Possibili displasie al seno, deve fare un'ecografia ma l'unico posto libero è a marzo 2024: “Costretta a rivolgermi al privato, l'unico modo per tutelare la salute”
Liste d'attesa sempre lunghe e chi si trova in difficoltà deve rivolgersi alle strutture private con spese non indifferenti e spesso non sempre possibili. Ad intervenire sulla vicenda la consigliera provinciale di Casa Autonomia, Paola Demagri: “La sanità era il fiore all'occhiello del Trentino ed ora non c'è nemmeno più un percorso di presa in carico del paziente”

TRENTO. “Come fa la nostra Sanità ad andare avanti in questo modo? Il mio caso è un esempio ma ce ne sono tanti altri”. Tempi di attesa lunghissimi per una visita medica e mancanza di una presa in carico dell'utente. E' la drammatica realtà sulla quale sono costretti a scontrarsi sempre più trentini.
Quello che è successo a Francesca (usiamo un nome di fantasia per motivi di privacy) è l'ennesimo caso di una situazione sanitaria che ormai è diventata insostenibile. Sempre più persone che necessitano di una visita entro un determinato termine non riescono a trovare risposta dal servizio sanitario provinciale e sono quindi costrette, per salvaguardare la propria salute, a rivolgersi ai privati con spese non indifferenti e non sempre possibili.
Per capire la situazione di Francesca bisogna fare un passo indietro. In passato ha subito un intervento ad un nodulo al seno e a seguito di questa operazione le è stata data indicazione di effettuare una mammografia bilaterale annuale.
Negli scorsi mesi ha effettuato una mammografia in una struttura privata convenzionata. I risultati sono arrivati a novembre e nel referto vengono riportati alcuni aspetti da approfondire per escludere possibile displasie. Da qui l'indicazione di effettuare una ecografia mammaria nelle prossime 6 – 8 settimane.
Alla paziente viene quindi dato questo referto senza alcun genere di altra indicazione se non quella di rivolgersi dal proprio medico di base e di prenotare un'ecografia in 'Rao C'. Ecco allora che Francesca, con l'impegnativa del medico cerca di prenotare l'ecografia contattando il Cup.
Nei termini fissati nel referto ( 6-8 settimane) nessun posto libero e le vengono consigliate due strade: chiedere al proprio medico un “Rao B”, ma questo vorrebbe dire per il professionista rischiare un richiamo, oppure di rivolgersi al privato. La visita con il pubblico sarebbe stata possibile a marzo del prossimo anno.
Nulla da fare, quindi, e l'unica strada da seguire rimane quella di rivolgersi ad una struttura privata. “Quello che sta accadendo a tantissime persone è vergognoso” ha affermato la consigliera provinciale Paola Demagri che già in passato è intervenuta sui continui ritardi nelle visite mediche che continuano ad esserci in Trentino.
“La sanità era il nostro fiore all'occhiello – continua – e adesso è ridotta in questo modo. Non vi è alcun percorso di presa in carico del paziente. A seguito di una visita con prescrizione di accertamenti, il paziente dovrebbe già ricevere direttamente la prenotazione e questo invece non avviene, fanno girare la gente”.
Ma non solo. “Le attese nelle liste per una visita permangono da tempo – continua Demagri – e fino ad oggi non si è trovata una soluzione. I medici vogliono assolvere l'impegno etico nei confronti del proprio paziente ma sanno bene che spesso hanno le mani legate. Così la Sanità va a rotoli”














