1 anno"

TRENTO. Il problema delle interminabili liste di attesa relative alle visite mediche non riguarda soltanto il Trentino e non è di facile soluzione. È la storia di molti uomini e donne che, sebbene necessitino di essere visitati quanto prima, finiscono per dover attendere mesi o addirittura anni. “In questi casi, ricorrere al privato diviene una necessità che purtroppo non tutti possono sostenere economicamente”, anticipa la consigliera Lucia Coppola in un’interrogazione che riporta la segnalazione di un paziente cardiopatico: “Una persona della val di Sole si è rivolta al Cup per prenotare una visita all’ospedale di Arco. Il primo appuntamento utile? L’8 luglio 2024”.

 

“La delibera della Giunta provinciale n. 416 del 10 marzo scorso ha approvato i criteri e le modalità di valutazione dell’attività del direttore generale dell’Azienda Provinciale per i Servizi sanitari. Nella delibera sono elencati degli obiettivi da raggiungere nel 2023 e tra questi vi è il contenimento dei tempi massimi di attesa e il recupero delle liste di attesa”, premette Coppola. 

 

Nel frattempo, tuttavia, non mancano segnalazioni di chi lamenta tempi di attesa esageratamente dilatati. “Qualche giorno fa mi è stata sottoposta una situazione emblematica – prosegue la consigliera -. Un paziente cardiopatico, su consiglio del medico di base, si è rivolto al Cup per prenotare una visita ad Arco per curare il disturbo di apnee ostruttive notturne”.

 

Si tratta di un disturbo che comporta “il temporaneo arresto del respiro mentre la persona dorme, che può durare anche molti secondi. Quando si dorme la muscolatura che mantiene dilatate le vie aeree subisce un leggero rilassamento, le pareti stesse si avvicinano e si occlude completamente il passaggio dell'aria causando l'apnea”. 

 

“Durante ogni singola ostruzione il corpo è sottoposto a uno stress non indifferente con continui sbalzi pressori e una quota di ossigeno che arriva al cervello che può essere del 60%, ben inferiore al normale valore del 90%. Tutto questo può portare a seri problemi di salute come l’infarto e l’ictus”. Di qui, l’importanza di un intervento quanto più tempestivo possibile. 

 

Nel caso della “persona cardiopatica della val di Sole, il problema a monte di una così lunga attesa pare sia dovuto al fatto che all'interno delle strutture ospedaliere trentine vi sia un solo apparecchio per la rilevazione dell'apnea notturna (ad Arco). Il signore ha inoltre chiesto una visita cardiologica a Cles e il primo appuntamento utile è a gennaio 2024 – fa sapere Coppola -. A Trento l’appuntamento sarebbe stato per il 28 luglio prossimo ma il signore, essendo anziano e avendo difficoltà a spostarsi, ha provveduto al pagamento della visita. Appuntamento che gli è stato assegnato dopo pochi giorni”. 

 

“Il garantire a tutti i cittadini tempi di accesso alle prestazioni sanitarie certi e adeguati ai problemi clinici deve rappresentare un obiettivo prioritario”, conclude la consigliera, interrogando il Presidente della Provincia di Trento per sapere “quali saranno le modalità che verranno messe in campo nel 2023 per perseguire efficacemente il Piano provinciale e per chiedere se sia a conoscenza del fatto che per una visita nell’ospedale di Arco per l’accertamento e la diagnosi di apnee ostruttive notturne ci voglia circa un anno e quattro mesi”.

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